nuovi attacchi usa contro iran - F/A-18E/F
© US CENTCOM

Nuovi attacchi USA contro infrastrutture iraniane

Ieri 1 settembre 2026, le forze statunitensi hanno colpito infrastrutture iraniane di difesa aerea, radar, marittime, di posa mine e di comunicazione. La nuova ondata di attacchi USA annunciata dal Comando Centrale degli Stati Uniti arriva a seguito dei tentativi di attacco iraniani contro navi mercantili e personale americano. La varietà degli obiettivi colpita potrebbe indebolire la capacità dell’Iran di individuare e contrastare le minacce in arrivo, interrompendo al contempo le operazioni marittime e le reti di comando, potenzialmente migliorando le condizioni per successivi attacchi statunitensi.

Il CENTCOM ha dichiarato che le forze statunitensi hanno attaccato siti di difesa aerea, sistemi radar, infrastrutture marittime, postazioni di posa mine e strutture di comunicazione a seguito di tentativi di attacco iraniani contro navi mercantili e militari americani. Oltre alla dichiarazione ufficiale, il filmato diffuso dal Comando Centrale USA rivela un importante dettaglio tecnico. Un F/A-18E Super Hornet in decollo dalla USS George HW Bush sembra trasportare quello che con ogni probabilità è un missile AGM-154C-1 Joint Standoff Weapon (JSOW).

Le immagini offrono una rara indicazione delle capacità di attacco di precisione potenzialmente a supporto delle continue operazioni statunitensi contro le infrastrutture militari iraniane. Tale capacità consentirebbe all’aviazione navale statunitense di attaccare obiettivi difesi da una distanza maggiore, riducendo l’esposizione alle difese aeree iraniane e mantenendo al contempo la pressione sui sistemi militari critici.

Attacchi USA prendono di mira le infrastrutture di difesa aerea e marittima iraniane

La dichiarazione del CENTCOM conferma gli attacchi contro diverse categorie di infrastrutture delle Guardie Rivoluzionarie. Tuttavia non rivela il numero di velivoli coinvolti, i singoli tipi di armi, le piattaforme di lancio o le posizioni specifiche degli obiettivi. Di particolare importanza operativa è la combinazione di obiettivi radar e di difesa aerea con infrastrutture marittime e di comunicazione.

Il danneggiamento di radar di sorveglianza, nodi di comando e controllo e sistemi missilistici terra-aria può ridurre la capacità di un avversario di rilevare, tracciare e ingaggiare aerei e armi d’attacco in arrivo, creando potenzialmente condizioni più favorevoli per le operazioni successive.

Tale insieme di obiettivi è compatibile con la soppressione o il danneggiamento di una rete integrata di difesa aerea. Sebbene il CENTCOM non abbia rivelato la sequenza degli attacchi né confermato che l’operazione costituisse una missione specifica di soppressione o distruzione delle difese aeree nemiche. Secondo il comando, oltre 50.000 militari statunitensi rimangono schierati in Medio Oriente. Questo sottolinea la portata del più ampio schieramento di forze regionali a supporto delle operazioni in corso.

F-35C e F/A-18E/F con AGM-154 JSOW

Sulla base delle immagini disponibili, delle somiglianze con configurazioni JSOW note e della compatibilità dell’arma con l’F/A-18E/F, si ritiene che il missile sia molto probabilmente un AGM-154C-1 JSOW. Questa rimane una valutazione visiva e tecnica, non un’identificazione ufficialmente confermata. Il CENTCOM non ha reso pubblico il nome della munizione né ha stabilito che l’aereo mostrato abbia successivamente sganciato l’arma contro un bersaglio iraniano.

L’AGM-154C-1 è l’ultima variante del JSOW identificata dal Naval Air System Command americano ed è particolarmente rilevante per il profilo di missione rivelato dal CENTCOM. L’arma combina la guida GPS/INS con un sensore a infrarossi per l’imaging terminale. Questo si unisce ad una testata multistadio progettata per fornire penetrazione ed effetti esplosivi contro bersagli fissi.

La configurazione C-1 incorpora inoltre un collegamento dati per armi Link 16 e algoritmi di ricerca aggiornati. Questo consente l’ingaggio di bersagli marittimi in movimento pur mantenendo la sua capacità contro bersagli terrestri stazionari. Con una gittata massima approssimativa di 70 miglia nautiche, l’arma permette di portare attacchi di precisione da una distanza di sicurezza significativa. Quindi al di fuori di molte aree di difesa puntuale localizzate.

Queste caratteristiche sono compatibili con diverse categorie di bersagli identificate nella dichiarazione del CENTCOM, in particolare installazioni militari fisse e risorse marittime. Questa correlazione con la missione rafforza la valutazione secondo cui l’arma visibile sotto l’F-18 sia molto probabilmente un C-1. Ma non stabilisce che un AGM-154C-1 sia stato effettivamente sganciato né identifica alcun bersaglio contro cui potrebbe essere stato impiegato.

Il filmato diffuso degli attacchi USA della scorsa notte offre quindi uno sguardo attentamente controllato sulle capacità a supporto dell’operazione. Ma preserva al contempo l’incertezza sulla composizione, la sequenza e l’impiego precisi delle risorse d’attacco a lungo raggio statunitensi contro obiettivi militari iraniani.