Il programma NATO AGS – Allied Ground Surveillance, strutturato su velivoli APR HALE (High Altitude Long Endurance) e su vari sistemi di terra, nasce da un’iniziativa di 15 Nazioni Alleate, all’interno della quale l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto terzo paese contributore (dopo Stati Uniti e Germania) ed Host Nation, ruolo fondamentale in termini di supporto logistico, infrastrutturale e tecnico-operativo, ruolo che viene svolto a partire dalla base aerea di Sigonella in Sicilia.

La capacità espressa dall’AGS permetterà alle nazioni dell’Alleanza di effettuare attività di sorveglianza persistente su vaste aree, operando al contempo a distanze considerevoli delle zone di interesse, in qualsiasi condizioni meteorologiche e di luce attraverso l’uso di un assetto a pilotaggio remoto acquisito ed operato da personale NATO. Un gruppo di 15 nazioni alleate partecipa al sistema AGS composto da cinque velivoli a pilotaggio remoto NATO RQ-4D e le relative stazioni di comando e controllo di terra di provenienza europea. La NATO quindi opererà e li manterrà per conto di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica. L’aeromobile AGS NATO RQ-4D è basato sul velivolo statunitense Global Hawk Block 40. È stato adattato in modo univoco ai requisiti della NATO per fornire una capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) all’avanguardia.

Presso la Casa dell’Aviatore, si è svolta la cerimonia di consegna della Military Type Certification (MTC) e della comunicazione del callsign (nominativo radio) designato per i velivoli del programma AGS (Alliance Ground Surveillance) dell’Alleanza Atlantica.

In occasione della consegna della comunicazione al Brigadier General Phillip A. Stewart, Comandante della NATO AGS Force, il Generale di Brigata Aerea Fabio Sardone, Capo Ufficio Generale per la Circolazione Aerea Militare ha sottolineato il ruolo chiave ricoperto nel programma AGS dall’Italia che “ha attivamente partecipato al gruppo di lavoro in ambito NATO favorendo l’integrazione dei velivoli a pilotaggio remoto nello spazio aereo ed adoperandosi fattivamente per il rilascio del nominativo radio da parte dell’ICAO – International Civil Aviation Organization”.

L’assegnazione del callsign “MAGMA”, infatti,  è avvenuta al termine di un articolato processo avviato dall’Aeronautica Militare, che ha visto coinvolto l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), ed ha portato all’attribuzione da parte dell’ICAO del nominativo radio che sarà utilizzato in volo dall’aeromobile.

Durante la cerimonia, è avvenuta  anche la consegna ufficiale nelle mani del Brigadier General Volker Samanns, NAGSMA (NATO Ground Support Management Agency) General Manager, della  la Military Type Certification, la necessaria certificazione di aeronavigabilità rilasciata al sistema dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (D.A.A.A).

Questa rappresenta una tappa fondamentale per il raggiungimento della piena capacità operativa del NATO AGS, un programma nel quale l’Italia assume un ruolo di rilievo, mettendo a disposizione dell’Alleanza una comprovata esperienza in specifici settori come quello della certificazione tecnica del sistema ma anche dell’impiego degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

Immagine: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare

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