Munizioni e droni stealth russi con il Su-57E al Salone di El Alamein
© UAC / Rosoboronexport

Droni stealth russi con il Su-57E al Salone di El Alamein

La Russia ha presentato per la prima volta in pubblico una nuova famiglia di munizioni e droni stealth russi a basso costo e a lungo raggio durante il Salone Internazionale di El Alamein in Egitto, in corso dall’8 al 10 settembre 2026. Rostec e Rosoboronexport espongono queste piattaforme aeree accanto al caccia di quinta generazione Su-57E in configurazione export, sottolineando il loro sviluppo per impieghi da aerei stealth e il legame con l’esperienza operativa in corso in Ucraina.

Le armi e i droni includono l’S-71M Monokhrom, l’S-71K Kovyor e l’S8000 Banderol, oltre a una quarta munizione ancora senza designazione ufficiale. UAC le descrive come piattaforme di lancio di armi per caccia di quinta generazione, caratterizzate da bassa osservabilità, autonomia elevata e velocità adeguata a missioni standoff. La scelta del salone egiziano riflette l’interesse russo per i mercati del Nord Africa e del Medio Oriente, dove il Su-57E sta già raccogliendo attenzioni commerciali.

Caratteristiche delle munizioni e droni stealth russi S-71K e S-71M

L’S-71K Kovyor presenta una forma fortemente sfaccettata a bassa osservabilità radar, con corpo compatto e largo, ali a freccia pieghevoli e coda a V invertita. Le immagini ufficiali mostrano un muso trapezoidale con finestra ottica e punti di aggancio multipli. Fonti di intelligence ucraine indicano che la versione di base integra una testata a frammentazione OFAB-250-270 da circa 250 kg e guida principalmente inerziale, con motore turbogetto. Il sistema offre un raggio d’azione stimato intorno ai 300 km e risulta già impiegato operativamente a partire dalla fine del 2025.

L’S-71M Monokhrom condivide l’impronta stealth ma adotta una configurazione più snella e missilistica, con ali a freccia centrali e coda a V invertita. La struttura utilizza in larga parte materiali compositi in fibra di vetro, senza evidenza di rivestimenti radar-assorbenti particolari. La versione punta a maggiore autonomia di ricerca e a sensori elettro-ottici per l’ingaggio di bersagli mobili, con possibilità di controllo da parte di un operatore. Entrambe le varianti risulterebbero collaudate sotto le ali del Su-57 e UAC le presenta come progettate specificamente per i caccia di quinta generazione, anche se l’impiego da altre piattaforme resta tecnicamente possibile.

Queste munizioni stealth russe colmano lo spazio tra le costose armi da crociera tradizionali e le bombe plananti a corto raggio. Consentono di mantenere il vettore di lancio a distanza di sicurezza dalle difese aeree mentre saturano o penetrano le reti difensive grazie al numero e alla firma ridotta.

Il ruolo del Banderol e della munizione non identificata tra i droni stealth russi

L’S8000 Banderol, già noto da analisi ucraine e da impieghi sporadici, appare in esposizione insieme alle S-71. Si tratta di un piccolo missile da crociera a turbogetto di dimensioni contenute, con fusoliera ogivale, naso appuntito e ali pieghevoli a freccia. Le stime indicano un raggio di circa 500 km e una testata da 120-150 kg. La piattaforma risulta compatibile con droni come l’Orion/Inokhodets, elicotteri Mi-28NM e potenzialmente altri velivoli. La costruzione fa ampio uso di componenti commerciali, riducendo i costi e semplificando la produzione in volumi elevati.

Accanto a questi sistemi figura una quarta munizione corta e tozza, con coda a croce, ali ripiegabili e finestra ottica anteriore. Le dimensioni suggeriscono un’origine destinata all’impiego da droni, anche se i dettagli ufficiali restano assenti. Rostec parla di piattaforme universali a bassa osservabilità, lungo raggio e alta velocità, capaci di svolgere compiti di attacco contro obiettivi di superficie e sistemi di difesa aerea.

Il Su-57E ad El Alamein è sia in esposizione statica che in volo dimostrativo. Nella demo con le stive interne aperte ha mostrato i Kh-69 (missili cruise stealth di nuova generazione). L’aereo è in mostra anche con altri armamenti, disponibili anche per l’export.

  • RVV-MD2 (missile aria-aria a corto raggio)
  • RVV-BD (missile aria-aria a lungo raggio)
  • Kh-38MLE (missile aria-superficie)
  • Kh-58UShKE (missile anti-radar)

UAC e Rosoboronexport sottolineano che queste munizioni stealth russe derivano da esigenze operative concrete e mirano a offrire soluzioni a costi contenuti rispetto ai sistemi di fascia alta.

Su-57E per export

Il mercato nord-africano e mediorientale

Chi si chiede quale sia la differenza principale tra S-71K e S-71M riceve risposta dalle immagini e dalle analisi disponibili. Il Kovyor privilegia la forma stealth più marcata e con una testata standard, mentre il Monokhrom aggiunge capacità di ricerca autonoma e sensori ottici. Entrambe restano più economiche delle armi da crociera tradizionali e più capaci delle semplici bombe plananti. L’esposizione a El Alamein conferma che la Russia spinge queste soluzioni verso clienti esteri, nonostante le limitazioni imposte dalle sanzioni internazionali su finanziamenti e componenti.

Le stesse fonti ufficiali russe evidenziano l’importanza del mercato nord-africano e mediorientale per i prodotti UAC. Il direttore generale di UAC, Vadim Badekha, ha dichiarato che le nuove armi non hanno analoghi e che l’interesse per i sistemi russi cresce grazie all’impiego reale. Rosoboronexport ha organizzato l’intera esposizione e presenta il Su-57E nella versione già in consegna a partner esteri.

Le munizioni stealth russe esposte a El Alamein illustrano un approccio pragmatico. Produrre armi standoff in quantità sufficienti, con firma radar ridotta e costi controllati, per affrontare difese aeree sempre più dense. La combinazione di Su-57E e di queste piattaforme non pilotate amplia le opzioni di attacco a distanza senza esporre eccessivamente il caccia. I dettagli tecnici completi restano limitati, ma le immagini e le dichiarazioni ufficiali forniscono un quadro chiaro dell’evoluzione in corso.

Immagini: UAC / Rosoboronexport