F-35 e Tornado a Ghedi - 6° Stormo - Missile JASSM-ER per l'Italia
@ Aviation Report / Angelo Bottazzi

Missile JASSM-ER per l’Italia: un passo avanti nelle capacità a lungo raggio

In un contesto geopolitico sempre più complesso, dove le minacce ibride e le difese aeree avanzate dominano il panorama della sicurezza europea, l’Italia rafforza il suo arsenale aereo con un’acquisizione strategica che segna un’evoluzione significativa nelle operazioni di precisione. Il 5 dicembre 2025, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato una possibile vendita di tipo FMS – Foreign Military Sale per il missile JASSM-ER per l’Italia, un sistema che promette di estendere la portata e la letalità delle forze aeree italiane ben oltre i confini tradizionali.

Questa mossa non è solo un potenziamento tecnologico, ma un tassello essenziale per l’interoperabilità NATO, consentendo alla difesa italiana di condurre missioni stand-off con una precisione chirurgica contro obiettivi ad alto valore protetti da reti di difesa integrate.

Immaginate un velivolo F-35 Lightning II che decolla da una base italiana, invisibile ai radar nemici, che lancia un missile capace di volare per oltre 900 chilometri prima di colpire il bersaglio. È questo lo scenario che si delinea con l’arrivo del Joint Air-to-Surface Standoff Missile – Extended Range (JASSM-ER), noto tecnicamente come AGM-158B/B2.

Sviluppato da Lockheed Martin, questo missile da crociera stealth rappresenta l’evoluzione di un programma nato negli anni ’90 per fornire agli Stati Uniti e ai loro alleati una capacità di attacco a distanza che minimizza i rischi per i piloti e per i velivoli. Per l’Italia, che sta completando la transizione verso una flotta di quinta generazione con gli F-35A e F-35B, l’integrazione di questo sistema non è un lusso, ma una necessità per mantenere la superiorità aerea nel Mediterraneo e oltre.

L’acquisizione del missile JASSM-ER per l’Italia: dettagli del contratto e le specifiche tecniche

La notifica è arrivata dalla Defense Security Cooperation Agency (DSCA), l’agenzia del Dipartimento della Difesa USA responsabile per le vendite armi all’estero, con un valore stimato del pacchetto a 301 milioni di dollari. Al centro dell’accordo ci sono 100 missili AGM-158B/B2 JASSM-ER, accompagnati da un corredo essenziale per l’operatività: equipaggiamenti classificati per i test, dispositivi di crittografia KGV-135A, parti di ricambio, software classificato e non, documentazione tecnica, supporto logistico e servizi di ingegneria da parte di contractor americani. Lockheed Martin, con sede a Orlando in Florida, emerge come il principale fornitore, garantendo un flusso di produzione consolidato che ha già equipaggiato nazioni come Polonia e Australia con varianti simili.

Ma cosa rende il JASSM-ER un’arma così formidabile? Dal punto di vista tecnico, questo missile mantiene le dimensioni compatte della versione base AGM-158A – circa 4 metri di lunghezza e un diametro di 0,55 metri, ma incorpora un motore turbojet migliorato e una maggiore capacità di carburante, spingendo la sua portata oltre le 570 miglia nautiche (più di 900 km).

La testata penetrante WDU-42/B da 1.000 libbre (circa 450 kg) è progettata per perforare bunker rinforzati o strutture fortificate, mentre il sistema di guida ibrido combina il GPS assistito dall’Inertial Navigation System (INS) per la fase di crociera con un seeker imaging infrarosso (IIR) per l’acquisizione terminale del bersaglio. Questa combinazione garantisce una circular error probable (CEP) inferiore ai 3 metri, anche in presenza di jamming elettronico o contromisure avanzate.

Per la nostra difesa, l’integrazione avverrà principalmente sulla flotta di F-35. Jon Hill, esperto di programmi missilistici presso Lockheed Martin, ha sottolineato come il JASSM-ER trasformi l’F-35 in un “quarterback della forza da combattimento“, capace di orchestrare attacchi complessi da distanze sicure. Non è da escludere un futuro impiego su piattaforme come l’Eurofighter Typhoon, che già gestisce missili simili come lo Storm Shadow britannico, o persino su transporti C-130J in configurazione pallettizzata ispirate al concetto Rapid Dragon dell’US Air Force. Tuttavia, il Tornado IDS, prossimo al ritiro dal servizio attivo, non figurerà tra i beneficiari di questa modernizzazione.

Molti operatori nel settore si chiedono: qual è il vantaggio competitivo del missile JASSM-ER rispetto ad alternative europee come il Taurus o lo Storm Shadow? La risposta risiede nella sua bassa osservabilità radar, grazie a materiali compositi e design stealth, che lo rende ideale per penetrare difese aeree integrate (IADS) come quelle russe o cinesi, senza esporre l’aeroplano lanciatore a minacce SAM. Inoltre, il pacchetto include supporto per la formazione del personale italiano, con simulazioni e addestramento che accelereranno l’operatività, prevista entro i prossimi 24-36 mesi, sebbene un cronoprogramma preciso non sia ancora stato divulgato.

Questa acquisizione non altera l’equilibrio regionale né impone oneri aggiuntivi sulla difesa USA, come confermato dalla DSCA, e si allinea perfettamente con le capacità esistenti dell’Italia, evitando complessità logistiche eccessive. In un’era di budget ristretti, dove ogni euro speso deve massimizzare il ritorno strategico, il missile JASSM-ER per l’Italia rappresenta un investimento mirato, con potenziali offset industriali che potrebbero coinvolgere collaborazioni tra Lockheed e aziende italiane per componenti di supporto.

Rafforzamento della postura NATO nel Mediterraneo

Guardando oltre i dettagli contrattuali, l’arrivo del JASSM-ER estende l’ombrello protettivo della NATO fino a profondità significative. L’Italia, con la sua posizione geografica strategica, diventa un pilastro per operazioni di deterrenza, capace di colpire asset navali o installazioni costiere da basi aeree sicure come Amendola o Trapani, senza violare lo spazio aereo avversario.

Le implicazioni per il personale militare sono profonde. I piloti militari italiani potranno eseguire missioni con un margine di sicurezza maggiore, riducendo l’esposizione a sistemi di difesa come gli S-400. Per l’industria di settore, l’accordo apre porte a catene di fornitura condivise, con potenziali esportazioni di know-how italiano verso altri alleati. Reuters e FlightGlobal, monitorando le vendite armi globali, notano come questa transazione si inserisca in un trend più ampio. Dal 2024, le acquisizioni JASSM-ER da parte di Polonia e Paesi Bassi hanno potenziato il fianco orientale NATO, e ora l’Italia colma un gap nel sud Europa.

Nel panorama più ampio, questa mossa risponde a una minaccia evolutiva. La proliferazione di droni e missili ipersonici richiede contromisure asimmetriche, e il JASSM-ER, con la sua capacità di volo a bassa quota e profilo terrain-following, offre proprio quello. Analisti internazionali hanno evidenziato come vendite simili stiano riequilibrando le capacità di attacco della NATO, prevenendo squilibri che potrebbero incoraggiare aggressioni. In conclusione, il missile JASSM-ER per l’Italia non è solo un’arma, ma un moltiplicatore di forza che eleva la difesa italiana ad un livello di sofisticazione operativa all’avanguardia.