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MiG-21 rumeni: cerimonia di pensionamento dell’iconico caccia sovietico

@ Aviation Report / Andrea Avian

Lunedi 15 Maggio 2023 siamo andati in Romania dove si è svolta contemporaneamente nelle basi di Campia Turzii, sede della 71 Baza Aeriana, in Transilvania, e a Borcea-Fetesti, sede della 86 Baza Aeriana, tra Bucarest e Costanza, la cerimonia di pensionamento degli iconici caccia MiG-21 rumeni.

Circa 330 furono i MiG 21 in servizio con l’aeronautica rumena, dal 1962 al 2023, nelle versioni F-13, PF, PFM, UM e MF e nella aggiornata LanceR. Nel 1989, dopo la caduta di Ceausescu, la Romania gradualmente si è allontanata sempre più dalla dottrina sovietica, per affacciarsi all’occidente, e di conseguenza alla NATO, di cui diventò membro nel 2004.

Con la fine dell’alleanza con l’Unione Sovietica, venne a mancare il supporto economico e in termini di materiali, di cui godeva fino ad allora la Romane Fortele Aeriane. Inoltre, in quegli anni il livello tecnologico dell’avionica dei caccia occidentali cresceva rapidamente, cosi l’aviazione rumena si trovò a dover decidere se acquistare un nuovo caccia, per restare al passo con le altre forze aeree, o aggiornare i propri mezzi.

Nella scelta ovviamente giocavano un ruolo determinante anche le risorse economiche, cosi il primo programma scelto fu di aggiornare i MiG 29 (programma Sniper). Ma anche in questo caso, il budget portò presto ad abbandonare questo progetto per optare per il definitivo Lancer Program, ovvero la modernizzazione dell’avionica dei MiG 21 MF e UM.

110 aerei vennero selezionati per l’upgrade, che iniziò nel 1993 ad opera della Rumena Aerostar SA, in collaborazione con la israeliana Elbit System Ltd, per concludersi con le ultime consegne nel 2003. Il programma prevedeva l’aggiornamento di 73 MiG 21 Lancer A per l’attacco al suolo, 23 MiG 21 Lancer C per il ruolo di difesa aerea e 14 Mig 21 lancer B biposto per l’addestramento e l’attacco al suolo.

Lo scopo di questo importante programma di aggiornamento era quello di aumentare l’interoperabilità e compatibilità con le forze NATO. Dopo la dissoluzione del patto di Varsavia, un problema che i Paesi ex-membri dovevano affrontare era l’approvvigionamento dei pezzi di ricambio per la flotta di MiG, venendo ora a mancare il supporto dell’Unione Sovietica. Nel programma Lancer venne calcolato anche il necessario di parti di ricambio da fornire ai 110 aerei modernizzati fino al raggiungimento della fine della loro carriera operativa.

L’avionica dei MiG-21 rumeni venne radicalmente modificata, ed ora il cockpit si presenta non più come quello di un vecchio caccia sovietico, ma molto più conforme agli standard occidentali, con il posizionamento di due display multifunzionali (MFD) nel pannello strumenti frontale e dell’ HUD (Head Up Display).

Le modifiche più importanti riguardavano la sostituzione del radar RP 21 Sapfir con il nuovo radar-doppler ad impulsi IAI Elta EL/M2032M israeliano, che andò ad equipaggiare i più giovani MiG 21 Lancer C destinati al ruolo di difesa aerea, mentre i restanti Lancer A e Lancer B ricevettero il meno avanzato  Elta EL/M 2001B. Nel Lancer C il display di sinistra è a colori e fornisce informazioni per la navigazione e per il selezionamento dei piloni alari degli armamenti, mentre quello di destra è monocromatico e rappresenta la situazione radar.

Altri sistemi compresi nel programma di aggiornamento sono dati dal sistema di navigazione LISA-4000EB, Marconi air data computer, radio VHF/UHF, sistema di trasferimento dati e un transponder IFF compatibile con gli standard NATO. Il sistema di auto-difesa venne migliorato con l’installazione di due MPMN-60 chaff and flare posizionati  sui lati della parte posteriore della fusoliera. La protezione in caso di ambiente elettromagnetico ostile, è garantita dal pod Elta EL/L-8222R, che rintraccia autonomamente  le minacce radar o missilistiche nemiche ed emette segnali elettronici per respingere la minaccia.

Un limite invece presente anche nella versione Lancer, è l’assenza del sistema datalink Link 16, che permette quando si vola in formazione di quattro o più aerei, di sapere ogni cosa sugli altri aerei della formazione, come ad esempio armamenti, autonomia ed altre informazioni vitali. Il LanceR ha permesso dunque di ridurre il gap con gli altri aerei occidentali più moderi, ma parte dei successi è dovuta anche alla grande abilità e addestramento dei piloti Rumeni.

Con il ritiro dei MiG-21 rumeni, si chiude un epoca importantissima per la Storia dell’aeronautica rumena, che oggi utilizzerà solo gli occidentali F-16 “Carpatian Vipers” chiudendo definitivamente il legame con l’epoca sovietica. Anche le basi ora stanno andando incontro ad una rivoluzione strutturale che consentirà ai Fighting Falcon di poter operare col supporto logistico richiesto.

Testo e immagini: Andrea Avian

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