“Ci troviamo nelle acque del Mediterraneo Centrale, in piena “hot zone” a dover fronteggiare una situazione di crisi in ambiente con presenza di minaccia asimmetrica…  le forze navali della Marina Militare sono già schierate nel loro settore di competenza pronte ad intervenire per la difesa degli interessi nazionali…” così l’Ammiraglio di Squadra Navale Donato Marzano comandante il CINCNAV, inizia il  briefing a bordo di nave Garibaldi sede del comando di una flotta che incrocia da alcuni giorni nel Mediterraneo.

Anche quest’anno entra nel vivo l’esercitazione “Mare Aperto 2019” con nave Garibaldi che riprende il ruolo di portaerei leggera imbarcando gli Harrier AV8B plus del Grupaer;  partendo dalla base Maristaeli Catania ci siamo imbarcati e, giunti a bordo dell’unità della nostra Marina Militare, abbiamo seguito da vicino le fasi iniziali dell’esercitazione che si svolgerà nelle acque del Mare Nostrum per ben dodici giorni, dal 29 Aprile al 10 Maggio, con attività focalizzate nell’addestrare e testare le capacità dei Comandanti e degli Staff imbarcati della Squadra Navale, alla conduzione di operazioni in possibili aree di crisi internazionale.

Come sottolineato dall’Ammiraglio Marzano “…una delle esigenze prioritarie di questa esercitazione è proprio quella di testare la capacità del Comando italiano Coordinator 2, come Team Force per proiettare una forza NATO in ipotetici ma possibili ambienti ostili con pochissimo preavviso, oltre a favorire il processo di integrazione interforze con le altre Forze Armate, agenzie nazionali e con alleati e partner…”. La scelta dello scenario localizzato nel Mediterraneo centro-settentrionale non è casuale, poiché questo settore negli ultimi anni è stato lo scenario di crisi internazionali alternando “periodi tiepidi ad altri caldi”… anche in questo momento c’è una particolare attenzione verso la Libia con gli effetti negativi in mare “monitorizzati”dalla Marina Militare.

Le forze disposte in “campo” sono davvero importanti infatti all’esercitazione “Mare Aperto’19”  partecipano ben otto nazioni con circa 6000 militari, oltre 40 unità navali di superficie, 5 sommergibili di cui 3 della nostra Marina Militare, 30 assetti imbarcati e unità navali di paesi NATO quali Canada, Francia, Regno Unito, Olanda, Portogallo, Spagna e Stati Uniti. La componente aerea dell’esercitazione, oltre che da gli assetti imbarcati della Marina Militare e US Navy, si arricchisce della partecipazione di velivoli dell’Aeronautica Militare. Eurofighter, AMX e Tornado si alternano in missioni di ricognizione, scorta e soppressione difese aree nemiche, un assetto CAEW (Conformal Airborne Early Warning) con funzioni di sorveglianza aerea, comando e controllo e comunicazioni, un assetto MP-72A in missione MPA, un KC-767A che assicura il supporto e il rifornimento in volo.

Le unità della Squadra Navale infatti condurranno anche addestramenti specifici nel campo della prevenzione e contrasto dell’inquinamento marino e nelle operazioni di “Law Enforcement”  su mare, insieme a unità aeronavali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza tutto ciò grazie alla connotazione multi-step conferita alle varie fasi addestrative con la creazione di scenari caratterizzati da una minaccia multidimensionale a difficoltà crescente, dove tutte le forze partecipanti si eserciteranno nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali quella antiaerea, antisommergibile e antinave, di contromisure mine, al contrasto ai traffici illeciti sul mare, alla gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica, oltre alla gestione delle emergenze di bordo e alla proiezione di una forza anfibia dal mare su terra in ambiente cyber.

Da ciò la presenza di una forza da sbarco composta da 400 Fucilieri di Marina della Brigata Marina San Marco, un’aliquota di militari del Reggimento Lagunari Serenissima dell’Esercito Italiano e 180 Fucilieri di Marina del Tercio de Armada Spagnolo. A bordo di nave Etna, è stato predisposto un “Role 2 medico” con capacità chirurgiche, grazie ad un team composto da 19 unità tra medici , infermieri e tecnici di laboratorio supportato da una rappresentanza del Corpo Militare della Croce Rossa e del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Inoltre sempre su nave Etna è imbarcata anche un’aliquota di dipendenti civili della Difesa, che opererà dalle officine della nave per il supporto tecnico di aderenza alle unità della Squadra Navale.

Anche la portaerei della US Navy USS A. Lincoln e una unità classe Burkley della sua task force partecipano alla Mare Aperto 2019, fornendo sortite di F-18 Hornet del Carrier Wing 7 in funzioni “Aggressor” per addestrare gli equipaggi alla difesa antiaerea di unità principali.

Infine la Mare Aperto 2019 prevede anche  la partecipazione di 48 studenti provenienti dall’università degli studi Aldo Moro di Bari, dall’università di Genova, dall’università la Sapienza di Roma, dall’università Ca’ Foscari di Venezia e dalla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli di Roma. Studenti e docenti, nell’ottica della “contaminazione” con le eccellenze del mondo accademico, saranno coinvolti attivamente all’interno degli Staff che partecipano all’esercitazione come “Political e Legal Advisors”, “Public Information Service”, nel campo ingegneristico e nei campi di geologia e geofisica marina.

Incrociatore Portaeromobili C551 “G. Garibaldi”

Nave Garibaldi Marina Militare

Il prossimo 4 Giugno l’incrociatore Portaeromobili C551 “Giuseppe Garibaldi” raggiungerà lo storico traguardo del trentaseiesimo anniversario dal varo.  Costruita presso i Cantieri Navali di Monfalcone e varata nel 1983, nave Garibaldi è la quarta unità a portare il nome dell’ eroe Risorgimentale. La prima unità fu una Pirofregata ad elica, ex Borbone della Real Marina del Regno delle due Sicilie, entrata in servizio nella Marina Sabauda preunitaria nel Settembre 1860;  la seconda un Incrociatore Corazzato della Regia Marina di cui era capoclasse, varato nei Cantieri Ansaldo di Sestri Ponente il 28 giugno 1899, e nel corso della guerra italo turca fu la nave insegna dell’Ammiraglio Thaon di Revel, distinguendosi per il suo brillante operato nelle acque della Libia, dell’Egeo e del Mediterraneo Orientale. La terza unità varata nel 1936 fu un Incrociatore leggero classe Condottieri, che prese parte alla Seconda Guerra Mondiale con la Regia Marina e, successivamente riammodernato e inquadrato nei ranghi della Marina Militare, fu il primo incrociatore missilistico europeo, rimanendo nave Ammiraglia della flotta sino al 1971 con la sigla ottica C551. La quarta è l’attuale Nave Garibaldi, entrata in servizio operativo a fine Settembre 1985 è la prima portaerei della storia della Marina Militare, ed ha ricoperto il prestigioso ruolo di portabandiera della flotta sino al 2011.

L’incrociatore Portaeromobili C551 “Giuseppe Garibaldi” ha un dislocamento standard di 10.100 ton (salito a 14150 ton a seguito delle modifiche del 2003). Lunghezza 180,2 mt, larghezza al galleggiamento: 23,4 mt, pescaggio 6,7 mt, ponte di volo 174mt x 30,50 mt, propulsione GOGAC 4 turbine GE-Avio LM-2500, Potenza: 82.000 CV su due assi (60.400 kWvcomplessivi), 2 eliche, velocità 30 kts, capacità di carico totale 18 assetti (12 in aviorimessa e 6 velivoli sul ponte di volo), equipaggio 550 uomini e fino a 230 addetti alla componente aerea oltre lo staff Comando per un totale di 830 uomini.

L’unità è stata concepita per assolvere funzioni di comando e controllo nell’ambito di operazioni complesse, potendo dispiegare in teatro una componente aerea imbarcata. Negli ultimi tre decenni nave Garibaldi ha svolto un ruolo chiave in diverse missioni a cui la Marina Militare ha preso parte.

La prima attività a cui l’unità ha partecipato è stata l’operazione Restore hope in Somalia (1994), in supporto alle operazioni anfibie per il rientro del contingente italiano. Successivamente, l’unità ha fatto parte dalla Task Force UNOSOM in supporto al contingente ONU (1995). Impiegata nel Mar Adriatico nel 1999, ha avuto un ruolo strategico fornendo sostegno operativo e logistico alle operazioni alleate per la risoluzione della crisi jugoslava, nell’ambito dell’operazione DINAK. In seguito agli attentati del 2001 è stata sede di comando dell’operazione ENDURING FREEDOM, restando in mare per 87 giorni, percorrendo circa 20.000 miglia.

Nell’estate 2006 nave Garibaldi è intervenuta nella crisi in Libano, partecipando all’operazione LEONTE quale unità sede di comando. Nel 2011, ha preso parte all’operazione UNIFIED PROTECTOR,  atta a garantire il rispetto dell’embargo del traffico di armi via mare e l’implementazione della no-fly zone nei confronti della Libia. Tra il 2016 ed il 2017, l’unità è stata impiegata come “flag-ship” dell’operazione Sophia, nel dispositivo EUNAVFORMED, con oltre 300 giorni di permanenza in quel teatro operativo per contrastare il traffico di esseri umani e di armi in Mediterraneo.

In seno alle attività di proiezioni di capacità sul mare e dal mare, nave Garibaldi è in grado di operare nel ruolo di Landing Helicopter Assault (LHA), unità su cui sono imbarcati gli elicotteri utility impiegati nel trasporto di truppe e materiali da impiegare nelle operazioni anfibie.

Questo il prestigioso palmarès che accompagna Nave Garibaldi che, negli ultimi anni ha ancora preso parte a tutte le principali esercitazioni della Marina Militare ed interforze a carattere nazionale ed internazionale, quali la Joint Stars e la Mare Aperto nelle varie edizioni. Al motto di Obbedisco nave Garibaldi rinnova l’incondizionata fedeltà al Paese e lo spirito di abnegazione di tutti i Marinai che, nel corso delle 36 primavere hanno formato il suo equipaggio.

L’autore ed Aviation Report desiderano esprimere il loro ringraziamento , all’Ufficio Pubblica Informazione dello Stato Maggiore della Marina Militare al CINCNAV Amm.Squadra Navale Donato Marzano, al Comandante Nave Garibaldi CV Stefano Frumento, al P.I. CC F. Mariani, e tutti gli uomini e le donne della Marina Militare.

Testo e immagini: Gianni Scuderi

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