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Categorie: News Militari

Luftwaffe: il primo Tornado tedesco torna a volare dopo il Life Improvement Program che porterà tutta la flotta ad essere operativa fino al 2030

Dopo ben 5.400 ore di volo e 2.000 ore di grande attività, di “stress”, il caccia bombardiere Tornado tedesco con il codice 43+42 del Tactical Air Force Wing 33 stava per perdere la possibilità di volare. Questo è il motivo per cui ha ricevuto a Manching, in collaborazione con Airbus DS, nuove parti strutturali che sono state realizzate e installate per estendere la sua vita utile e, come previsto per tutti i Tornado, potrà rimanere in servizio fino alla fine del 2030. Il velivolo da combattimento in questione è decollato di nuovo per la prima volta con i suoi upgrade e a metà marzo sarà riconsegnato al suo reparto presso la base aerea di Büchel.

Con questo inizio si è conclusa un’elaborata procedura in cui la macchina è stata in gran parte smontata, aggiornata e rimontata. “Le ore di carico per molte aree della macchina sono registrate elettronicamente e derivano dal tempo in cui vengono effettivamente utilizzate durante il volo“, ha spiegato il Sergente Lars König della Luftwaffe, “questo è il motivo per cui il numero di ore di stress è sempre inferiore al numero di ore di volo effettivamente volate“.

La base per la sostituzione di un componente sono i risultati di un test di fatica strutturale. Durante questi test un Tornado ha completato circa 21.000 ore di volo simulato e 5.247 ore di “stress”. Una volta che un componente ha raggiunto le sue ore di carico massimo, deve essere sostituito o modificato in modo che la macchina possa continuare a volare. È stato lo stesso con il Tornado 43+42 del Tactical Air Force Wing 33 di Büchel, che è stato a lungo a Holloman negli Stati Uniti dove è stato impiegato nell’addestramento dei piloti e di conseguenza è stato utilizzato intensamente.

Per prolungare la vita della cellula, Airbus ha dovuto sostituire diverse parti strutturali importanti come l’elemento di collegamento tra la parte anteriore e la parte centrale della fusoliera. Per fare ciò, le squadre di manutenzione hanno riprodotto anche parti che non esistevano più. In totale, sono state prodotte quasi 400 parti strutturali necessarie e poi installate a bordo dell’aereo e sono state necessarie circa 2.000 fasi di lavoro per smantellare e rimontare il Tornado che ora ha di nuovo a disposizione fino a 8.000 ore di volo.

Inoltre, è stato eseguito uno degli ultimi aggiornamenti al sistema operativo ASSTA 3.1 con nuovi componenti software e hardware. Mentre veniva assemblato il Tornado 43+42 e si installava il cablaggio elettrico, ci sono circa 100 chilometri di cavi in ​​ogni Tornado, è iniziato l’upgrade del successivo velivolo con l’identificazione 45+14 del Tactical Air Force Wing 51 “Immelmann”.

Anche per questo aereo sarà necessario un ampio lavoro sulla struttura in modo che possa volare entro la fine del 2030. “L’esperienza con il 43+42 ci permetterà di risparmiare circa sei mesi di lavoro“, ha affermato König. “Siamo ben preparati per tutti i futuri Tornado che necessiteranno di un’estensione strutturale della vita utile“.

L’aeronautica militare tedesca, dopo aver ricevuto originariamente un totale di 357 unità, intende mantenere in servizio i suoi ultimi 85 Tornado fino al 2030 grazie a questo Tornado Life Improvement Program, l’estensione della vita operativa della cellula dell’aereo.

La sostituzione della flotta Tornado della Luftwaffe

Come abbiamo già riportato su Aviation Report, la Germania avrebbe scelto un mix di aerei Boeing, 30 F/A-18E/F Super Hornet e 15 EA-18G Growler, per sostituire la sua flotta di aerei da combattimento Panavia Tornado che dovrebbero offrire una facile risposta alla richiesta della Germania di schierare un “nuovo aereo da combattimento” con capacità nucleare come il Tornado.

Quindi questo mix di velivoli da combattimento dovranno essere impiegati per le missioni convenzionali di bombardamento, per la guerra elettronica e il disturbo delle difese aeree nemiche e il trasporto ed eventualmente l’utilizzo di bombe nucleari statunitensi su ipotetici obiettivi verso est, secondo il cosiddetto accordo di condivisione nucleare della NATO.

La Germania prevede di utilizzare il Super Hornet, per sostituire i Tornado IDS, per soddisfare il requisito della NATO per mettere in campo aerei da caccia in grado di utilizzare le bombe a gravità nucleare B61, mentre utilizzerebbe la versione Growler del Super Hornet per sostituire i Tornado ECR che svolgono la missione della guerra elettronica e l’attacco antiradar.

Tecnicamente per quanto riguarda l’utilizzo dell’armamento nucleare statunitense, ufficialmente mai confermato ma che dovrebbe essere di 20 bombe termonucleari immagazzinate a Büchel, il Super Hornet dovrà passare attraverso il processo di certificazione per soddisfare i requisiti B61 per la Germania.

Immagini: Bundeswehr / Daniel Leussing, Airbus / Andreas Zeitler, Instandsetzungskooperation Kampfflugzeuge

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Redazione di Aviation Report

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