A partire dal 2019 Lockheed Martin provvederà ad istallare sui JSF l’Automatic Ground Collision Avoidance System (Auto-GCAS). Si tratta di un software che è stato appositamente progettato e concepito per consentire al velivolo di assumere temporaneamente il proprio controllo nel caso in cui il pilota non sia più in grado di governarlo, scongiurando così un impatto col suolo.

Questo innovativo sistema di recupero automatico è stato introdotto con successo per la prima volta negli F-16 della U.S. Air Force alla fine del 2014, ed è il risultato di uno sviluppo durato quasi 30 anni che ha coinvolto il costruttore Lockheed Martin assieme alla NASA e al Air Force Research Laboratory.

Negli ultimi 2 anni Auto-GCAS ha dato ottimi frutti salvando ben sette vite e sei F-16, incluso un F-16D double seat, e dimostrando un tasso di efficienza pari al 98%, risultando così un aiuto assolutamente provvidenziale e senza eguali per la vita dei piloti. Oltre al Falcon e al F-35 il sistema sarebbe già pronto per operare anche a bordo degli F-22 Raptor.

Il software che si avvale di un DTED – Digital Terrain Elevation Data ovvero un modello matematico del terreno digitale, si confronta con un sistema di posizionamento globale GPS e valuta una serie di fattori fra i quali tipologia e massa dell’aeromobile sul quale è installato, le sue prestazioni assieme ad un insieme di dati e parametri di volo. Calcola in modo costante la posizione tridimensionale del velivolo rispetto alla terra, la quantità di tempo residuo prima dell’impatto al suolo e la manovra necessaria per evitare la collisione.

Prima di entrare in azione il sistema richiede al pilota di evitare lo scontro a terra o una situazione di volo a terra di tipo controllato. Nel caso in cui non venga intrapresa nessuna azione di recupero da quest’ultimo, entro 1.5 secondi dal “punto di non ritorno”, esso assume il temporaneo controllo del velivolo ed effettua una manovra di ripristino di pilota automatico riportando il velivolo in assetto cabrato con una rotazione che se dovesse occorrere può spingersi anche oltre i 5 G.

Inizialmente, il programma funzionava solo su terreno pianeggiante. A seguito di ulteriori sviluppi è stato aggiunto nel software dell’aeromobile il DTED, conferendo così al programma una capacità “all-terrain”.

Dopo circa 2.500 recuperi automatizzati su terreni pianeggianti e oltre 700 recuperi automatizzati usando il terreno digitale, il programma è stato dichiarato “tecnologicamente maturo”.

Attualmente gli F-35 sono equipaggiati con una versione precedente del software chiamato MGCAS (Manual Ground Collision Avoidance System). Con questo sistema per prevenire un impatto il pilota deve pur sempre ascoltare, vedere ed elaborare autonomamente l’avvertimento proveniente dal sistema di allerta. Ciò purtroppo non è sempre  possibile in quanto situazioni come il disorientamento spaziale, lo svenimento o la perdita di coscienza a seguito di G lock possono rendere il pilota incapace di elaborare tale avvertimento e di eseguire le manovre necessarie per evitare l’impatto, causandone così il decesso assieme alla perdita dell’aeromobile.

Fonte: Lockheed Martin, NASA

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