L’edizione 2018 del Royal International Air Tattoo, contrassegnata dalle celebrazioni per i 100 Anni della Royal Air Force,  ha chiuso i battenti con un record di 185.000 spettatori di media al giorno e 302 aerei presenti in rappresentanza di 30 nazioni, dei quali 121 sono andati in volo.

Il maltempo che ha contraddistinto le ultime due edizioni, in particolare quella dello scorso anno, non ha disturbato più di tanto la 3 giorni di Fairford, anche se l’enorme flypast di 100 aerei della RAF, previsto per venerdi 13 luglio e culmine delle celebrazioni, è stato cancellato all’ultimo a causa di un temporale abbattutosi sulla base e per l’impossibilità di effettuare e coordinare in sicurezza l’ammassamento e la formazione di tutti i gruppi nell’ampio spazio aereo previsto sopra al canale della Manica.

Per chi ha avuto modo di osservare la rappresentazione grafica del flypast diffusa sui social dalla RAF e le immagini, quelle vere, delle celebrazioni di Buckingham Palace con la regina Elisabetta II presente, è stato immediatamente chiaro lo sforzo organizzativo richiesto ed il coordinamento necessario per far muovere tanti e così diversi velivoli, dagli elicotteri ai trasporti, agli aerei d’addestramento e da combattimento, agli aerei spia e da sorveglianza elettronica.

Il programma di volo del RIAT 2018 è stato in ogni caso intenso ed altri in voli in formazione sono stati offerti al pubblico. Si è visto così uno speciale tributo al famoso squadron “The Dumbusters”, di recente riattivato con i nuovi F-35B, celebrato con il passaggio del vecchio ma bellissimo bombardiere Lancaster del “Battle of Britain Memorial Flight”, un Panavia Tornado GR4  e lo “state-of-the-art” Lockheed Martin F-35B Lightning (nomenclatura RAF).

Da cineteca il passaggio di 9 Eurofighter Typhoon FGR4 in formazione a diamante così come lo show dei lenti biplani di inizio secolo scorso impegnati nella simulazione di una battaglia aerea sui cieli della I Guerra Mondiale, il consueto amarcord con il “Battle of Britain Memorial Flight” questa volta completo di Hurricane e Spitfire, arricchiti dallo spettacolare C-47 Dakota che ha deliziato il pubblico con un paio di passaggi assieme al Lancaster.

L’aviazione svizzera, Swiss Air Force, ha portato i propri Pilatus PC-7, del PC-7 Team, e un F/A-18C Hornet presentatisi assieme sull’asse pista con i turboprop di fabbricazione elvetica: a centro pista, l’Hornet ha rotto la formazione puntando  la prua a 70° per prepararsi al proprio display, seguito dopo quello della pattuglia.

Non poteva mancare la presenza dell’USAF, che con l’Air Tattoo, e la RAF Fairford,  ha un feeling speciale: oltre ai consueti F-15, MH-60, CV-22, MC-130, nella mostra statica erano presenti le cisterne KC-135R ed il bellissimo KC-10 Extender, mentre il bombardiere B-1B Lancer accoglieva i visitatori all’ingresso dell’area blu.

Massiccia anche la presenza della nostra Aeronautica Militare Italiana: 2 Eurofighter F-2000, un Tornado IDS di Ghedi (il 6-21), un C-27J Spartan, un HH-139A ed il quinto HH-101A Caesar presenti in statica hanno fatto da contraltare al Reparto Sperimentale di Volo al completo con i propri Eurofighter F-2000A, C-27J e T-346A Master, tutti in volo in vari momenti dell’airshow.

Le Frecce Tricolori, con un programma medio il venerdi ed alto il sabato, hanno strappato i consueti applausi seppur “privati” della bomba, non autorizzata per ragioni di sicurezza.

L’Air Tattoo non è tale se non ci sono le Frecce Tricolori”, esterna ad alta voce un pilota veterano proprio dietro a me, commentando l’alona della nostra pattuglia; ma era il parere di molti, perché senza voler togliere nulla ai “locali” della pattuglia acrobatica inglese della Royal Air Force, i Red Arrows, protagonisti di un display praticamente perfetto, il legame tra le Frecce Tricolori e l’Air Tattoo è da tempo consolidato.

Abbiamo visto in volo il bellissimo Hornet canadese, un PC-9 sloveno ed ancora un F/A-18, quello finlandese, “contrastati” dagli F-16 turco, polacco e greco (ques’ultimi con i serbatoi conformal).

Il lento e tecnico display del bellissimo Sukhoi Su-27UB dell’Ukraine Air Force, una macchina che vola per davvero con un’aerodinamica invidiabile, ci ha ricordato le defezioni all’ultimo del Sukhoi Su-22 della Polish Air Force e soprattutto del Mykhoyan MiG-21 rumeno.  La flotta di Lancer romena è stata messa a terra subito dopo l’incidente mortale occorso ad una delle sue macchine durante il Borcea Open Day dello scorso 7 luglio.

CH-47, NH-90, A-109 Power, il convertiplano MV-22B, Eurofighter, i gioielli di Dassault Rafale M e Rafale C, unitamente al display accattivante del team Couteau Delta su Mirage 2000D alternatisi in volo con le altre macchine in programma continuano a regalare emozioni a dispetto delle stringenti misure di sicurezza che limitano quote e manovre possibili.

Al RIAT, come del resto ovunque, non si scherza.

La mostra statica ha coperto tutti i 3 km. di raccordi della base, con gli aerei circondati da chalet e stand dell’industria, dell’artigianato, di prodotti locali, di abbigliamento, gadget, modellini, whisky, stand gastronomici, simulatori,  mezzi a quattro ruote e soprattutto tanti e tanti appassionati di ogni età e provenienza.

Ci preme ricordare il rarissimo Boeing E-6B Mercury dell’US Navy  parcheggiato a fianco di un Boeing P8-A Poseidon; è l’aereo del “giorno del giudizio”  chiamato in codice Looking Glass.  Esso funge da posto di comando volante dello United States Strategic Command e deve decollare nel caso in cui il NORAD, il centro di comando e difesa del Nord America situato nelle viscere del Monte Cheyenne, sia distrutto o incapace di comunicare con le forze strategiche. Il termine “looking glass” (specchio) ci fa capire come esso sia di fatto in grado di eseguire tutte le funzioni di comando e controllo delle armi nucleari normalmente in carico al NORAD. E’ un aereo che è sempre in volo, pronto in qualsiasi momento a diventare il centro nevralgico nazionale in caso di crisi nucleare.

Gli aerei ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) della NATO, di Australia e della RAF con l’altrettanto raro Boeing RC-135W Rivet Joint dal caratteristico radome prominente, il Bombardier-Raytheon Sentinel, l’AWACS E-3D Sentry della RAF ed il più piccolo Boeing E-7A Wedgetail della Royal Australian Air Force, ma soprattutto l’aereo a pilotaggio remoto General Atomics  MQ-9B Sky Guardian, che nella RAF prenderà il nome di Protector RG Mk1; l’ultima evoluzione della classe “Predator”, circondato da solide transenne, era la vera star della statica. A terra, due rastrelliere per missili Brimstone ed una bomba laser-guidata da 250 Kg. Unitamente alla sua torretta optronica ventrale che vede, controlla ed acquisisce tutto, ci hanno lasciato un poco inquieti, dobbiamo confessarlo.

In chiusura, torniamo alle altre novità, primizie per l’Europa: a fianco dei chiacchierati Airbus A400M in servizio con la RAF, Luftwaffe ed Ejercito del Aire, tutti presenti a Fairford, hanno debuttato l’interessantissimo ed elegante bimotore da trasporto Kawasaki C-2 e, seppur più defilato, l’aereo da trasporto tattico Embraer KC-390.

Quest’ultimo, spinto da due turboventole Aero Engines V2500, si pone a metà strada tra C-130/C-160 e A400M. Il cargo giapponese, 44 metri di aereo spinto da due affidabilissimi turbofan General Electric CF6, è previsto entrare in servizio con la JASDF in una sessantina di esemplari, incluse versioni armate ed ELINT.

Capitolo F-35:  il 2016 è stato l’anno del debutto in Europa del nuovo aereo di quinta generazione.  Nel corso del RIAT 2016, seppur ancora limitato nel sofware e nell’inviluppo di volo, il caccia di Lockheed Martin si limitò a qualche passaggio e virata “prudente”, mentre gli esemplari STOVL di Marines e RAF stupirono tutti per le incredibili doti mostrate nel decollo corto e nell’atterraggio verticale, mirabilmente eseguiti grazie all’ormai conosciutissimo “Lift System” di Rolls Royce”.

Quest’anno si è avuto il debutto dell’F-35 Heritage Team dell’USAF, che con il proprio F-35 ha compiuto manovre ben più performanti rispetto a due anni fa; l’alternanza del programma di volo dei 3 giorni del RIAT ha offerto l’heritage flight di un F-35A volare in formazione con due warbirds della seconda guerra mondiale, un P-51 Mustang ed uno Spitfire.

Notevole la capacità dell’F-35 di volare a bassa velocità senza assumere angoli d’attacco particolari per garantire la portanza o eseguire continue correzioni con le superfici di controllo ed il motore.

Un F-35B della RAF, la versione a decollo corto ed atterraggio verticale,  ha invece salutato il pubblico con un hovering di fronte alla torre per poi completare agilmente la transizione al volo orizzontale per rientrare sulla sua base di Marham.

Con la visita del bombardiere strategico Northrop B2-A  “Spirit of New York”, silenzioso, alto e furtivo scortato da 2 caccia  da superiorità aerea Boeing F-15C di Lakenheath, va in archivio un altro Royal International Air Tattoo monumentale. L’appuntamento è ora per l’edizione 2019.

Lista completa dei partecipanti:

Participating aircraft:
(F)=Flying Display, (S)=Static Display

Royal Australian Air Force
– E-7A Wedgetail (S)

Austrian Air Force
– C-130K Hercules (S)

Belgian Air Component
– A-109BA (F)
– ERJ-135/145LR (S)
– F-16AM (S)
– F-16MLU (F)

Royal Canadian Air Force
– CC-130 Hercules (S)
– CC-177 Globemaster (S)
– CF-18 Hornet Demonstration Team (F)
– CH-146 Griffon (S)

Civilian
– A400M (F)
– Auster Mk.5 (S)
– Avro C.19 Anson (S)
– Avro Tutor (S)
– AW189 (S)
– Bulldog T.1 (S)
– Cessna 152 (S)
– Chipmunk x2 (S)
– de Havilland DH.82 Tiger Moth (S)
– Diamond DA-20 Katana (S)
– Dornier Do-228 (S)
– EuroFox (S)
– EV-97 Microlight (S)
– Folland Gnat T.1 (S)
– G450/550/650 (S)
– Great War Display Team (F)
– Hawker Fury (S)
– Hawker Hunter Mk.58 (S)
– Hunter Mk.58 (S)
– Ikarus C42a x2 (S)
– Jet Provost Mk.5 (S)
– Jet Provost T.3 (S)
– Jet Provost T.3A (S)
– KC-390 (S)
– M-346FA Fighter Attack (S)
– Meteor (S)
– Miles Magister (S)
– *MQ-9B Sky Guardian (S)
– OV-10B Bronco (S)
– P-51D Mustang – Heritage Flight (F)
– PA-28 Cherokee (S)
– PA-28 Cherokee (S)
– Percival Pembroke C.1 (S)
– Royal Aircraft Factory Be-2 (S)
– Shorts SC-7 Skyvan (S)
– Spitfire Mk.Vc (S)
– Sting S4 (S)
– Sycamore – Flying Bulls (S)
– TB-20 Trinidad (S)
– Tecnam P2008 x2 (S)
– Tecnam Sierra (S)
– Vampire FB.52 – NAFHS (F)
– Vampire T.55 – NAFHS (F)
– Westland Whirlwind (S)

Czech Republic Air Force
– JAS-39 Gripen (F)

Royal Danish Air Force
– C-130J (S)
– F-16 x2 (S)

Estonian Air Force
– An-2 (S)

Finnish Air Force
– F-18C Hornet (F)

Finnish Army Aviation
– NH90 TTH (F)
– NH90 TTH (S)

French Air Force
– Mirage 2000D (F)
– Rafale C (F)

French Navy
– Emb-121AN Xingu (S)
– Rafale M x2 (Tactical Demo) (F)

German Air Force
– A400M (S)
– C-160D (S)
– EF2000 (S)
– Tornado IDS TLG-33 (S)
– Tornado IDS TLG-51 x2 (S)

German Navy
– EC-135 (S)

Hellenic Air Force
– F-16C – Team Zeus (F)

Royal Jordanian Air Force
– C-130H Hercules (S)
– Royal Jordanian Falcons (F)

Irish Air Corps
– CN235 100MP (S)

Italian Air Force
– A-200C Tornado (S)
– Frecce Tricolori (F)
– C-27J Spartan (F)
– C-27J Spartan (S)
– F-2000A Typhoon (F)
– F-2000 Typhoon x2 (S)
– HH-101A (S)
– HH-139A (S)
– T-346A (F)

Japanese Air Self-Defence Force
– Kawasaki C-2 (S)

Lithuanian Air Force
– C-27J Spartan (S)

Royal Norwegian Air Force
– F-16AM/BM x2 (S)

Royal Air Force of Oman
– C-130J Hercules (S)

Pakistan Air Force
– C-130 Hercules (S)

Polish Air Force
– C-130E Hercules (S)
– F-16C (F)

Qinetic
– Airbus Helicopters H125 (S)
– Grob 120TP (S)

Slovak Air Force
– C-27J Spartan (S)

Slovenian Air Force
– L410UVP Turbolet (S)
– PC-9M Swift (S)
– PC-9M Swift (F)

Spanish Air Force
– Patrulla Aguila (F)

Strategic Airlift Capability (SAC)
– C-17 (S)

Swedish Air Force
– JAS-39C Gripen (F)
– JAS-39C Gripen (S)

Swiss Air Force
– F/A-18C Hornet (F)
– PC-7 Team (F)

Netherlands Coastguard
– Do-228 (S)

Royal Netherlands Air Force
– AH-64D Apache (S)
– CH-47D Chinook (S)
– F-16AM/BM x2 (S)

Turkish Air Force
– F-16C Falcon (SOLOTURK) (F)

Ukrainian Air Force
– IL-76 Candid (S)
– Su-27 Flanker (S)
– Su-27 Flanker (F)

Royal Air Force
– A330 Voyager KC.2/3 (S)
– A400M Atlas C.1 (S)
– A400M Atlas C.1 (S)
– BAE-146 CC.2/3 (S)
– C-130J Hercules C.4/5 (S)
– C-17A (S)
– Chinook HC.4 (F)
– E-3D Sentry AEW.1 (S)
– Grob Prefect (S)
– Grob Tutor x2 (S)
– Grob Viking TX.1 x2 (S)
– H135 Juno HT.1 (S)
– H145 Jupiter HT.1 (S)
– Hawk T.1/1A (S)
– Red Arrows (F)
– Hawk T.2 (S)
– King Air 350 (S)
– Phenom 100 (S)
– Puma HC.2 (S)
– RC-135W (S)
– Sentinel R.1 (S)
– Tornado GR.4 x2 (S)
– Tucano T.1 x2 (S)
– RAF Tutor – Saturday (F)
– Typhoon FGR.4 (F)
– Typhoon FGR.4/T.3 x2 (S)
– F-35B Lightning II (Flypasts)
– BBMF Lancaster, Spitfires, Hurricanes & Dakota (F)
– Royal Air Force Massed Flypast (cancelled) (F)

Royal Navy
– Hawk T.1 (S)
– Merlin HC.3 (S)
– Merlin HM.2 (S)
– Sea King ASaC.7 (S)
– Wildcat HMA.2 (S)

Army Air Corps
– Defender 4000 (S)
– Gazelle AH.1 (S)

USAF Air Force
– F-35A Heritage Flight – F-35A & Mustang (F)

US Air Force Global Strike Command
– B-1 Lancer (S)

USAF Air Reserve Command
– C-17 Globemaster (S)
– HC-130P/N (S)
– HH-60G (S)
– KC-10 Extender (S)

US Air Force Special Operations Command
– CV-22B (F)
– CV-22B (S)
– MC-130J Commando II (S)

US Air Forces Europe
– F-15C (S)
– F-15E (S)
– KC-135R (S)

US Navy
– E-6B Mercury (S)
– P-8A Poseidon (S

Testo e immagini: Gianluca Conversi

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.
Autoren- und Journalisten-Siegel von European News Agency - Nachrichten- und Pressedienst

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