E’ di queste ore la notizia che l’ottava portaerei americana di classe Nimitz (CVN-75) USS Harry S. Truman ha varcato la soglia dello Stretto di Gibilterra entrando cosi per la seconda volta nelle acque del Mediterraneo diretta nella zona operativa della Sesta Flotta della U.S. Navy dove il Carrier Strike Group effettuerà alcune operazioni in acque internazionali a supporto della sicurezza marittima a fianco degli alleati, prima di dirigersi verso la destinazione finale nel Golfo Persico, per un passaggio di consegne con la CVN-72 Abhram Lincoln, quest’ultima in carico alla Quinta Flotta.

Al momento la composizione della scorta che la sta accompagnando nel suo viaggio non è stata ufficialmente rivelata ma sappiamo che la Squadriglia Cacciatorpediniere 28, composta dai cacciatorpediniere classe Arleigh Burke USS Lassen (Ddg-82), USS Farragut (Ddg-99), e USS Forrest Sherman (Ddg-98), che hanno già fatto parte in passato del CSG (Carrier Strike Group) della Truman, sono in questo momento di scorta alla Lincoln nel Golfo unitamente all’incrociatore classe Ticonderoga USS Normandy (Cg-60).

A capo della missione è presente il contrammiraglio Andrew J. Loiselle, il quale oltre a dirigere le operazioni sulla Truman (CVN 75), comanda anche gli otto squadroni e il personale del Carrier Air Wing (CVW) 1, il personale del Carrier Strike Group (CSG) 8 quello del Destroyer Squadron (DESRON) 28.

Siamo pronti a continuare il nostro costante impegno nei confronti dei nostri alleati e partner nella sesta flotta degli Stati Uniti“, ha affermato Loiselle. “Queste rotte marittime sono indubbiamente vitali e devono rimanere aperte al commercio globale e alla sua prosperità”. Comandato dal Capitano Robert Gentry ed imbarcato sulla Truman, il CVW-1 è costituito da 9 Gruppi di Volo, dei quali 7 ad ala fissa e due ad ala rotante così ripartiti:

  • VFA 11 “Red Ripper”  (Strike Fighter Squadron)
  • VFA 81 “Sunliners”
  • VFA 136 “Knighthawks”
  • VFA 211 “Fighting Checkmates”
  • VAQ 137 “Rooks” (Electronic Attack Squadron)
  • VAW126 “Seahawks” ( Carrier Airborne Early Warning)
  • VRC-40 “Rawhides” (Fleet Logistics Support Squadron)
  • HSM 72 “Proud Warriors” (Helicopter Maritime Strike Squadron)
  • HSC11 “Dragon Slayers” (Helicopter Sea Combat Squadron)

Al momento si tratta del secondo viaggio della Truman nel Mediterraneo in soli due anni. Il 27 aprile 2019 la portaerei era ricomparsa nei nostri mari ed era rimasta una presenza costante sino al 28 giugno, quando è transitata nuovamente da Gibilterra diretta prima verso il Golfo di Biscaglia per poi fare rotta verso Norfolk dove è giunta il 21 luglio. Dopo ben 3 anni, il 2019 ha permesso di osservare, seppur per poco tempo, lo schieramento di ben 2 portaerei all’interno del Mare Nostrum.

L’ultima volta che ciò è accaduto erano presenti la USS Eisenhower (CVN-69) e proprio la USS Truman. Lo spostamento della Truman verso il Golfo Persico è sicuramente una mossa strategica a dimostrazione della capacità della US Navy di rispondere e colpire i terroristi in qualunque zona del mondo. Se necessario, dall’attuale zona di operazione, i 72 caccia bombardieri F-18 Hornet e Super Hornet imbarcati sulla portaerei potrebbero essere utilizzati anche per attaccare obiettivi sensibili in Libia dove l’IS non è stato ancora definitivamente estirpato, anche se ufficialmente questo non è il motivo del dispiegamento in Mediterraneo delle forze navali USA.

Photo credits: US Navy

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