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@ US Navy

La portaerei americana Eisenhower entra nel Mediterraneo

La portaerei americana Eisenhower con il suo Carrier Strike Group, dopo aver attraversato l’Atlantico, è entrata nel Mediterraneo per unirsi alle altre forze aeronavali statunitensi già presenti nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente in seguito agli attacchi di Hamas contro Israele avvenuti lo scorso 7 ottobre. La USS Dwight D. Eisenhower (CVN-69) è ora operativa nel mar Mediterraneo, dopo essere transitata questa mattina nello Stretto di Gibilterra, ma diretta nel Golfo Persico.

L’Ike Carrier Strike Group, comprende anche i cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke USS Gravely (DDG-107) e USS Mason (DDG-87) e l’incrociatore lanciamissili di classe Ticonderoga USS Philippine Sea (CG-58). Oltre 330 metri di lunghezza, più di 30 nodi di velocità, un dislocamento di più di 100.000 tonnellate, più di 70 aerei ed elicotteri pronti all’azione, circa 5.000 uomini e donne di equipaggio. Una sola nave del genere può esprimere una potenza di attacco pari ad una intera forza aerea di una piccola nazione.

Il gruppo da battaglia della portaerei americana Eisenhower è un sistema di armi integrato che offre capacità di combattimento superiori per scoraggiare e, se necessario, sconfiggere eventuali avversari americani a sostegno della sicurezza nazionale. È composto da più di 5.000 marinai dello staff CSG-2, comandato dal contrammiraglio Marc Miguez; l’ammiraglia Dwight D. Eisenhower, comandata dal capitano Christopher Hill; il Carrier Air Wing (CVW) 3, comandato dal capitano Mitch McCallister; Squadrone Cacciatorpedinieri (DESRON) 22, che include i cacciatorpediniere lanciamissili Mason e Gravely, comandato dal capitano David Wroe; l’incrociatore lanciamissili USS Philippine Sea (CG 58), comandato dal capitano Michelle Nakamura.

A bordo della portaerei americana Eisenhower troviamo imbarcato il Carrier Air Wing CVW-3 che include i seguenti squadroni: i “Gunslingers” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 105, i “Fighting Swordsmen” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 32, i “Rampagers” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 83, i “Wildcats” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 131, gli “Screwtops” del Carrier Airborne Early Warning Squadron (VAW) 123, gli “Zappers” dell’Electronic Attack Squadron (VAQ) 130, i “Dusty Dogs” dell’Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 7, gli “Swamp Foxes” dell’Helicopter Maritime Strike Squadron (HSM) 74 e i “Rawhides” del Fleet Logistics Support Squadron (VRC) 40.

Come avevamo riportato la scorsa settimana, inizialmente incaricato di operare in tandem con il Gerald R. Ford Carrier Strike Group, Ike CSG viaggerà invece attraverso il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez fino al Golfo Persico per operare nell’ambito della 5^ flotta della US Navy. Questa sarà la prima volta che un gruppo d’attacco di una portaerei statunitense opererà in Medio Oriente da quando il gruppo d’attacco della portaerei Ronald Reagan si è ritirato dal Mar Arabico settentrionale dopo aver sostenuto l’evacuazione dell’Afghanistan.

A queste unità si stanno unendo anche le unità navali anfibie USS Bataan (LHD-5) e USS Carter Hall (LSD-50) che dal Golfo di Aden sono in avvicinamento al Mar Rosso e la USS Mesa Verde (LPD-19) che opera nel Mediterraneo orientale dalla scorsa settimana. Questa presenza della US Navy nella regione, sarà la più grande da decenni.

Per quanto riguarda la USS Gerald R. Ford (CVN-78), e la sua scorta, questa è stata spostata dal Mediterraneo centrale per occupare una posizione più vicina a Israele con il suo dispiegamento prolungato su ordine del segretario alla Difesa USA, Lloyd Austin. “Quando inviamo i nostri militari da qualche parte, stiamo deliberatamente inviando un segnale incredibilmente forte ai nostri avversari, ma anche ai nostri alleati e partner sulla profondità del nostro sostegno e sulla capacità delle forze armate statunitensi di rispondere in modo rapido e dinamico alle contingenze ovunque nel mondo. Questo è ciò che stiamo dimostrando oggi in Medio Oriente”, ha detto lunedì ai giornalisti un alto funzionario della difesa.

La portaerei con il suo gruppo d’attacco, è uno strumento aeronavale molto flessibile che può operare in mare aperto o sotto costa in ogni condizione meteo di giorno come di notte. Il ruolo principale della portaerei e dei suoi velivoli è quello di fornire la forza principale offensiva, mentre le altre unità navali provvedono alla sua difesa e al supporto logistico e di combattimento. Ad esempio, come già visto in tante occasioni, le navi dello Strike Group possono effettuare operazioni offensive come ad esempio il lancio di missili cruise sotto la copertura aerea dei caccia della portaerei.

Con questi rischieramenti, gli Stati Uniti mirano a scoraggiare l’espansione del conflitto oltre Israele e a sostenere le truppe statunitensi sul terreno in luoghi come Iraq e Siria, dove gli F-16 americani sono già entrati in azione, mentre le forze di difesa israeliane stanno entrando a Gaza con le forze di terra.