X

 

SOCIAL MEDIA AVIATION REPORT


La forza aerea della Bulgaria e i suoi SU-25 Frogfoot

La forza aerea della Bulgaria in vista di una modernizzazione e ridimensionamento dopo il lungo periodo di forniture Russe. La storia della forza aerea Bulgara inizia verso la fine del IXX secolo, quando nel 1892 alla fiera internazionale di Plovdiv due Tenenti dell’esercito bulgaro volarono a bordo della mongolfiera francese “La France”. In seguito, essi, entusiasmati dal volo, cercarono di convincere la Stato Maggiore dell’ esercito bulgaro a equipaggiarsi con una flotta di mongolfiere. Nel 1906 venne creato il Dipartimento dell’Aviazione, con il compito di procurare le mongolfiere per l’Esercito.

La prima generazione di aviatori bulgari venne addestrata sulla mongolfiera Sofia-1,costruita con materiale Russo. Tra il 1910 e il 1912 il Governo Bulgaro decise di acquistare i primi aerei per la neonata aviazione, il primo dei quali, un Bleriot XXI, venne consegnato il 13 Agosto 1912, e Simeon Petrov fu il primo pilota di aerei militari in Bulgaria.

La Bulgaria, per la sua posizione molto strategica per la vicinanza al Mar Nero e quindi alla Russia e alla Turchia e volendo anche al Medio Oriente è sempre stata teatro di interesse fin dalla Prima Guerra Mondiale dove le forze tedesche arrivate fin li nella loro conquista decisero di creare una base che sarebbe servita per i propri Zeppelin.

Durante la seconda Guerra Mondiale, la Bulgaria è uno Stato alleato dell’Asse e ha utilizzato i velivoli Me 109E, Arado Ar 96 e Dornier Do 17 e alcuni Ju 87 Stuka ed ha rappresentato una base per i tedeschi per l’invasione di Jugoslavia e Grecia e per preparare l’invasione della Russia.

Il massimo della sua grandezza e forza, l’aviazione Bulgara lo ha vissuto dopo la seconda guerra mondiale, durante la sua presenza nel patto di Varsavia. Grazie alle forniture Sovietiche, la Bàlgarski Voenno Vàzdusni Sili (BVVS) poteva contare su circa 400 velivoli, tra cui MiG 21, di tutte le versioni, MiG 23, Su 22, Su 25, e infine anche sui moderni MiG 29, oltre ad un centinaio di elicotteri Mi 17 e Mi 24.

Dopo la fine della guerra fredda, dal 1989, la forza aerea bulgara andò incontro ad un netto ridimensionamento, a causa soprattutto della fine del supporto Sovietico nelle forniture di materiali e di pezzi di ricambio. Dal 1989 al 2000 vennero ritirati dal servizio i MiG 23, i Sukhoj Su 22, una grossa parte della flotta di MiG 21 e Su 25, e diverse basi aeree videro la loro chiusura.

Dal 2000, la Bulgaria ha attivamente cercato di ristrutturare per intero le proprie forze armate, e molti sforzi sono stati fatti per mantenere operativi gli anziani caccia di produzione russa. Nel 2006 il Governo Bulgaro siglò un contratto con la Alenia Aeronautica per la fornitura di tre C-27J Spartan, per la sostituzione degli Antonov An 24 e An 26 per il trasporto aereo.

Nel dicembre 2015 sono stati radiati gli ultimissimi MiG 21 Bis e UM, ed ora il potenziale aereo bulgaro è riposto sui Su 25 per l’attacco al suolo, coadiuvati dagli L 39 Albatros, e da pochi MiG 29 per la difesa aerea.

Con l’ingresso nell’Alleanza Atlantica il 29 Marzo 2004, la Bulgaria ha iniziato a partecipare alle esercitazioni congiunte con altri paesi della NATO, e la base di Graf Ignatievo, la più importante  della attuale BVVS, ha ospitato diverse esercitazioni che vedevano la partecipazione di numerosi aerei alleati, tra cui anche i Typhoon del 4° Stormo di Grosseto ed i Tornado del 155° Gruppo, F-15 ed F-16 dell’USAF, oltre ai MiG 29 Serbi.

A differenza dei MiG 21 rumeni o dei MiG 29 slovacchi e polacchi, i velivoli bulgari non erano stati sottoposti ad un programma di aggiornamento dell’avionica, quindi mancavano del sistema IFF (Identification Friend or Foe) e di altri sistemi di comunicazione e navigazione richiesti dagli standard NATO.

Inoltre, i MiG bulgari usano ancora unità metriche, mentre gli aerei NATO utilizzano unità imperiali, questo comporta maggiori difficoltà nello svolgere le missioni congiunte, in quanto durante il loro svolgimento il controllo del traffico aereo comunica in unità imperiali, e questo comporta difficoltà per i piloti bulgari, abituati a ragionare in metri e km/h, i quali devono operare la conversione mentalmente ed in tempi rapidi. Per aiutarli a svolgere più velocemente questo lavoro, sono state poste piccole tabelle di conversione all’interno dei cockpit dei MiG.

Lo scopo delle esercitazioni con i velivoli NATO, condotte nello spazio aereo bulgaro ma con frequenti incontri in volo anche con MiG 21 romeni e aerei greci, è di aumentare l’interoperabilità tra l aviazione Bulgara e le altre forze dell’Alleanza Atlantica e di sostenere la prontezza a condurre operazioni aeree congiunte, prendendo parte sia a missioni di difesa aerea che di attacco al suolo, il tutto nell’ottica di permettere ai piloti Bulgari di familiarizzare con le procedure, le tattiche e le strategie degli alleati della NATO.

Lo sforzo sostenuto dalla BVVS nel condurre queste esercitazioni, è legato anche alla necessità di mantenere un numero adeguato di velivoli in condizioni operative, facendo fronte anche al mancato accordo con la Russia per la fornitura di pezzi di ricambio, ritenuto troppo costoso, e che ha portato a doversi rivolgere alla Polonia per  la manutenzione dei MiG 29 e dei motori Tumanskji RD 33.

I Su-25 bulgari

Il Su 25 ha invece sempre rappresentato la spina dorsale della specialità dell’ attacco al suolo. Nel Novembre 2018 è stato siglato un accordo da 48,5 milioni di dollari con la Bielorussia per un aggiornamento dell’avionica di quattordici velivoli. Questi vennero trasportati smontati a bordo degli IL 76  presso la 558th Aviation Repair Plant a Baranovichi in Bielorussia e riassemblati poi al rientro in Bulgaria dopo l’aggiornamento.

Purtroppo l’accordo venne ridimensionato da 14 a 8 velivoli, sei monoposto Su 25K e due biposto Su 25UBK, e solo nei prossimi mesi la Bulgaria deciderà se usare l’opzione per i restanti sei velivoli. Cosi facendo, ovvero aggiornandone solo otto, il costo per ora del programma è sceso a 24 milioni di dollari. Al fine di rendere possibile la revisione , sono state apportate modifiche alla legislazione bulgara, che ha conferito al Ministero della Difesa il diritto di rilasciare certificati di esportazione di tali apparecchiature.

Il motivo della modifica legale era legata al fatto che il Ministero dell’Economia, che aveva tali poteri, non aveva rilasciato la necessaria autorizzazione rifiutando l’autorizzazione per la transazione a causa delle sanzioni internazionali contro la Bielorussia che hanno prodotto anche dei problemi per la trasmissione del pagamento . Il programma di aggiornamento non è stato avviato per molto tempo a causa del fatto che le autorità e le banche bulgare non potevano decidere se l’aereo d’attacco potesse essere temporaneamente inviato nella Repubblica di Bielorussia, contro la quale l’UE estende costantemente l’embargo sulla fornitura di armi e attrezzature che possono essere utilizzate per la “repressione interna”.

Poiché non sono stati effettuati pagamenti in base al contratto fino alla fine del 2018, l’importo è stato posticipato al 2019 ed è stata necessaria un’approvazione specifica da parte del governo bulgaro per un pagamento anticipato del 100% per l’accordo. Di conseguenza anche gli aerei sono stati trasportati in Bielorussia con sensibile ritardo. A causa delle sanzioni sulla Bielorussia , il primo Su 25 ha potuto lasciare la Bulgaria per procedere con l’aggiornamento solo il 28 Agosto 2019, e ritornare in Bulgaria il 21 Settembre 2020.

A Febbraio 2021 tutti gli otto velivoli sono stati consegnati presso la base di Bezmer, nel sudest della Bulgaria e sono ad oggi pienamente operativi. I Su 25K aggiornati presentano i numeri seriali 240, 246, 249, 252, 253 e 254 mentre I Su 25UBK aggiornati sono lo 002 e 095. Nel caso venga usata l’opzione per gli altri sei, i numeri previsti per l’aggiornamento sono il 195, 197, 230 e 255 per la versione monoposto e 017 e 047 per quella biposto.

L’aggiornamento riguarda l’installazione di un sistema di navigazione satellitare GPS/GLONASS, due nuovi sistemi radio che aumentano la connessione e permettono di ascoltare le frequenze delle forze di terra e marittime, un registratore dei dati di volo migliorato, registratore digitale audio/video, nuovo Head Up Display, la presenza di Multifunctional Displays nel cockpit che agevolano il lavoro del pilota e forniscono maggior consapevolezza delle informazioni generali per l’esecuzione delle missioni. Anche i sistemi d’arma sono stati migliorati con l’utilizzo dei missili aria-aria R-73 (AA-11) Archer e le possibilità di utilizzo delle razziere sono state ampliate.

Il 26 febbraio 2021 si è svolta la presentazione ufficiale alla stampa e agli ospiti, dei velivoli aggiornati. Per l’occasione è stata preparata una statica di tutti i velivoli con carichi alari differenti nuovi e vecchi , tutti e 10 i piloni alari erano completamente occupati con diverse configurazioni per far rendere conto agli intervenuti delle potenzialità dei Su-25. Su un aereo veniva mostrato per la prima volta il nuovo pod per la guerra elettronica prodotto dalla società bielorussa 558° ARZ “Satellite-M2” che crea interferenze negli emisferi anteriore e posteriore.

Il contratto prevede anche la manutenzione di 16 motori  R-95Sh per un totale di 800 ore di volo per i monoposto Su 25K e 500 ore di volo per i biposto Su 25UBK. Questo upgrade rende il Su 25 più capace ed efficiente nello svolgimento dei compiti fondamentali di supporto alle operazioni terrestri e navali e fornire immediato supporto ai reparti di terra che vengono ingaggiati e isolare l’area del combattimento.

I piloti si addestrano frequentemente in missioni CAS, (Close Air Support), nel volo a bassa quota e presso il poligono di tiro dove vengono prevalentemente usate le bombe FAB 100 e il cannone Gsh-30 da 30mm. Parlando con i tecnici della manutenzione emerge che il Su 25 richiede meno assistenza rispetto ai MiG 29 oltre ad avere costi estremamente più bassi di gestione e questo permette di avere la flotta degli attuali otto velivoli praticamente quasi sempre completamente efficiente.

Questo upgrade consentirà al Su 25 di rimenare in servizio in piena efficienza presso la BVVS per altri 8-10 anni, infatti il programma di ammodernamento prevede che prima vengano sostituiti i MiG 29 e per ultimi i Frogfoot.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare il Col. Milen Dimitrov Base Commander, il Lt. Col. Kaloyan Milkov deputy Base Commander, il Maj. Radostin Lyutskanchev, il Maj. Petkov (Bulgarian Air Force Spokesman) e il Lt. Vladimir Ikonomov

Testo e immagini: Andrea Avian

Il nostro sito utilizza solo cookies tecnici e di funzionalità.

Leggi tutto