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Esercitazioni

La difesa italiana conclude l’esercitazione interforze COMAO – Composite Air Operation 22-01

​Il 19 e 20 gennaio scorsi, in una vasta zona d’operazioni compresa tra la Puglia e la Calabria, si è svolta, sotto la direzione del Comando Operazioni Aerospaziali dell’Aeronautica Militare, l’esercitazione nazionale ed interforze COMAO 22-01 che ha visto il coinvolgimento di personale e mezzi dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

L’evento addestrativo ha avuto come principale obiettivo l’interazione delle tre Forze Armate nella conduzione di più missioni contemporaneamente, ovvero operazioni aeree, marittime e terrestri con l’impiego di velivoli di 3ª, 4ª e 5ª generazione, aerei di supporto con compiti di Comando e Controllo (C2), rifornimento in volo (Air to Air Refuelling), trasporto di truppe aviolanciate ed unità navali.

In particolare, in uno scenario complesso altamente realistico, le meticolose attività di pianificazione, volte a consolidare l’integrazione e l’interoperabilità tra i vari assetti utilizzati ed a valutare i piani operativi e le tattiche utilizzate, hanno rafforzato il reciproco supporto tra le varie Forze impiegate.

Tra le operazioni compiute, particolarmente significativo è stato il lancio dei paracadutisti del 9° Reggimento d’Assalto “Col Moschin” dell’Esercito Italiano da un C-27J della 46ª Brigata Aerea, scortato dai velivoli F-35A del 32° Stormo che hanno svolto anche il ruolo di Suppression Enemy Air Defense (SEAD).

Importante anche l’attività di Intelligence Surveillance e Reconnaissance (ISR) svolta dal velivolo Predator MQ-9, in dotazione al 32° Stormo, che, insieme ai velivoli Tornado del 6° Stormo, agli Eurofighter del 4° Stormo e agli AV-8B Harrier della Marina Militare, ha effettuato il cosiddetto Digital Close Air Support (D-CAS), ovvero il supporto alle truppe a terra in totale assenza di comunicazioni radio, in stretto contatto con i Joint Terminal Attack Controller (JTAC) del 16° Stormo dell’Aeronautica Militare e quelli dell’Esercito Italiano e della Marina Militare.

Per il buon esito dell’esercitazione hanno fornito un fondamentale contributo anche altri Stormi dell’Aeronautica Militare che hanno in dotazione i velivoli Eurofighter, ovvero il 36° di Gioia del Colle, il 37° di Trapani e il 51° di Istrana e il 14° Stormo che ha preso parte all’evento addestrativo con un velivolo KC-767 Tanker per il rifornimento in volo e un Gulfstream G-550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning) con funzioni di Comando e Controllo, al fine di fornire ai decision makers una Situational Awareness aggiornata in tempo reale, fattore indispensabile del potere aerospaziale.

L’esercitazione ha rappresentato un’importante occasione per consolidare la cooperazione interforze, sempre più frequente e necessaria sia in campo nazionale che internazionale, e consolidare e standardizzare particolari procedure tecniche ed operative.

Il COA – Comando Operazioni Aerospaziali

Il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) assicura, quale Comando di Componente Aerea dell’Aeronautica Militare, l’efficace impiego del potere aerospaziale attraverso un processo di pianificazione e di condotta delle operazioni, in Patria e nei Teatri fuori dai confini nazionali, sulla base delle direttive e per il livello di Comando e Controllo (C2) attribuito dalle Superiori Autorità. Rappresenta altresì il referente unico dell’Aeronautica Militare per la Difesa Aerea, la Difesa Missilistica e per il coordinamento e controllo del Traffico Aereo Operativo (OAT), delle missioni di Ricerca e Soccorso e dei trasporti aerei militari. Il COA costituisce anche lo “staff operativo” del CaSMA nella sua veste di CFA (Comandante delle Forze Aeree).

Il COA, costituito sulla base aerea di Poggio Renatico il 4 ottobre 2010, è posto alle dipendenze del Comando Squadra Aerea (CSA) e ha assunto l’attuale denominazione il 1 maggio 2020, abilitando nuove capacità e competenze anche nell’ambito del dominio spaziale. In tale contesto il COA, con la costituzione del Centro Space Situational Awareness (C-SSA) assicura il contributo della Difesa alla generazione e distribuzione dei servizi di Space Situational Awareness (SSA) / Space Surveillance and Tracking (SST).

Il COA ha il compito di preparare e addestrare il personale a operare all’interno delle strutture di Comando e Controllo in ambito nazionale, multinazionale e di coalizione ovvero all’interno delle organizzazioni NATO e dell’Unione Europea. È inoltre responsabile di assicurare un rapido e fluido passaggio della struttura di C2 dal tempo di pace a quello di crisi/conflitto attraverso un nucleo iniziale di Joint Force Air Component (Core JFAC) che assicuri le necessarie predisposizioni.

Immagini: Ministero della Difesa / Ufficio PI AM, UPICOM MM, Ufficio PI EI

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Redazione di Aviation Report

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