L’accordo rappresenta il più grande ordine mai effettuato da una compagnia aerea regionale per ATR e uno dei contratti più importanti nella storia recente del costruttore franco-italiano. Le consegne inizieranno nel 2027 e porteranno la flotta di FLY91 oltre i 60 aeromobili.
Un ordine destinato a segnare una nuova fase per l’aviazione regionale indiana e, allo stesso tempo, un’importante conferma per il programma ATR. La compagnia aerea regionale indiana FLY91 ha firmato con ATR, joint venture paritetica di Airbus e Leonardo, un ordine fermo per 40 ATR 72-600, per un valore indicativo di circa 1 miliardo di dollari a prezzi di listino.
L’accordo, annunciato il 3 settembre, rappresenta il più grande ordine mai siglato da una compagnia aerea regionale per ATR e uno dei più rilevanti nella storia recente del costruttore. Il valore effettivo della commessa non è stato reso noto e, come normalmente avviene nelle grandi transazioni aeronautiche, dovrebbe essere inferiore al prezzo di listino grazie agli sconti commerciali.
FLY91 punta a una flotta di oltre 60 aeromobili
Per FLY91 si tratta di un salto dimensionale particolarmente significativo. La compagnia, con base a Goa, ha iniziato le operazioni commerciali nel 2024 e oggi dispone di sei ATR 72-600, operando oltre 280 voli settimanali verso 12 città, con una tredicesima destinazione prevista a breve.
Il nuovo ordine costituisce la base del piano di espansione della compagnia, che punta ad arrivare a una flotta di oltre 60 aeromobili nei prossimi anni.
Le prime consegne dei 40 ATR 72-600 sono previste a partire dalla seconda metà del 2027, con completamento dell’ordine entro il 2032 o, secondo le indicazioni fornite dalla compagnia, all’inizio del 2033. Nel frattempo FLY91 prevede di ricorrere anche al mercato del leasing, con l’obiettivo di aggiungere temporaneamente altri 6-8 aeromobili, portando la flotta a circa 12-14 velivoli entro la fine del prossimo anno.
La scommessa di FLY91 sulle città indiane di secondo e terzo livello
Alla base della decisione di FLY91 c’è una considerazione semplice: una parte significativa del potenziale mercato dell’aviazione indiana rimane ancora fuori dai grandi collegamenti operati con aeromobili narrow-body.
Secondo il CEO Manoj Chacko, dei oltre 160 aeroporti funzionali presenti in India soltanto circa 70 sono serviti da aeromobili di maggiori dimensioni. È proprio questo spazio di mercato che FLY91 vuole occupare. La strategia è quindi quella di sviluppare collegamenti diretti tra le città emergenti e i principali centri economici del Paese, evitando in molti casi il passaggio attraverso i grandi hub nazionali. È un modello nel quale l’ATR 72-600 trova una delle sue applicazioni naturali.
Perché l’ATR 72-600 è centrale nella strategia
Con una capacità fino a 78 passeggeri, l’ATR 72-600 è progettato specificamente per le operazioni regionali e per collegare aeroporti che possono risultare meno adatti agli aerei jet. ATR indica una autonomia massima di circa 1.370 km nella configurazione a pieno carico passeggeri e una distanza di decollo di circa 1.315 metri in condizioni standard. Il vantaggio principale è però quello economico.
Il turboelica permette di mantenere consumi e costi operativi contenuti sulle tratte brevi, dove l’impiego di un Airbus A320 o di un Boeing 737 può risultare meno efficiente. Questa caratteristica diventa particolarmente importante in un Paese come l’India, caratterizzato da enormi distanze, una popolazione in rapida urbanizzazione e un numero crescente di città che aspirano a essere integrate nella rete del trasporto aereo nazionale.
La stessa ATR sottolinea come il 72-600 sia stato sviluppato per operare anche su aeroporti caratterizzati da piste corte, condizioni ambientali impegnative e infrastrutture meno sviluppate.
India, il nuovo grande mercato dei turboelica
L’operazione FLY91 va oltre le esigenze di una singola compagnia. L’India sta diventando uno dei mercati più interessanti al mondo per l’aviazione regionale. Il governo di New Delhi sta infatti sostenendo lo sviluppo della connettività verso gli aeroporti meno serviti attraverso il programma UDAN, destinato a favorire i collegamenti aerei tra le città più piccole e i principali centri economici.
Il modello prevede anche forme di sostegno pubblico alle rotte che, in assenza di incentivi, potrebbero non risultare economicamente sostenibili. Secondo quanto riferito da FLY91, circa 98 dei suoi 280 voli settimanali ricevono attualmente un sostegno attraverso il programma di viability gap funding, che copre una parte dei posti disponibili.
È un elemento importante per comprendere la strategia della compagnia: l’espansione del trasporto regionale indiano non dipende soltanto dalla crescita della domanda, ma anche dalla capacità di costruire un modello economicamente sostenibile sulle rotte a minore densità.
Un mercato da 200-300 turboelica
ATR considera l’India un mercato strategico e vede un potenziale di 200-300 nuovi turboelica nei prossimi dieci anni, secondo le dichiarazioni riportate in occasione della firma dell’accordo.
La flotta ATR già presente nel Paese è operata principalmente da IndiGo, Alliance Air e FLY91, confermando l’importanza crescente del segmento regionale. Per ATR, dunque, la commessa FLY91 arriva in un momento particolarmente favorevole. La società continua a dominare il segmento mondiale degli aeromobili regionali turboelica e può contare sull’espansione di mercati come quello indiano e indonesiano.
Leonardo: una commessa che parla anche italiano
Dietro il marchio ATR c’è una delle più importanti collaborazioni industriali europee nel settore aeronautico. ATR è una joint venture 50% Airbus e 50% Leonardo. Per il gruppo italiano, il programma rappresenta una presenza industriale di lungo periodo nel mercato degli aeromobili regionali.
Leonardo realizza infatti l’intera fusoliera equipaggiata degli ATR e gli impennaggi verticali e orizzontali, con una parte significativa delle attività produttive concentrate negli stabilimenti italiani di Pomigliano d’Arco e Foggia. Questo significa che la crescita del portafoglio ordini ATR si traduce anche in attività industriale per la filiera aeronautica italiana. Il nuovo contratto FLY91 assume quindi un significato che va oltre il semplice valore commerciale della commessa.
Il ritorno dei turboelica nel dibattito sulla connettività
Per anni il mercato dell’aviazione commerciale ha privilegiato la crescita degli aeromobili a reazione, soprattutto nella fascia narrow-body. Ma la crescita dei collegamenti regionali sta riportando in primo piano il ruolo dei turboelica.
Su tratte brevi, dove il tempo di volo è relativamente ridotto, il vantaggio di velocità di un jet può non compensare i maggiori costi operativi. Un ATR 72-600 permette invece di costruire un modello di collegamento più flessibile, con costi compatibili con mercati caratterizzati da una domanda ancora in fase di sviluppo. È esattamente il modello sul quale FLY91 sta costruendo la propria identità.
FLY91: una grande opportunità ma anche una sfida
La portata dell’ordine non deve però nascondere le difficoltà. FLY91 è una compagnia giovane e non ha ancora raggiunto il punto di pareggio annuale. Secondo quanto dichiarato dal CEO a Reuters, la società punta al cash break-even entro la fine dell’attuale esercizio finanziario e al pareggio economico nell’esercizio successivo. La compagnia è attualmente priva di debiti e sta discutendo con finanziatori e società di leasing le modalità di finanziamento dell’ordine.
La crescita da sei a oltre 60 aeromobili rappresenterà quindi una sfida operativa e finanziaria di notevole portata. Il mercato regionale indiano ha già dimostrato di essere complesso: alcune compagnie hanno abbandonato il segmento e diverse rotte avviate nell’ambito dei programmi governativi sono state successivamente sospese. Per FLY91, la capacità di trasformare l’espansione della flotta in una rete redditizia sarà dunque determinante.
Un segnale importante per ATR
Dal punto di vista del costruttore, l’ordine rappresenta comunque una forte conferma del ruolo dell’ATR 72-600 nel futuro della mobilità regionale.
La commessa FLY91 arriva inoltre dopo che ATR aveva già costruito una presenza significativa in India e rafforza la posizione del costruttore in quello che potrebbe diventare uno dei principali mercati mondiali per gli aeromobili regionali.
Il messaggio è chiaro: mentre le grandi compagnie indiane continuano a ordinare centinaia di jet narrow-body per alimentare la crescita dei principali aeroporti, esiste un secondo mercato, quello delle città più piccole, nel quale il turboelica può rappresentare lo strumento più efficace per creare nuove rotte.
Per FLY91, i 40 ATR 72-600 sono quindi molto più di un ordine di flotta. Sono la scommessa sulla possibilità di costruire una rete regionale capillare in un Paese nel quale il trasporto aereo ha ancora enormi margini di crescita. E per ATR e Leonardo, l’India potrebbe diventare nei prossimi anni uno dei mercati decisivi per sostenere la domanda globale di aeromobili regionali.


