Su-25 Frogfoot ucraino
@ Archivio Aviation Report / Andrea Avian

Kiev presenta la lista dei desideri al Congresso americano: sistemi di difesa aerea e velivoli da combattimento Su-25 tra i punti principali dell’elenco

La CNN ha pubblicato l’ultima lista dei desideri dell’Ucraina, fatta al Congresso americano, che include droni, forniture mediche e capacità di riparazione degli equipaggiamenti militari danneggiati. Come sappiamo alcuni paesi occidentali stanno fornendo armamenti di difesa alle forze armante ucraine. Tra queste armi troviamo i missili terra-aria Stinger, missili anticarro di vari modelli tra cui i Javelin e alcuni modelli di droni. Kiev però fa richiesta di armamenti con caratteristiche di combattimento migliori per poter contrastare le forze armate russe che dispongono di tecnologie moderne e veramente contrastabili solo con pari o superiori capacità disponibili alla NATO.

Ecco alcune delle richieste dell’Ucraina:

  • droni da attacco e ricognizione
  • radar tattici
  • sistemi anti-droni e per la guerra elettronica
  • velivoli per attività di Close Air Support
  • sistemi di difesa aerea a lungo e medio raggio

L’elenco consegnato martedì a Capitol Hill – e ottenuto dalla CNN – include anche una richiesta di aiuto nel trattamento delle truppe ferite e nella riparazione delle attrezzature, compresi gli ospedali medici militari mobili. Inoltre, l’Ucraina chiede aiuto per la riparazione di veicoli blindati nei paesi vicini e di aerei per il trasporto di armi.

L’esercito ucraino ha fornito al Congresso e al ramo esecutivo una serie di liste dei desideri nelle ultime settimane, poiché l’amministrazione Biden ha intensificato la sua assistenza alla sicurezza in Ucraina. La scorsa settimana, l’Ucraina ha cercato di ottenere 500 missili Stinger e Javelin di fabbricazione americana. Questo ultimo elenco fornito al Congresso americano questa settimana riflette i bisogni urgenti della leadership militare e civile ucraina.

In cima all’elenco delle priorità ci sono i droni da ricognizione e d’attacco, inclusi i droni Switchblade, piccoli velivoli, chiamati anche “droni kamikaze” che trasportano una testata e che esplodono direttamente con l’impatto sull’obiettivo. Questa tipologia di droni erano già sono stati inclusi nel pacchetto di assistenza militare per l’Ucraina da 800 milioni di dollari che il presidente Joe Biden aveva annunciato il 16 marzo scorso.

Altro punto importante dell’elenco è quello degli aerei da combattimento per il close air support con riferimento, come sappiamo, in particolare all’aereo da attacco Su-25 Frogfoot, un aereo da attacco al suolo di fabbricazione russa simile all’A-10 Warthog di fabbricazione statunitense, utilizzabile per attaccare le colonne corazzate e blindate dell’esercito russo. In ultima battuta l’esercito ucraino sta anche cercando sistemi di artiglieria, sistemi missilistici terra-aria, missili anticarro Javelin, missili antinave e apparecchiature per la sorveglianza e la ricognizione.

Le forze aeree di Kiev inoltre hanno inserito tra i desiderata anche sistemi di difesa aerea Patriot americani, Nasams norvegesi e S-300 (SA-10) e BUK M-1 sovietici/russi, questi ultimi due già in uso con l’esercito ucraino e quindi di più facile ed immediato utilizzo da parte del personale militare. E ancora tra i velivoli da combattimento il desiderio di Kiev sarebbe quello di poter avere moderni aerei occidentali da contrapporre a quelli russi, come ad esempio F-15 o F-16 che con i loro radar ed armamenti potrebbero contrastare i Su-34 o i Su-35 di Mosca. Kiev ha aggiunto che i suoi piloti militari potrebbero essere addestrati su questi caccia in 2/3 settimane!

A queste richieste di velivoli da combattimento che siano sovietici/russi, come i famosi MiG-29 polacchi e slovacchi o i Su-25 bulgari, o che siano occidentali, gli Stati Uniti e gli alleati della NATO non hanno mai dato seguito poiché sarebbe un’intromissione nel conflitto molto pericolosa e alla quale Putin si è già opposto con forza minacciando l’occidente. Su questo punto Kiev ha ribadito più volte la mancanza di una vera volontà della NATO di proteggere i cieli dell’Ucraina.

I Su-35 dell’Ucraina

Come riportato in un nostro reportage fatto alcuni mesi prima dell’inizio del conflitto, le forze aeree ucraine dispongono già di una flotta di velivoli Su-25 che erano schierati presso la base di Kulbakino, vicino alla città di Mikolaiv, nel sud del Paese, presso la 299 Brigata (Brihada Taktichnoyi Aviatsiyi).

A seguito di un aggiornamento iniziato nel 2010, completato dalla MiGremont di Zaporizhzhia specializzata nella manutenzione e aggiornamento di tutti i caccia ucraini, l’Ucraina ha modernizzato i Frogfoot portandoli alla versione Su-25M1 per i monoposto e Su-25UBM1 per i biposto. Esteriormente, la versione M-1 è riconoscibile subito dalla nuova mimetica a “pixel” a tre toni di grigio e comprende miglioramenti nei sistemi di navigazione e comunicazioni e nei sistemi di gestione e utilizzo degli armamenti. Attualmente i Su 25M-1/UBM-1 ucraini sono in grado di operare sia di giorno che di notte e in condizioni meteo avverse.

Una caratteristica del Su-25, oltre alla robustezza strutturale, è rappresentata anche dalla sua facile manutenzione e rapidità di eventuali interventi riparativi, cosa che difficilmente accade con velivoli di altre generazioni. Questo faceva si che la linea di volo a Mikolaiv fosse quasi sempre affollata.

Nonostante la loro nuova capacità di sganciare le armi da quote più elevate, la maggior parte delle missioni vengono condotte a bassa quota per cercare di sfuggire ai sistemi di avvistamento della contraerea, ma rendendosi cosi bersaglio dei missili spalleggiabili MANPADS. Lo abbiamo visto sia per i velivoli ucraini che per quelli russi durante questi primi 40 giorni di combattimento. I gruppo OSInt sui social media, che cercano di tracciare gli equipaggiamenti distrutti e/o danneggiati tramite le evidenze fotografiche dal campo di battaglia, riportano le seguenti perdite di Su-25 dei due belligeranti:

  • Russia: otto Su-25 (7 distrutti e 1 danneggiato)
  • Ucraina: cinque Su-25 (4 distrutti e 1 danneggiato)

Proprio a causa del profilo di missione che svolgono, questi aerei sono più facilmente preda delle difese aeree e numericamente, insieme agli elicotteri, fanno il grosso delle perdite da entrambe le parti. Nonostante questi pericoli e grazie alla famosa robustezza strutturale che li contraddistingue alcuni aerei, anche molto danneggiati, sono rientrati alla base salvando la vita dei piloti. Un ultimo caso è quello, che abbiamo riportato anche noi, di un Su-25 russo rientrato dopo essere stato colpito da un missile terra-aria con evidenti danni al velivolo.

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