Aviation Report ha già trattato la JASDF con un articolo pubblicato  il 6 dicembre 2016, accompagnato dalle bellissime foto di Heric Hsu e, dopo più di un anno, AR ha inteso approfondire l’organizzazione e la struttura di una forza aerea così importante e che vede il crescente espansionismo cinese come una seria minaccia.

Negli ultimi 15 mesi molti scenari sono cambiati nel mondo orientale: la Cina sta allestendo nuovi gruppi navali attorno alle sue nuove portaerei STOVL ed ha recentemente dichiarato operativo il caccia pesante Chengdu J-20, il primo jet da combattimento di quinta generazione costruito al di fuori degli Stati Uniti ed equipaggiato con aria missili a lungo raggio PL-12, nonché la consueta tensione con la Corea del Nord.

La situazione internazionale è un “game changing“ per il Giappone, ancora alle prese con il dibattito se cambiare o meno la costituzione del Paese per legittimare l’aumento del budget per la difesa ed affrontare meglio le minacce lanciate dai rivali.

Un segnale è la voce sulla possibile acquisizione del caccia stealth americano Lockheed Martin F-35B Lightning II, il modello STOVL, che potrebbe essere portato in futuro a bordo delle proprie navi tutto-ponte classe IZUMO.

L’attuale mission-statement della JASF è  “Preservare la pace, la stabilità e l’indipendenza. La difesa è la chiave“.

La capacità di difesa della forza aerea è volta a dimostrare l’intenzione e la capacità del paese di scoraggiare l’aggressione esterna oltre a respingere un’incursione ostile. Nessun’altra misura può sostituire questa funzione.

La capacità di difesa della JASDF è detenere una forza armata determinata ad usare la forza, qualora necessario, nel caso si verificasse un scontro globale e svolge un ruolo centrale nel rendere inefficace il potenziale aereo del nemico (chiamato “Air Mastery”), evitando allo stesso tempo danni maggiori.

Dato che l’”Air Mastery” influenza molto anche la strategia di difesa del territorio continentale e di quello della Marina giapponese, la JASDF può essere definita la “chiave” della Difesa del Sol Levante svolgendo un ruolo così importante che non può essere gestito da nessun’altra organizzazione governativa. Esso si traduce con l’immediato invio di aerei da combattimento per intercettare gli aggressori che violino con intenzioni ostili lo spazio aereo nazionale o minaccino la flotta.

La Japan Air Self Defense Force svolge questa missione giorno e notte, 24 ore su 24, al fine di preservare la pace, la stabilità e l’indipendenza del Giappone”.

Cos’è’ la JASDF

La JASDF è stata istituita formalmente il 1 luglio 1954 quando la nuova Agenzia per la Difesa sostituì l’Agenzia per la Sicurezza al fine di sostenere la missione di difesa del Giappone in quanto nazione. Le Forze Aeree di Autodifesa sono il dipartimento più recente, essendo state costituite dopo la Forza di Autodifesa Terrestre (JGSDF), la Forza di autodifesa marittima (JMSDF).

La forza armata è composta da circa 48.000 funzionari di autodifesa e 3.000 funzionari amministrativi per un totale di oltre 50.000 piloti, aviatori e personale di supporto. Altri enti ed organizzazioni in seno al Ministero della Difesa sono stati creati per lavorare insieme al fine di permettere alla JASDF di assolvere la missione “Difesa” in modo affidabile ed efficace:

Il Ministero della Difesa e delle Forze di Autodifesa, incentrato sulle forze armate di autodifesa terrestri, marittime e aeree, raccoglie altre organizzazioni governative dal quale dipendono come l’Accademia della Difesa Nazionale, la Sanità, l’Istituto Nazionale per gli Studi sulla Difesa, l’Istituto tecnico di Ricerca e Sviluppo, l’Ufficio Acquisti ed Attrezzature, l’Ufficio Ispezione Generale (National Defense Academy, National Defense Medical Collage, National Institute for Defense Studies, Technical Research and Development Institute, Equipment Procurement and Construction Office,  Inspector General Office).

Lo stato maggiore della forza armata Air Staff Office), è invece basato a Ichigaya, Tokyo mentre l’Air Defense Command è l’ente maggiore per la difesa aerea e la sua giurisdizione si estende a tutto il Giappone. Ma vediamo ion dettaglio gli enti principali:

Air Staff Office
L’Air Staff Office è la principale organizzazione per le operazioni militari e comprende il Capo di Stato maggiore della JASDF con i vari assistenti. Le funzioni dell’Air Staff Office operano sotto la direzione  dello staff del Ministro della Difesa.

Air Defense Command
Il Comando di Difesa Aerea è la forza di prima linea alla quale vengono assegnate le missioni di  combattimento e si compone del Comando di Difesa Aerea, della Forza di Difesa Aerea e delle altre organizzazioni direttamente controllate  al fine di eseguire gli ordini di combattimento nel modo più integrato possibile.

Air Support Command
L’Air Support Command è l’organizzazione che supporta il Comando di Difesa Aerea pianificandone la strategia attraverso il trasporto e supporto logistico garantendo la piena operabilità della forza armata. Oltre al Quartier Generale, è costituito dalle truppe per il trasporto aereo, il controllo del traffico aereo, le condizioni meteorologiche e la manutenzione.

Air Training Command
L’Air Training Command è l’organizzazione che eroga e coordina la formazione dei militari delle SDF ed è anche  l’agenzia che si occupa della formazione di base (anche scolastica) attraverso un iter scolastico pianificato per trasmettere le competenze  necessarie ad ogni membro SDF.

Air Development and Test Command
L’ Air Development and Test Command è l’organizzazione che si occupa dei test e dello sviluppo di qualsiasi aeromobile destinato ad entrare in servizio con la JASDF, inclusi gli aerei sperimentali come il recente dimostratore di tecnologia Shinshin per un futuro progetto di aereo di 5a generazione nazionale. Ma il Comando ha anche altri ruoli, come la sperimentazione di attrezzature di vario genere, di aeromedicina, ingegneria umana e ricerca.

Air Material Command
L’Air Material Command controlla i depositi di approvvigionamento n.1, n.2, n.3 e n.4 della JASDF ed è responsabile per l’approvvigionamento, la custodia, lo stoccaggio ed  il mantenimento del combustibile necessario, delle munizioni, e delle attrezzature.

Other Units and Organizations
Inoltre, altre unità ed organizzazioni come l”Air System Communications Squadron”, l’”Air Central Musical Band”, l’”Air Staff College of JASDF”, lo “SDF District Hospitals a Misawa, Gifu e Naha” ed altre entità minori, contribuiscono all’assolvimento delle missioni assegnate alle forze armate nipponiche e garantiscono la sostenibilità ed il comfort del personale militare e civile in servizio.

Come detto, la missione principale dell’air force nipponica è la difesa del Paese, ma è anche coinvolta in caso di catastrofi  naturali o di incidenti che richiedano il supporto da parte delle forze aeree e promuove le attività di cooperazione internazionale al fine di mantenere gli equilibri e garantire la pace:

La difesa aerea

Attraverso le funzioni di difesa aerea, i jet da combattimento della JASDF proteggono la nazione ed il suo territorio da un’incursione aerea attraverso l’intercettazione delle forze ostili il più lontano possibile dal territorio nazionale. Infliggendo gravi danni all’avversario prima ancora che venga superato il confine nazionale, viene interdetta  la capacità di attacco ostile proveniente dai cieli.

Da qui l’esigenza di aerei con ampia autonomia, capacità ora estesa con l’entrata in servizio dei nuovi tanker Boeing KC-767J, estremamente simili agli analoghi vettori italiani in forza con l’Aeronautica Militare.

Risposta a varie situazioni come i principali disastri

Quando si manifesta una seria emergenza, come un grave disastro o una calamità naturale, JASDF collabora con ogni prefettura eseguendo preziose ricognizioni aeree e con l’invio del personale necessario, trasporto di persone e materiale, richiesto in base al tipo di disastro.

Nei recenti disastri come terremoti, tsunami ed tristemente famoso olocausto nucleare di Fukushima, tutt’ora non risolto, le forze di difesa sono state chiamate in causa e severamente impegnate con compiti di protezione civile a supporto delle autorità e forze civili locati fornendo le competenze militari specifiche tipiche di una moderna aviazione.

Stabilire un ambiente sicuro

La Forza di Autodifesa sostiene gli sforzi per la pace internazionale attraverso opere internazionali di cooperazione pacifica,  anche attraverso attività di soccorso in caso di calamità che non coinvolgono direttamente il Giappone. Fondamentale nella filosofia della forza armata offrire un’organizzazione competente, affidabile, fidata per assolvere i compiti pacifici e umanitari richiesti in caso di intervento.

Mostrando una forza di combattimento rapida e completa e mantenendo uno stato di prontezza operativa elevato anche attraverso il costante accumulo di informazioni, il Giappone (attraverso JASDF) garantisce la sicurezza dei propri cittadini e preserva le aree economiche esclusive oltre all’integrità territoriale.

Nel caso di un attacco armato, e secondo le caratteristiche geografiche del Giappone circondato dall’oceano, le procedure standard prevedono un attacco aereo coordinato da parte di aerei e missili, seguiti da un nuovo attacco aereo.

I punti considerati dalla strategia di difesa aerea nazionale prevedono che le forze d’invasione  decidano il tempo, il distretto e il metodo di attacco, pertanto la risposta militare iniziale influenza notevolmente la strategia generale. L’efficienza elevata è così indispensabile per poter dispiegare i mezzi in modo rapido e completo sin dalle prime fasi dell’impegno; ciò si ottiene mantenendo uno stato di prontezza immediata e il costante accumulo di informazioni.

Nell’attuale piano di difesa aerea, una rapida risposta ad un attacco aereo nemico consente di impegnarsi il più lontano possibile dal territorio nazionale e previene danni gravi alle strutture militari e civili dislocate sul territorio fino a scoraggiare la forza ostile a proseguire nelle sue intenzioni offensive.

La strategia di difesa aerea durante un’incursione ostile ha come obiettivi, nella filosofia JASDF, “rilevare eventuali velivoli invasori”, “identificare l’aereo rilevato” e “intercettare e distruggere qualsiasi aereo nemico” (attraverso lo scramble di aerei intercettori o il lancio di missili superficie-aria al fine di neutralizzare l’invasione). Quasi tutto lo spazio aereo attorno al Giappone è costantemente monitorato dall’Aircraft Warning Control Force tramite l’utilizzo di radar basati a terra e sistemi aeroportati di allarme e controllo (Boeing E-767 e Northrop Grumman E-2C/D Hawkeye) al fine di rilevare il più rapidamente possibile qualsiasi velivolo ostile.

Successivamente l’aereo rilevato viene identificato come amico o nemico dal sistema di controllo e di allarme automatico e, una volta identificato come non amico, il sistema di controllo e avvertimento dell’aeromobile determina dove il bersaglio è diretto e deve essere idealmente neutralizzato.

Le informazioni vengono trasmesse agli aerei di pattuglia o agli aeromobili a terra in servizio d’allarme, oppure alle forze missilistiche  della Ground and Maritime Self-Defense Force. Il risultato atteso di questa complessa procedura è la distruzione dell’aereo nemico.

Interessante notare come nei vari documenti ufficiali vengano più volte ripetuti i concetti di pace, ma anche parole forti come “destroy” ed “enemies”, a dimostrare la determinazione delle Forze di Difesa Giapponesi nel mantenere inviolato ad ogni costo il proprio territorio.

Il futuro

Il caccia pesante Boeing (Mitsubishi) F-15CJ Eagle è senza ombra di dubbio il nucleo centrale della difesa aerea, supportato dal vecchio ma aggiornato F-4J Phantom II e dal Mitsubishi F-2 (in pratica una versione ingrandita ed indigena dell’americano F-16) costruito localmente.

Le  forze da combattimento di prima linea sono composte da 12 Wings e circa 260 aeromobili con l’unico scopo di rispondere rapidamente ed efficacemente a varie situazioni.

Naturalmente, gli aeromobili di prima linea, in particolare i più anziani, vengono costantemente aggiornati al fine di poter rispondere il più rapidamente possibile e nel modo più efficace alle minacce che ed alle sfide ostili che potrebbero essere lanciate al paese del Sol Levante.

L’aereo da combattimento stealth americano di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II entrerà in servizio in 42 unità per sostituire la flotta F-4  ed F-2 (dopo il 2030) e come parte dell’ammodernamento ed auomento delle capacità di difesa a medio termine, sempre tenendo conto dei budget stanziati a favore della difesa.

Inoltre, dal momento che il Giappone è geograficamente un arcipelago ed al fine di gestire adeguatamente un’invasione sulle sue isole, il nuovo velivolo da trasporto Kawasaki C-2 sostituirà gli aerei C-1,  gli  elicotteri SAR ed i velivoli da trasporto americani C-130H saranno dotati di sonde per il rifornimento in volo in modalità ricevente ma anche per trasferire carburante avio ad altri aeromobili.

L’acquisizione dei tankers B767J indicano la chiara volontà del paese di voler “moltiplicare” le forze attraverso una maggiore permanenza in aria e più lontano dalla base, altrimenti impossibile.

Il Giappone ha in passato lavorato molto a livello diplomatico per convincere l’amministrazione americana a vendere l’Air Dominance Fighter Lockheed Martin/Boeing F-22A Raptor ma a causa della segregazione di questo progetto imposta dalla Commissione Forze Armate del Senato ha sempre avuto una risposta negativa da parte americana: No F-22, Si F-35, anche per l’alleato più fidato, ovvero Israele.

I rischi nel Pacifico e l’aumentata tensione con l’aggressivo espansionismo cinese e minacce sempre temute in arrivo dalla penisola coreana, potenziali fonti di preoccupazione ed instabilità in Estremo Oriente, sono presi seriamente in considerazione dal governo giapponese e la soluzione provvisoria potrebbe essere quella di acquistare più jet stealth F-35, anche se non sono nati per la difesa aerea in senso stretto,  e nel contempo tentare di sviluppare un velivolo di quinta generazione indigeno.

Il dimostratore SHINSHIN indica tale volontà, ma è recente la notizia di Lockheed di offrire una sorta di ibrido tra F-22 ed F-35 (in pratica l’elettronica e la fisolofia networkcentrica e sensor-fusion del Lightning II all’interno della struttura di un Raptor).

Vedremo se tale progetto, interessante pure per l’USAF che sta ampiamente rimpiangendo la decisione dell’amministrazione Obama di interrompere a 187 esemplari la produzione dell’F-22, vedrà luce verde e come, e se l’Air Force vorrà entrare in gioco in attesa di passare “tout-court” ad un aereo di 6° generazione di cui per ora esisterebbero solamente disegni e idee di massima.

Tornando allo sviluppo di un caccia indigeno, i costi per sviluppare un nuovo motore e la tecnologia di un nuovo caccia stealth sono davvero alti e ci sono forti dubbi sul fatto che che il Giappone alla fine intraprenderà questa strada; la cooperazione è sempre possibile, ma si deve trovare un partner, definire i requisiti, mettere risorse sul tavolo e sviluppare tecnologie in tempi ragionevoli.

Staremo a vedere!

F-4 Phantom

Di F-35 si è parlato e si parla sempre tanto, ma vale la pena invece soffermarsi sull’aereo che per decenni ha rappresentato il nerbo della prima difesa aerea giapponese ed in parte lo è tutt’ora: nel 1968, la Japan Air Self-Defense Force acquisì il McDonnell-Douglas F-4E Phantom II, designato F4-J.

La designazione J non indica solamente che si tratta di un aereo in servizio con le Forze di Difesa giapponesi, ma vuole evidenziare che gli F-4 del Sol Levante incorporavano delle differenze rispetto agli aerei americani: i velivoli giapponesi erano inizialmente destinati alla sola difesa aerea similmente a quanto avvenne con la fornitura all’allora Germania Ovest a seguito del trattato di Pace che sancì la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Mitsubishi Heavy Industries produsse su licenza 138 dei 140 Phantom II ordinati mentre ulteriori 14 in versione recce (RF-4) vennero acquisiti direttamente negli USA negli anni successivi. I caccia-bombardieri americani furono acquisiti per operare a fianco dei Lockheed F-104 Starfighter (e poi sostituirli), caccia principale in servizio con la JASF negli anni ‘60 e ’70.; il Phantom consentì di incrementare il raggio d’azione nelle missioni di pattugliamento sul mare e soprattutto, grazie all’avionica ognitempo, alla possibilità di targeting dei bersagli con missili a guida radar ed alla formula bimotore, la sicurezza nel volo lontano dalla costa aumentò sensibilmente e le prestazioni rispetto al “104” ebbero un sensibile salto qualitativo.

Gli squadroni (Hikotai in lingua locale) dotati di F-4 Phantom II sono stati sette.

Il primo reparto a montare il  Phantom fu il 301 Hikotai basato a Hyakuri che ricevette i primi due esemplari il 1 agosto 1972 ed ulteriori nove agli inizi del 1973. 2 macchine furono quasi subito trasferite al locale reparto sperimentale, il Koku Kaihatsu Jikken Shudan  (Air Development and Test Command). Il 301 Hikotai iniziò l’addestramento il 2 ottobre 1973 e due settimane dopo fu dichiarato operativo con sei F-4EJ e due addestratori Lockheed T-33 (destinati essenzialmente a compiti di collegamento e di bersaglio per i piloti che dovevano familiarizzare le procedure di intercettazione e lock-on dei missili a guida radar. Altri due aerei furono assegnati quasi in permanenza all’ADTC per le valutazioni connesse all’impiego dei missili aria-aria AIM-4 Falcon (che non godeva di grande credito) ed AIM-7 Sparrow III.  Dal  1974 al 1976 più di 30 macchine passarono per il 301 Hikotai in attesa della distribuzione alle altre unità.

Il 30 ottobre 1978 segnò un’altra pietra miliare nella storia del 301 Hikotai iniziando ad effettuare il servizio di allarme H 24 per la difesa dello spazio aereo nazionale. La prima missione reale in modalità  QRA (Quick Reaction Alert)  ebbe luogo il 21 febbraio 1979  con l’intercettazione di un bombardiere strategico sovietico Tupolev Tu-95 Bear.

Ricordiamo un’altra data storica per il “301”, il 16 ottobre 1973, decimo anniversario della sua costituzione, quando uscì il 500 pilota formato presso di esso.

Nel 1984 lo squadrone  venne trasferito  da Hyakuri a Nyutabaru, lasciando la base ad un altro caccia di fabbricazione americana, anch’esso uscito da McDonnell-Douglas (ora Boeing): l’F-15 Eagle. Con l’arrivo del caccia pesante, anch’esso prodotto su licenza da Mitsubishi,  la JASF compì un ulteriore salto di qualità.

Il 302 Hikotai si costituì il 18 luglio 1974 ricevendo sei F-4EJ e due Lockheed T-33 Shooting Star da addestramento. Assegnato al 2nd Wing, raggiunse l’operatività il 1 ottobre 1975. Il 302 Hikotai è stato il secondo Squadron della JASDF dedicato all’intercettazione e quello più settentrionale essendo basato a Chitose. A fine Ottobre 1975 il reparto entrò a pieno titolo nelle missioni QRA, ruolo delicatissimo vista la posizione strategica proprio di fronte alle coste della Siberia orientale.

Nel 1979 gli F-4 del 302 Hikotai ricevettero un diverso schema mimetico assai diverso dal precedente per meglio adattarsi alle condizioni climatiche ed ambientali, dovendo volare così a settentrione dell’arcipelago.; tra i diversi schemi proposti, venne alla fine adottato quello a due tonalità di azzurro.

Da segnalare che tutt’oggi il reparto partecipa assieme ai caccia USAF basati alle Hawaii, su basi americane in territorio giapponese e saltuariamente annovera la presenza di caccia pesanti a bassa osservabilità Lockheed Martin/Boeing F-22A Raptor, il grande sogno della JASDF al quale è stato negato più volte.

Nell’ottobre 1984 il 302 Hikotai  festeggiò il proprio decimo anniversario e solo un anno dopo  si  trasferì da Chitose a Naha (sull’isola di Okinawa) nell’arcipelago delle Ryukyu, passando da uno scenario nordico ad uno completamente diverso; La nuova base si trova a poco più di 1000 km. dalle coste del nuovo grande attore del Pacifico, la Cina.

I primi due Phantom furono consegnati  nell’agosto 1976 e già nell’ottobre dello stesso anno lo squadrone fu dichiarato operativo con 16 macchine in inventario ed assegnato al 6th Wing;  la cellula in QRA fu operativa dal 17 giugno 1977 e durante una di queste missioni di intercettazione, un bireattore sovietico Tupolev Tu-16 Bdger si schiantò il 27 giugno 1980 nei pressi di Komatsu, ufficialmente senza che gli aerei giapponesi avessero intrapreso azioni ostili.

L’ultimo F-4 consegnato alla JASDF entrò in servizio nel 303 Hikotai il 21 maggio 1981 e dopo poco più di 10 anni iniziò il passaggio macchina sull’F-15 Eagle.

Il 1 agosto 1977 fu la volta del 304 Hikotai, dichiarato operativo con 18 macchine e parte del 8th Wing presso la base di Tsuiki sull’isola di Kyushu (la più meridionale tra quelle maggiori).

L’estensione delle capacità

Nei primi anni Ottanta l’Air Self- Defense Agency (ora Ministry of Defense) richiese capacità operative più ampie per gli F-4EJ e ordinò un esteso programma di aggiornamento per portare le macchine originali al nuovo standard F-4EJ-Kai (modificato).

Il programma di ammodernamento e riqualificazione iniziò nel luglio 1984 con l’obiettivo di mantenere la validità operativa degli aeromobili fino ai primi anni Duemila.

Furono sottoposti al programma di modernizzazione 96 F-4EJ che ricevettero il radar Doppler a impulsi Westinghouse AN/APG-66J, molto più piccolo e leggero rispetto all’originale APQ-120 (anch’esso prodotto da  Westinghouse) ma con capacità operative più estese. Esternamente, l’installazione del nuovo radar di derivazione F-16, si può distinguere per un nuovo radome con nervature di rinforzo.

Lo stesso programma di upgrade venne applicato alle macchine tedesche. Come già detto, tanto il Giappone quanto la Germania avevano subito pesanti limitazioni nelle proprie capacità militari con la fine della Seconda Guerra Mondiale e per un certo periodo non poterono mettere in linea aerei da combattimento, salvo essere poi autorizzati ad operare solo macchine con capacità difensive.

Inutile sottolineare che l’ampio background tecnologico di cui l’industria tedesca e giapponese erano dotate, se ne andò praticamente perduto.

Solo negli ultimi decenni sono cadute tutte le limitazioni operative ed i Phantom della Luftwaffe e della JASDF sono stati sfruttati nel pieno delle possibilità che questo caccia pesante poteva offrire.

L’F-4EJ-Kai ha anche ricevuto un nuovo computer centrale, un HUD (Head-Up Display) Kaiser, un IFF Hazeltine AN/APZ-79 ed un sistema di navigazione inerziale Litton LN-39.

Inoltre, un nuovo sistemadi allarme radar (RWR=Radar Warning Receiver)  J/APR-6 è stato montato sulla sommità della deriva  con antenne per il settore anteriore dislocate alle estremità alari. Sono state anche migliorate le capacità di comunicazione mediante due antenne UHF più performanti, una dorsale e una ventrale. Gli aerei così modificati sono stati resi compatibili con il serbatoio ausiliario ventrale da 2.309 litri dell’F-15, in grado di consentire un più elevato fattore di carico e naturalmente favorire la standardizzazione degli apparati.

Un’altra caratteristica Kai è la possibilità di impiegare il contenitore esterno di contromisure elettroniche Westinghouse AN/ALQ-131; questo pod dispone di un software riprogrammabile che lo rende capace di adeguarsi rapidamente alla comparsa di nuove minacce. Mentre per rispondere alle nuove missioni di attacco anti-nave, è stato introdotto in servizio il missile aria-superficie Mitsubishi ASM-1.

Un’altra particolarità poco nota:  era stata considerata l’integrazione delle cosiddette “slatted wings” (semi-ali dotate di alule di manovra), ma è stata accantonata per contenerne i costi. Inevitabilmente, anche la versione da ricognizione RF-4EJ è stata sottoposta ad un programma di ammodernamento, e per questo ridesignata RF-4EJ-Kai.

L’intervento è stato compiuto sulla falsariga di quello della versione base, anche se la diversa tipologia  di missioni inevitabilmente richieste agli RF-4EJ Kai il radar APQ-99 è stato sostituito con l’APQ-172. L’F-4EJ-Kai iniziò i collaudi il 17 luglio 1984 e il primo esemplare definitivo è stato consegnato al 306 Hikotai il 24 novembre 1989.

17 F-4EJ dei restanti 29 aerei in organico sono stati trasformati in ricognitori RF-4EJ Kai andando a rimpolpare ed i restanti 12 più vecchi radiati. I 17 ricognitori citati andavano oltre il numero delle macchine disponibili e per questo motivo la Mitsubishi aveva avuto un contratto per la trasformazione di altrettanti F-4EJ in RF-4E-Kai (con una sottile differenza di denominazione: gli aerei ricostruiti non avevano la J nella sigla). Queste nuove macchine mantenevano integrali capacità di combattimento e avevano avionica digitale con il già citato radar Texas Instruments APQ-172, HUD, e diversi tipi di pod da ricognizione elettronica e contromisure. Tutti gli aeromobili convertiti sono in forza al al 501 Hikotai.

La situazione odierna

Alla fine degli anni novanta tre squadroni della JASDF erano ancora equipaggiati con l’F-4EJ-Kai: il 301 Hikotai a Nyutabaru (Kyushu), il 302 Hikotai a Naha (Okinawa) ed il 306 Hikotai a Komatsu (Honshu) mentre  il 306 Hikotai  iniziò nell’estate del 1996  la sostituzione dei suoi vecchi Phantom con i McDonnell-Douglas (Mitsubishi)  F-15 Eagle completando la conversione sulla nuova macchina il 17 marzo 1997.

All’inizio degli anni 2000 la JSDF schierava due squadroni operativi di F-4EJ ed uno di RF-4EJ: Il 302 Hikotai e 501 Hikotai entrambi basati a Hyakuri, non lontano da Tokyo, mentre il reparto sperimentale, il 301 Hikotai, rimaneva a Nyutabaru.

Nel 2007 la JASDF manteneva ancora 90 F-4 operativi e nel 2016 il 301 Hikotai è stato trasferito da Nyutabaru a Hyakuri, base sulla quale oggi sono riuniti tutti gli aerei di questo tipo.

Con l’acquisizione tramite procedure FMS (Foreign Military Sales) di 42 caccia di 5a generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II per la JASDF, la futura sostituzione dei Phantom giapponesi si avvicina, sono passati 50 anni da quando il fortunato caccia di McDonnell-Douglas arrivò per la prima volta sul suolo giapponese.

Il primo jet stealth della JASDF, marcato 69-8701, è stato presentato nel corso di una cerimonia ufficiale lo scorso 23 settembre 2016 ed i primi 10 caccia F-35 sono arrivi negli Stati Uniti e sul suolo continentale, di cui 5 a disposizione dei piloti e personale di terra  JASDF presso il centro mondiale di addestramento F-35 sulla Luke Air Force Base a Phoenix, in Arizona.

Dalla seconda F.A.C.O. (Final Assemby & Check-Out) del programma Joint Strike Fighter situata a Nagoya e co-gestita da Lockheed Martin e MHI (Mitsubishi Heavy Industries) sono iniziate le consegne dei 38  velivoli giapponesi assemblati in loco e che prenderanno inizialmente servizio presso la base aerea di Misawa nella prefettura di Aomori, nel nord est del paese.

Primo F-35A giapponese

Copyright @ JASDF

Si parla di un ulteriore ordine di 20 macchine mentre pare è sempre più vicina la conversione dei due “cacciatorpediniere” tutto-ponte classe Izumo (DDH-183 Izumo e DDH-184 Kaga)  in vettori per F-35B, la versione a decollo corto ed atterraggio convenzionale (STOVL) del Joint Strike Fighter.

A causa delle limitazioni imposte dalla Costituzione post-bellica ma anche dalle crescenti preoccupazioni del ruolo della Cina come player globale la cui politica espansionistica si fa sempre più evidente ed anche aggressiva nelle ristrette acque del Mar Cinese e Mar del Giappone, i giapponesi dibattono sempre più apertamente sulla necessità per il paese di avere o meno una portaerei, trasformando le portaelicotteri classe  Izumo (di questo si trattano)  per renderle in grado di operare i velivoli F-35B STOVL.

Anche il ministro della Difesa nipponico Itsunori Onodera durante le audizioni della commissione di bilancio della Camera ha annunciato senza mezzi termini tale intenzione: «Il ministero sta studiando se i caccia F-35B possano utilizzare il ponte della JS Izumo», ha detto Onodera, aggiungendo che non è ancora stata presa alcuna decisione in merito. Tokyo, inoltre, sta considerando la creazione delle prime portaerei paertendo dal progetto Izumo. Le spese per il progetto dovrebbero essere incluse nel bilancio della difesa 2019.

Ad oggi la JS Izumo, così come l’altra portaelicotteri, la JS Kaga, sarebbero già pronte per le operazioni degli F-35B, anche se Tokyo non ha ancora deciso l’acquisto dei jet da imbarcare. Secondo notizie comparse su media specializzati in lingua in inglese, sarebbe confermato l’acquisto di una ventina di ulteriori F-35° (forse 25), ma non è ancora stata presa una decisione sugli F-35B, i velivoli imbarcati.

A fine febbraio, fonti della Marina nipponica hanno riferito (o meglio.. rivelato) che le Izumo sono state progettate per essere  portaerei leggere. Secondo il quotidiano Asahi Shinburn, i progetti originali della nave da guerra prevedevano la predisposizione per essere velocemente trasformate in portaerei.

Non è dato sapere se monterebbero lo sky-jump o se le modalità di decollo previste per la versione imbarcata del Joint Strike Fighter sono quelle tipiche dei Marines che operano i decolli senza l’ausilio della rampa inclinata. La JS Izumo è tecnicamente un “caccia-torpediniere” per aggirare i vincoli costituzionali contro la costruzione di armi militari offensive, vietati dall’articolo 9 della Costituzione.

Con l’entrata in linea del successore degli F-4 e che dopo il 2030 sostituirà anche il caccia indigeno Mitsubishi F-2,  si sta avvicinando rapidamente la radiazione dell’immortale Phantom, anche se non è stata ancora resa nota una data specifica.

I principali mezzi impiegati dalla JASF

Aerei da combattimento: F-2, F-35A, F-4EJ, F-15J
Guerra Elettronica: E-767, EC-1, E-2C, EC-2
Elicotteri: UH-60J, CH-47J
Addestramento: F-15DJ, T-7, T-400, T-4
Trasporti e Tanker: C-1, C-2, KC-767J, C-130H, Boeing 747-400

Testo: Gianluca Conversi
Immagini: Oscar Bernardi via Raffaele Fusilli

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