Si è conclusa ufficialmente la missione NATO di Air Policing “Northern Lightning II” con una solenne cerimonia di ammaina bandiera, svolta nell’aeroporto di Keflavik (Islanda). Circa 130 uomini e donne della Task Force Air 32° Wing dell’Aeronautica Militare hanno operato senza soluzione di continuità per garantire la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo islandese e quindi dell’Alleanza Atlantica.

Il rischieramento della missione iniziato il 24 maggio, ha conseguito nel 18 giugno la completa capacità operativa (Full Operational Capability – FOC) assicurando per oltre sei settimane l’integrità dello spazio aereo della NATO con l’impiego di sei velivoli caccia F-35A, rafforzando la sorveglianza dei cieli dell’Islanda, che non possiede una difesa aerea autonoma.

L’attività operativa sviluppata dalla Task Force ha visto impegnati i velivoli per oltre 380 ore di volo, con più di 20 Tango Scramble (decolli rapidi addestrativi) mantenendo un grado di efficienza prossimo al 100%. A conferma della grande affidabilità dell’F-35, del livello di professionalità raggiunto da tutto il team manutentivo e dall’efficacia della componente logistica, durante la missione gli F-35 italiani sono stati impiegati, per la prima volta in un duplice Alpha Scramble a difesa dei cieli della NATO. Prima come Quick Reaction Alert (QRA) per intercettare velivoli non identificati, per poi proseguire con l’attività di pattugliamento in una cosiddetta Combat Air Patrol (CAP).

Indispensabile il contributo fornito anche da altri Reparti dell’Aeronautica Militare che hanno garantito il rischieramento del personale e degli assetti della TFA in maniera rapida ed efficace. I velivoli C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa e KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare hanno effettuato il trasporto di personale e materiale, mentre il personale dei reparti dipendenti dalla 3ª Divisione del Comando Logistico ha assicurato i sistemi necessari al settore delle telecomunicazioni e dell’assistenza al volo.

Numerose sono state, inoltre, le attività addestrative – scramble e “slow mover interception” – svolte a fianco di componenti di altre nazioni: la Royal Danish Air Force, la Marina Danese e assetti aerei della Navy Francese e degli Stati Uniti d’America. Inoltre, gli F-35A, unitamente ad una componente del personale, si sono direttamente rischierati presso la base aerea di Marham, in Inghilterra, per un addestramento finalizzato all’integrazione e all’interoperabilità con i velivoli F-35B della Royal Air Force.

Gli F-35A del 32° Stormo sono stati impiegati per la prima volta in Islanda nell’operazione Northern Lightning I nel 2019. Inoltre l’Aeronautica Militare partecipa con continuità all’Interim Air Policing della Slovenia, dal 2004, dell’Albania, a partire dal 2009, del Montenegro dal 2018, ed è già stata impegnata in Islanda per cinque volte a partire dal 2013, oltre ad aver operato in missioni di Enhanced Air Policing a favore dei Paesi membri del fianco orientale quali Bulgaria, Romania ed Estonia. In questo ultimo caso si è trattato di un potenziamento dell’attività di sorveglianza dello spazio aereo, riducendo così i costi e massimizzando l’efficienza, prevalentemente con l’impiego dei velivoli F-2000 Eurofighter.

Addestramento congiunto tra gli F-35A italiani e gli F-35B inglesi

Al rientro dalla missione NATO di Air Policing in Islanda, che ha visto operare la Task Force Air 32nd Wing per circa due mesi con sei velivoli F-35A, lo scorso 22 luglio tre degli assetti italiani si sono rischierati presso la base aerea di Marham (UK) per una attività addestrativa congiunta con la Royal Air Force.

Una componente di piloti e tecnici italiani è stata infatti impiegata in un’attività di cooperazione internazionale volta allo scambio di informazioni e training sull’assetto a decollo breve F-35B (STOVL – Short Takeoff/Vertical Landing) finalizzata all’ottimizzazione dell’interoperabilità tra i velivoli di 4^ e 5^ generazione.

Addestramento congiunto F35 italiani e inglesi

Decollati da Marham, gli F-35A del 32° Stormo hanno svolto una missione di Offensive Counter Air (OCA) unitamente agli F-35B della RAF, gli F-15C e F-15E della United States Air Force (USAF) in uno scenario aereo moderno e complesso. Diversi infatti sia i sistemi Surface to Air Missiles (SAM), simulati a protezione del Target, che i velivoli con il ruolo di Red Air (oppositore). L’utilizzo dei sistemi data link del velivolo F-35 e le tattiche comuni e condivise, hanno permesso di sfruttare al massimo la 5th Generation interoperability e la 4th e 5th Generation Integration con gli assetti USAF.

Nonostante il breve periodo di permanenza, l’occasione ha permesso ai piloti e ai manutentori di sviluppare il know-how e confrontarsi sull’addestramento e le attività svolte. In particolare i Comandanti dei due gruppi interessati, il XIII Gruppo del 32° Stormo di Amendola e il 617 Sqn (gruppo operativo che affianca il 207 Sqn Operational Conversion Unit (OCU), deputato alla conversione dei piloti UK destinati alla linea F-35 STOVL), hanno condiviso l’importanza ed il valore aggiunto che tali incontri apportano per la crescita operativa e logistica del loro personale.

Già in passato un’attività analoga era stata svolta presso il 32° Stormo di Amendola in occasione del rientro degli assetti UK dall’operazione Lightning Dawn. Tali attività sono il risultato operativo di una serie azioni di cooperazione concordate tra gli Stati Maggiori della Royal Air Force e dell’Aeronautica Militare in occasione dei recenti colloqui a livello di Staff, focalizzati sul consolidamento del partenariato operativo e strategico, nonché capacitivo delle due forze aeree europee. La comunanza di Combat Air Capabilities e il deciso impegno nello sviluppo congiunto del velivolo di 6^ generazione Tempest, valorizza ogni occasione di interscambio tra le unità operative dei due Paesi.

Immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare, Ministero della Difesa

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