giada campagnaro
@ Giada Campagnaro

Intervista a Giada Campagnaro: con il brevetto di volo per ultraleggero conseguito a soli 16 anni è stata il pilota più giovane d’Italia

Per la rubrica “Donne e volo” abbiamo con noi la bravissima Giada Campagnaro. Giada ha conseguito il brevetto di volo per ultraleggero a soli 16 anni diventando il pilota più giovane d’Italia e ha molti progetti nel suo futuro. Andiamo a conoscerla meglio!

Aviation Report: Innanzi tutto, qual è stata la molla che ti ha fatto decidere di spiccare il volo?

Giada Campagnaro: La vera molla che mi ha fatto scattare è stato il profondo amore per il volo, il senso di libertà che si prova nel momento in cui ci si libra in cielo e poi quel rapporto profondo che si crea tra te e il tuo aeroplano, riesci a sentire la sua anima e la sua più pura essenza. Poi naturalmente la mia passione arriva fin da bambina, da sempre sono cresciuta in questo ambiente grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre portato ai campi volo e alle varie manifestazioni e assecondando i miei desideri.

Aviation Report: Hai iniziato a volare prima ancora di guidare la macchina: cosa ti dicevano i tuoi coetanei e cosa hai provato in quel momento?

Giada Campagnaro: Beh all’inizio è una cosa davvero particolare, è una sensazione bellissima, raggiungi una prima parte del tuo sogno. I miei coetanei erano affascinati ed attratti da questo, anche perché frequentando l’istituto aeronautico, tutti abbiamo avuto famigliarità con questo ambiente, anche se devo dire che in certe occasioni non è stato semplicemente, specialmente per le rivalità che si possono creare nel mondo maschile nei confronti di una donna.

Aviation Report: Giada la tua famiglia ti ha sostenuto nelle tue scelte?

Giada Campagnaro: Certamente la mia famiglia mi ha sempre sostenuto e spronato in questo mio sogno, dandomi tutte le opportunità possibili. Dicendomi che tutto quello che avrei desiderato di fare mi sarebbe stato possibile perché non avevo limiti, a patto che non mi fossi mai arresa davanti al mio sogno e promettendo di mettere il massimo impegno per poterlo realizzare, perché avrei avuto tutti gli strumenti per poterlo fare.

Aviation Report: Con quale aereo hai iniziato a volare e con quale voli attualmente?

Giada Campagnaro: All’età di 16 anni volavo con Tecnam p92, poi ho sempre volato con il mio Sierra p2002, ma anche con altri velivoli come Pioner e Texan, che tuttora continuo ad esercitarmi su quest’ultimo.

Aviation Report: Quali emozioni si provano a volare con questo mezzo?

Giada Campagnaro: Io e il mio aeroplano siamo una cosa unica, io lo sento mio, sento la sua anima, sento che esiste una grande sintonia tra me e lui, che ci permette di volare in perfetta armonia. Mi da una grande sensazione di pace, vedere il mondo e la natura con una prospettiva così privilegiata, ogni luogo sembra sempre più vicino.

Aviation Report: Qual è la cosa più curiosa che ti è successa per aria?

Giada Campagnaro: Cose strane o pericolose fortunatamente mai. Forse un episodio durante i miei primi voli scuola, ancora quando volavo con il P92 da Asiago, un aeroporto in quota, alcuni parametri del motore non rientravano più nei limiti di sicurezza e questo ha creato difficoltà nel dover far quota per sorvolare le montagne per ritornare in pianura. È stato un volo molto impegnativo e difficoltoso, sempre con il pensiero che le condizioni del motore potessero peggiorare, facendomi pensare in continuazione ad un possibile atterraggio d’emergenza, fortunatamente sono riuscita ad atterrare tempestivamente al mio campo volo.

Aviation Report: Non hai mai paura quando voli?

Giada Campagnaro: No non ho paura, perché lì è il mio ambiente, mi sento a mio agio e sono felice e sicura. È il momento in cui posso esprimermi il meglio di me stessa. Naturalmente come in tutte le cose, specialmente nel volo, non bisogna mai avere troppa sicurezza, ma seguire alla lettera ogni procedura e calcolare il rischio in ogni momento, perché è proprio quando si è troppo sicuri di sé stessi ci si può imbattere l’errore umano.

Aviation Report: Giada, secondo te il volo è un ambiente ancora troppo maschile come dicono in molti?

Giada Campagnaro: Allora è un ambiente molto particolare, dove il mondo maschile ne è la maggioranza. Con gli anni la situazione è un po’ cambiata, perché molte altre donne si sono avvicinate a questo sport, anche se in certi casi è ancora difficile, come possono confermare anche altre donne, avere la possibilità di fare le stesse cose di un uomo, crea in loro una certa competizione. Tuttavia, le donne stanno avendo sempre più spazio nel mondo dell’aviazione, anche perché noi donne abbiamo le stesse capacità e non c’è scritto da nessuna parte che non siamo in grado di fare quello che può fare un uomo se non anche meglio.

Aviation Report: Da donna, quali sono le difficoltà che ha dovuto affrontare per avvicinarsi a questo sport?

Giada Campagnaro: Di per se non ho avuto nessuna difficoltà ad avvicinarmi a questo mondo, in quanto tutti ne hanno libero accesso. Forse nella fase iniziale, uomini anche più adulti ma soprattutto coetanei dicevano “ah una donna, che ne sa di aerei e di motori” ma anche nel mondo dei professionisti si sente ancora nei voli di linea quando una donna è comandante o primo ufficiale :” chissà se è in grado di volare, speriamo vada tutto bene”; c’è ancora diffidenza e mancanza di fiducia, quando la storia invece ha dimostrato che ci sono donne che hanno fatto grandi cose sia nelle compagnie aeree sia nell’industria aerospaziale, senza invidiare nulla ai colleghi maschi e sono state indispensabile per la riuscita di grandi progetti e record.

Aviation Report: Cosa ti senti di dire ad una ragazza o ad una donna, che vuole avvicinarsi al volo ed ha paura? Quali consigli ti senti di dare?

Giada Campagnaro: Io le consiglierei di provare, di vincere questa prima paura iniziale, pur sapendo che ci sono dei sacrifici da affrontare, come in qualsiasi sogno o passione, bisogna lavorare duro. Questa paura non deve essere un limite ma una sorta di trampolino di lancio, per uscire dalla propria comfort zone e lanciarsi verso ciò che si vuole fare veramente, senza timore del giudizio altrui e credendo nelle proprie capacità. Dopo aver affrontato questa paura può magari capire che quello è davvero il suo sogno, ciò che realmente vuole fare nella vita, magari può diventare la sua più grande passione senza saperlo. Magari quel luogo che prima le faceva paura può diventare il luogo dove in assoluto si sente più a suo agio per esprimere al meglio sé stessa. Vale la pena provare come dice una famosa frase:” Cinque minuti a toccare il cielo valgono di più di una vita passata a guardarlo”.

Aviation Report: Tempo fa durante un’intervista hai dichiarato: “Il mondo del volo è poco conosciuto, specialmente tra i giovani, ed è un peccato perché è davvero un mondo bellissimo, fatto di amicizie, condivisione, rispetto e valori”: cosa ti senti dire ai giovani?

Giada Campagnaro: Purtroppo è ancora un mondo poco conosciuto, pochi ragazzi scelgono ancora la formazione da pilota professionista. Inizialmente c’è un grande investimento sia economico che su se stessi, ma poi tutti i sacrifici vengono ripagati, in quanto il volo ti restituisce tutto, si possono ottenere delle soddisfazioni enormi. Se posso dare un consiglio ai giovani è proprio questo: non abbiate paura, credete nei vostri sogni e anche se è una cosa poco diffusa non significa non sia meravigliosa. Avvicinatevi ai campi volo, sperimentate nuove emozioni, provate la libertà del volo, ciò non significa rinunciare ai vostri amici. Anzi può essere un’occasione per avvicinarli a questo sport, volando insieme, condividendo con loro le vostre emozioni. Avrete anche la possibilità di interagire con altri e creare nuove relazioni sociali.

Aviation Report: Giada parliamo di un argomento a me tanto caro: le sfide. Quali sono le tue sfide future? Cos’è la Reno air race?

Giada Campagnaro: Le mie sfide future sono quelle di completare il mio percorso di studio per diventare pilota professionista, di apprendere cose nuove, avere un background sempre più completo, volare nuovi aeroplani, avere una conoscenza a 360’ di questo meraviglioso ambiente … insomma non smettere mai di apprendere e di migliorare, perché in questo mondo la crescita è sempre costante, anche il pilota più esperto può sempre imparare qualcosa di nuovo, è un ambiente in continuo divenire. 
Poi c’è lei: la Reno Air Race, la gara più importante degli USA, magari presto potervi partecipare come la più giovane e la sola pilota italiana. Si tratta di una gara di velocità che si svolge nel deserto del Nevada, da più di 50 anni da quel giorno ad oggi si è creato un patrimonio di storia e tradizione ma anche di audacia e meraviglia che l’ha portata ad essere la competizione più veloce al mondo. Può essere considerato l’Indianapolis dei cieli.
La passione e l’innovazione sono i segreti di chi vive a 500 miglia all’ora. La gara si svolge nel deserto, attorno ad un percorso ovale della lunghezza di 3,5 miglia (circa 6,3 chilometri) delimitato da 6 piloni. Come per le gare automobilistiche ci sono diverse categorie, nel nostro caso sono 6. Noi partecipiamo alla Formula 1.
La gara ci vedrà sfidare altri 8 aeroplani della stessa categoria, in un volo in formazione non controllata attorno ai 6 piloni. Il vincitore sarà quello che arriverà per primo al traguardo. Al momento faccio parte del primo team italiano come Flight crew pilot e media manager.

Giada è stato un piacere parlare con te, a nome della redazione di Aviation Report grazie per il tempo che ci ha dedicato.

Intervista a cura di: Emanuele Ferretti
Immagini: Giada Campagnaro