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Elisoccorso

Intervista ad Adam Holzknecht il presidente di Aiut Alpin Dolomites, l’elisoccorso dell’Alto Adige

La regione Alto Adige è famosa in Italia, come in tutta Europa, per il suo patrimonio naturale montuoso delle Dolomiti, un ambiente che in tutte le stagioni viene utilizzato dall’uomo per vivere e lavorare e per fare sport. A supporto di tutte queste attività e della comunità la Provincia Autonoma di Bolzano ha messo in campo un dispositivo di elisoccorso molto efficiente che fa capo al 118 con i suoi 3 elicotteri, ai quali si affianca una realtà molto dinamica chiamata Aiut Alpine Dolomites.

La Aiut Alpine Dolomites è una ONLUS che ha come compito istituzionale il soccorso in elicottero, e i cui soci sono i 17 centri del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) basati nelle tre provincie di Bolzano, Trento e Belluno. La dotazione di volo è fatta di un elicottero Airbus Helicopters EC-135T3.

L’elicottero molto performante consente di operare con molta sicurezza anche in condizioni estreme grazie alle capacità di riserva significative per margini di sicurezza incrementati durante il volo e in manovra, ad un inviluppo di volo potenziato specialmente in ambienti hot-and-high e ad un peso massimo al decollo di 2.980 kg.

L’elicottero dispone di un verricello con cavo d’acciaio di 90m con un peso massimo di 230kg, il rotore di coda intubato, molto importante per la sicurezza durante le operazioni a terra, e costi di operatività sostenibili. L’Aiut Alpine Dolomites normalmente opera durante 2 stagioni ben precise, da Giugno a Ottobre e da Sant’Ambrogio a Pasqua, e tramite una convenzione con la Provincia di Bolzano è alle dipendenze della sua competente USL per dare pieno supporto al 118 principalmente in tre zone d’intervento sul territorio alto atesino. In caso di necessità queste zone possono estendersi anche alla provincia di Trento e di Belluno.

Gli interventi riguardano principalmente i soccorsi in montagna e sulle piste da sci, per le valanghe, per incidenti stradali e per soccorsi sanitari più generici. Inoltre l’elicottero da soccorso deve presenziare i vari eventi sportivi sugli sci come le gare di coppa del mondo della FIS.

Abbiamo parlato di tutto questo con il suo Presidente, il Sig. Adam Holzknecht che ci ha concesso questa intervista.

Aviation Report: Aiut Alpin Dolomites, il vostro elicottero rosso è ormai un’icona delle Dolomiti ma le chiedo: cosa c’è dietro? Quanto lavoro occorre per raggiungere simili livelli di professionalità?

Adam Holzknecht: Aiut Alpin Dolomites è un’associazione senza scopo di lucro formata da 17 squadre di soccorso alpino, tutte nella zona delle Dolomiti. Nel consiglio direttivo ci vogliono delle persone con esperienza alpinistica e di soccorso alpino che hanno una gran voglia di lavorare. Alla fondazione dell’AAD facevano parte i capistazione del soccorso alpino di tre Valli Ladine, Val Badia con Willi Cosatamoling, Val di Fassa con Gino Comelli e la Val Gardena con Raffael Kostner, fu proprio quest’ultimo ad avere l’idea, venuta dalle esigenze nel recupero di alpinisti e scalatori dalle pareti Dolomitiche che sono come sappiamo spesso molto ripide e difficili da raggiungere via terra. Per aver raggiunto questo livello bisogna ringraziare soprattutto Raffael Kostner e tutti i membri delle stazioni di soccorso, che in questi trent’anni hanno sempre lavorato a livello di volontariato garantendo il meglio agli infortunati e incrodati.

Aviation-Report: Quanto è importante la coordinazione tra piloti, elisoccorritori, personale sanitario e non ultimo l’elicottero?

Adam Holzknecht: La coordinazione e quindi l’esercitazione tra i membri d’equipaggio è fondamentale per garantire una buona riuscita di un qualsiasi intervento, sia difficile tecnicamente che sanitario. Non si potranno mai scambiare l’esperienza fatta in realtà con quella virtuale, che in questo periodo sembra diventare sempre più importante.

Aviation-Report: Molti, io per primo, invidio il vostro ufficio volante (l’H135 e le Dolomiti ndr) ma poi mi domando: quanto è difficile fare elisoccorso in un luogo tanto bello si ma molto difficile da un punto di vista orografico?

Adam Holzknecht: Purtroppo anche noi non ci risparmiamo il lavoro d’ufficio. Nell’aviazione la burocrazia fa una gran parte del lavoro, una volta seduti in elicottero, un intervento viene fatto con la media di 34 minuti di volo. Con questo non voglio dire che fare l’elisoccorso non sia difficile, ogni intervento è diverso e porta i suoi problemi, le difficoltà cambiano con le condiziona atmosferiche, morfologiche e, non per ultimo, dalle condizioni del paziente.

Aviation-Report: C’è un momento della vita di ogni soccorritore, il momento cui si sente quel “bip bip” del telefono, si molla tutto e si parte per soccorrere qualcuno: cosa si prova in quei momenti? Vi capita mai di aver paura?

Adam Holzknecht: L’equipaggio dell’Aiut si trova sempre in standby presso la base e la mattina prima dell’inizio servizio si fa un breefing completo, proprio per essere meglio preparati alle diverse situazioni. Eppure senti la tensione, quando suona il cicalino, non sai mai dove ti troverai nei prossimi minuti. A volte la paura c’è, ma con la concentrazione sul lavoro quando hai altro da pensare passa in secondo piano. Importante è potersi fidare dei colleghi.

Aviation-Report: Salvare vite è un mestiere difficile ma altrettanto bello: qual è l’episodio (o gli episodi) più belli che le sono capitati nella sua lunga carriera di soccorritore?

Adam Holzknecht: Un episodio che non dimenticherò mai, è quando il 5 marzo 2015, alle ore 15.15 si fermò la cabinovia del Ciampinoi a causa del vento che fece cadere un’albero sulla linea e scarrucolò la corda dalle ruote di un pilone.
Per primo fu necessario fare un sopralluogo della situazione e capire quale fosse il problema. Dalla stazione a valle il caposervizio vide un albero appoggiato su una cabina e dopo la verifica fatta dall’elicottero, si è visto che era necessaria la completa evacuazione dei 184 sciatori chiusi nelle 19 cabine a non meno di 20 metri di altezza.
Il nostro lavoro era di depositare un eli – soccorritore su ogni cabina con l’aiuto del verricello. A causa del forte vento ogni calata fu molto difficile. Dalla cabina tutti gli sciatori furono calati con la corda dai singoli soccorritori. Arrivati a terra, furono accolti e accompagnati da vigili del fuoco, maestri di sci, personale dell’impianto e tanti altri fino a valle. Da una cabina, a causa del sottostante pendio valanghivo, fu necessario evacuare 8 persone con la corda fissa al baricentrico e trasportarli fino alla base di Selva. Una signora settantenne tedesca ringraziò dicendo: “In tutta la mia esperienza aeronautica ne ho fatti di voli, ma uno così fico non l’ho mai fatto in tutta la mia vita!”. I lavori furono terminati in 2 ore e 10 minuti, nessuno s’è fatto male e nessuna lamentela, anzi, gli sciatori salvati festeggiarono l’impresa riuscita insieme alle squadre di soccorso fino a tarda notte.

Aviation-Report: Spesso si sente parlare di persone che si approcciano alla montagna senza una preparazione ed un abbigliamento adeguati, costringendo i soccorritori a mettere a repentaglio la propria vita pur di aiutarli… Che consiglio si sente di dare a chi si avvicina alla montagna?

Adam Holzknecht: L’abbigliamento non adeguato e attrezzatura mancante di solito non è il problema, bensì la poca esperienza. Oggigiorno il tempo sembra più prezioso di ogni altra cosa, partono dalla propria residenza alle tre di mattina e vanno in Dolomiti a scalare o a camminare senza acclimatamento e senza alcuna informazione delle condizioni che ci sono sulle montagne. Il mio consiglio è di appoggiarsi alle guide alpine locali, che danno dei valorosi consigli e su richiesta accompagnano gli appassionati sugli itinerari scelti individualmente per ogni singola esigenza.
… mettere a repentaglio la propria vita pur di aiutarli …, direi che non è così, ammetto però, che ogni intervento porta con se il suo rischio, ma sempre nel limite del (da noi) accettabile. Sono fiducioso che ogni nostro equipaggio si renda conto del pericolo nelle diverse situazioni, prima di rischiare si cambia strategia.

Aviation-Report: Da poco l’Aiut Alpin Dolomites ha compiuto 30 anni di elisoccorso: auguri innanzi tutto per il traguardo raggiunto. Come è cambiato l’elisoccorso in questi trenta anni?

Adam Holzknecht: Vi ringrazio degli auguri, grazie all’aiuto dei volontari di tutte le squadre e dei nostri fedeli sponsor privati questo è stato possibile. L’elisoccorso in questi trent’anni è cambiato dal giorno alla notte ☺ Siamo stati i primi in Italia a fare interventi al buio con visori notturni senza strumenti di volo, recuperando alpinisti dalle pareti Dolomitiche, anche con l’ausilio del verricello. Questo credo sia stato il passo più grande dopo la fondazione dell’Aiut Alpin Dolomites.

Aviation-Report: Ci può descrivere l’elicottero che utilizzate, le caratteristiche tecniche e la particolarità più importante che deve avere il velivolo per operare in montagna per l’elisoccorso?

Adam Holzknecht: Il modello è “H 135 T3”; marche I-AIUT, ha due turbine, ha quattro pale; il rotore di coda è tipo Fenestron, peso massimo al decollo 2.835 kg, è lungo 12,26 m (con rotore rotante). Il verricello ha un cavo da 90 metri e collaudato per persone col carico massimo di 272 kg. Il doppio gancio baricentrico è collaudato human cargo, si aggancia la corda fissa (massima lunghezza da noi usata 200m) e si possono appendere max. quattro persone.

Aviation-Report: Quali sono le differenze tra voi e l’elisoccorso del 118 dell’Alto Adige e che tipo si sinergie ci sono tra voi e loro? Lavorate anche con altri servizi di elisoccorso, tipo Esercito e Guardia di Finanza?

Adam Holzknecht: Le differenze sono che il nostro elicottero è rosso, è più piccolo, è più economico, è più leggero, ha meno potenza, fa meno vento, porta meno persone e carica un ferito in più. L’Aiut Alpin Dolomites oggigiorno è integrato nell’elisoccorso provinciale, dove ogni elicottero presta servizio nella propria zona di competenza assegnata, indipendentemente dal tipo d’intervento. La collaborazione con Guardia di Finanza e Polizia avviene soprattutto in inverno, quando prestano servizio di reperibilità presso la nostra base per gli interventi su valanga con le loro unità cinofile.

Aviation-Report: Quali sono le sfide future per l’Aiut Alpin Dolomites? Vedremo sempre l’elicottero rosso in volo sulle Dolomiti?

Adam Holzknecht: Che l’elicottero rosso possa dare un buon servizio alla popolazione, con priorità sempre a favore dei pazienti.

Adam è stato un piacere parlare con Lei, a nome della redazione di Aviation Report grazie per il tempo che ci ha dedicato.

Intervista a cura di: Emanuele Ferretti
Immagini: Aiut Alpin Dolomites, Freddy Planinschek, Costa Denis 

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Emanuele "Mané" Ferretti

Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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