In questi giorni, la Marina Militare con la sua Squadra Navale è in mare non soltanto per la condotta delle operazioni nazionali e internazionali di sicurezza marittima, con un totale di 10 tra navi e sommergibili con oltre 1.300 marinai coinvolti, compresi gli equipaggi dell’Aviazione Navale ed i Reparti della Brigata Marina San Marco, ma anche per un’intensa attività addestrativa finalizzata al mantenimento della piena capacità operativa.

A Taranto la Seconda Divisione Navale, al Comando dell’Ammiraglio di Divisione Paolo Pezzutti, sta conducendo un’esercitazione con diverse unità navali, aeree e subacquee, tra le quali spiccano la portaerei Cavour, i cacciatorpediniere Andrea Doria e Francesco Mimbelli e la nave da supporto logistico Etna, con a bordo gli Allievi della Scuola Navale Militare F. Morosini. L’esercitazione mira ad addestrare gli equipaggi alle principali tipologie di operazioni in mare nei contesti antiaereo, antinave e antisommergibile.

Le attività sono impostate secondo una logica “a difficoltà crescente”, con lo scopo di mettere il personale alla prova in un ambiente complesso e realistico, consolidando e incrementando così le capacità, sia sul piano individuale sia a livello di equipaggi. Nei prossimi giorni si uniranno al gruppo italiano anche due navi della Marina francese in rientro da una lunga attività in Oceano Indiano cui ha partecipato anche un elicottero della Marina italiana imbarcato per l’occasione sulla nave anfibia Mistral.

In questo stimolante scenario di esercitazione multidisciplinare e internazionale, in atto nelle acque dello Ionio, la portaerei Cavour può così proseguire efficacemente la preparazione in previsione dell’andata negli Stati Uniti che avverrà nel secondo semestre di quest’anno per qualificare il ponte di volo a standard Joint Strike Fighter nella versione STOVL ed imbarcare così i primi velivoli F-35B italiani assegnati alla Marina Militare. Queste attività rappresenteranno i primi importanti passi per il raggiungimento della capacità operativa iniziale della portaerei con la sua rinnovata componente aerotattica imbarcata.

La Portaerei Cavour aveva fatto ingresso nel bacino “Edgardo Ferrati” dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto a fine Luglio 2019 L’ingresso della portaerei in uno dei più grandi bacini militari in muratura d’Europa, aveva rappresentato il ‘giro di boa’ nella conduzione dei lavori di manutenzione e adeguamento che, dopo dieci anni di servizio, permetteranno alla nave di adeguarsi agli standard previsti per il velivolo F-35B, destinato a sostituire l’attuale flotta di AV-8BII+ del Gruppo Aerei Imbarcati della Marina Militare.

Tra gli interventi tecnici più importanti svolti sulla nave sono stati il carenamento e la metallizzazione del ponte di volo, necessaria a limitare gli impatti termodinamici del nuovo aereo. Con l’ingresso in linea dei nuovi velivoli, la Marina Militare, la US Navy e la Royal Navy britannica saranno le uniche marine al mondo a disporre di portaerei in grado di operare con i velivoli F-35B versione a decollo corto e atterraggio verticale del caccia stealth di quinta generazione.

Contemporaneamente, nelle acque antistanti La Spezia, un gruppo costituito dai cacciamine Alghero, Rimini e Termoli si esercita all’individuazione e neutralizzazione di ordigni subacquei al comando dell’Ammiraglio Silvio Vratogna, Comandante delle Forze di Contromisure Mine.

L’addestramento in mare è fondamentale per la Marina Militare, perché consente di preparare, nella maniera più efficace e realistica possibile, gli equipaggi ad assolvere in sicurezza i compiti istituzionali, per assicurare a un Paese marittimo come il nostro la tutela degli interessi nazionali, ovunque essi risiedano.

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