L’appuntamento è con Max Barro, Vicepresidente della scuola di volo Vittoria Alata, poco dopo l’alba di un sabato mattina dal tipico sapore primaverile. Basata sull’aviosuperficie Santa Lucia, a Comezzano Cizzago (BS), ha in disciplinare uno Sportcruiser terrestre e due velivoli anfibi, un Savannah-S e un Savage.

Gli istruttori della Scuola Volo Vittoria Alata sono Davide Turelli e Fabio Guerra, due nomi molto importanti e altisonanti nella giovane storia del volo leggero in Italia. La Scuola di Volo ha anche una base nautica sul Lago d’Iseo, attrezzata con gavitelli per l’ormeggio di idrovolanti, in località Grè, sulla sponda nord occidentale del lago. Ma torniamo nell’hangar dell’aviosuperficie, uno dei tanti dove vengono ospitati circa una settantina di velivoli, dove prepariamo il nostro Savannah-S I-C132 per il nostro volo.
Max inizia i controlli:
Verifica Salvagenti…. ok!
Boetta fumogena…ok!
Pagaie….ok, fissate ai galleggianti!
Cime di ormeggio… ok!
nella mia mente i neuroni iniziano a roteare… sarà per l’ora, per il viaggio in autostrada.. ma ad un certo punto ecco una sinapsi: “Le vele sono ok?…” No, ok… aspettate un attimo… siamo in hangar davanti ad un velivolo… Wow! E’ il pre-decollo per il volo di oggi! Oltre alle normali check list, verifichiamo le dotazioni per un volo idro sul grande fiume della Pianura Padana: il Po!

Completate le normali (e non) check list, ci allineiamo su pista 19!
Gear Up! Flap up!” Leggera a virata a sx per puntare a sud, inbound “spiaggione dell’Isola che non c’è”, regno incontrastato di Graziano Mazzolari della scuola Italiana Volo di Cremona, leader nella produzione di galleggianti anfibi in Carbonio-Kevlar e Vicepresidente dell’Aviazione Marittima Italiana.

Manteniamo i 1500ft per tutta la durata del volo, direzione Cremona prima di arrivare al nostro “target” il comandante chiede: “Un caffè…?” Ovvio che si, ed ecco che ci coordiniamo in frequenza con “Cremona Radio” per raggiungere l’autogr….ehm.. l’aeroporto di Cremona per una piccola pausa. Eccoci alla chiusura della virata dal braccio di base ci porta in finale pista 29. il tocco è leggero, percorriamo tutta la pista e ci dirigiamo in testata 11 per qualche scatto fuori dall’ordinario!

Dopo il caffè, il gioco si fa serio. E’ ora di andare verso il grande Fiume. Mettiamo in moto sul piazzale, seguiamo in modo molto scrupoloso le check list per il rullaggio e il decollo e di nuovo siamo subito in volo. Dopo aver chiesto una clearence informale a Graziano, entriamo nel magico mondo del Po. Lo troviamo purtroppo con poca acqua, segno inconfondibile di un inverno caratterizzato da una grande siccità. Prima di ammarare eseguiamo un sorvolo a bassa quota per verificare la presenza di secche, alberi o oggetti semisommersi.. Ogni increspatura dell’acqua o piccolo gorgo potrebbe celare una pericolosa insidia.

Non appena la velocità diminuisce, si abbassa il timoncino dello scarpone sinistro e subito la corrente, che dall’alto sembrava inesistente, si fa sentire con tutta la sua impetuosa forza. Il contagiri del piccolo Rotax 100hp segna 3.000 giri al minuto, ma la ground speed è zero e siamo fermi rispetto alla costa. Ci giriamo in favore di corrente per percorrere il fiume per qualche centinaio di metri, passando sotto il ponte della SS10 e della ferrovia nei pressi di Cremona, alla nostra destra l’Emilia Romagna, a sinistra la Lombardia. ci portiamo ancora controcorrente… tempo di salutare qualche ragazzo incredulo a osservarci….

Il fiume è deserto e impostiamo l’ammaraggio (…o dovremmo chiamarlo “fiumaggio”?!). L’effetto a specchio è marcato e l’occhio tiene controllata l’altezza delle piante sulla sponda, acque libere a prua e riflesso sull’acqua. In questi momenti si abbassa anche la macchina fotografica, quattro occhi sono sempre meglio di due. Il contatto si percepisce appena. Decisamente diverso dalla pista in erba e in asfalto, dove la mancanza di ammortizzatori sugli “scarponi” si fa sentire… La transizione da cielo ad acqua si sente per una improvvisa differente viscosità, che, controcorrente, frena dolcemente il velivolo.

Ci portiamo vicino alla spiaggia per scendere a terra. Purtroppo la consistenza del fondo non ci permette di estrarre le ruote perché rimarremmo insabbiati, e quindi decidiamo di arenarci sui galleggianti per non avere poi sorprese. Facciamo una gassa d’amante intorno ad un montante e portiamo una cima di ormeggio a terra tenendo letteralmente “al guinzaglio” il nostro docile e fedele piccolo Savannah. Certo che non immaginavo di certo inaugurare la stagione 2019 dei bagni in questo modo… e devo dire che non c’era modo migliore di farlo!

Un rapido briefing con Max su come impostare i low pass, ammaraggi e decolli in favore di luce, e si da il via a forse una delle più belle sessione fotografiche a terra mai fatta a terra.

Max si appresta al decollo dopo i preparativi e aver mollato gli ormeggi…e si inizia! Si sale a bordo e si ridecolla, in direzione di Cizzago… lasciamo Cremona alla nostra sinistra e prua verso nord, questa volta a 2500ft. mezz’ora scarsa di volo, tra chiacchiere, riflessioni e qualche legale “violazione della privacy” dall’alto, ed è ora di atterrare all’aviosuperficie Santa Lucia.

Eccoci in “base”…e finale per pista 01. E anche per questa avventura un grazie al Vicepresidente e a tutto lo staff della scuola di Volo per l’incredibile esperienza … e alla prossima avventura!

.

Testo e immagini: Marco Morbioli per il PSC

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi