Venegono, casa Leonardo, per tutti è ancora Aermacchi, il brand storico ancora rappresentato sulle derive dei nuovi prodotti sfornati dalla casa varesina.

Nel tardo pomeriggio di lunedì 27 luglio si è svolta un’insolita attività sulla pista locale sulla quale sono giunti un C-27J Spartan con i colori dell’Aviazione Militare del Kenya, un anziano quanto sgargiante Jet Provost di proprietà di Vola Fenice che si sono affiancati al best-seller M-346 Master e ad uno dei due primi M-345 HET (High Efficiency Trainer) destinati all’Aeronautica Militare, con la livrea della forza armata.

La piccola formazione è decollata per svolgere una breve ma suggestiva attività fotografica sui cieli del Lago di Como che non è sfuggita a tanti cittadini e naturalmente appassionati. Il C-27J ha lavorato come piattaforma fotografica a favore del M-345 e del M-346.

Il 12 giugno 2019, Leonardo ha sottoscritto con il Ministero della Difesa un secondo contratto per la fornitura di 13 aerei da addestramento M-345, che entrerà in servizio con l’Aeronautica Militare con la sigla T-345A, per un valore complessivo di 300 milioni euro, naturalmente comprensivo di supporto, e sistemi d’addestramento. Il nuovo ordinativo segue una fornitura iniziale di 5 velivoli M-345 e che porta a 18 il numero totale ed attuale di addestratori ordinati dall’Aeronautica Militare.

Spinto da un motore turboventola Williams FJ44-4M-34 ottimizzato per impiego militare ed acrobatico, il piccolo jet bi-posto è dotato di un cockpit con comandi HOTAS (Hands-On Throttle And-Stick), 3 MFD (Multi-Function Displays) e un Head-Up Display, che nell’abitacolo posteriore è sostituito da un quarto MFD che ripete quanto viene mostrato nell’HUD anteriore. I nuovi M-345 sono destinati ad integrare i più prestanti T-346A impiegati per la fase avanzata dell’addestramento dei piloti dell’AM.

ll nuovo M-345 HET (High Efficiency Trainer) è un velivolo a basso costo di gestione privo delle complessità dei turboelica avanzati che permetterà alla forza armata di comprimere i tempi di addestramento, contenere naturalmente i costi, permettendo ai propri allievi piloti di disporre di una piattaforma moderna, networkcentrica e che beneficia dell’esperienza messa a frutto dal “fratello maggiore” M-346.

Alla riduzione dei costi, contribuiscono la lunga vita a fatica del velivolo, la filosofia di manutenzione, articolata su due soli livelli che elimina le costose revisioni generali, e il sistema di monitoraggio di struttura e impianti HUMS (Health Usage and Monitoring System).

L’M-345 che si è alzato in volo per la missione è il secondo esemplare per l’Aeronautica Militare, seppur ancora dotato della matricola provvisoria CSX55234. Nelle foto a corredo sono visibili il prototipo e il primo aereo con matricola CSX55233 ancora privo della colorazione definitiva.

Come tutti sappiamo, il T-345A, una volta in servizio presso la scuola di volo di Galatina, sarà destinato a sostituire gli amatissimi ma anziani MB-399A PAN ancora in carico alla Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Testo: Gianluca Conversi
Immagini: Giovanni Clemente, Sergio Marzorati, Paolo Menegatti

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