Giovedi 31 ottobre 2019, il primo F-35A numero di serie F-009 è atterrato alla base aerea di Leeuwarden per essere preso in carico dal 322° Squadron, della Royal Netherlands Air Force.

L’aeromobile è decollato attorno alle 13:00  dalla base aerea di Cameri (NO) dove ha sede uno dei tre siti produttivi del Joint Strike Fighter (Fort Worth, main, e Nagoya gli altri). La FACO di Cameri (Final Assembly & Check-Out) è inserita nel sedime aeroportuale dell’aerobase novarese ed è co-gestita da Leonardo e Lockheed Martin per conto del Ministero della Difesa Italiano.

L’aereo olandese, decollato assieme ad una coppia di F-16BM Fighting Falcon giunti a Cameri il giorno precedente è il primo F-35A olandese di 29 commissionati alla FACO di Cameri su 34 ordinati nel quadro del primo ordine che il Governo Olandese ha sottoscritto con USA e Lockheed Martin. Il primo F-35A olandese assemblato a Cameri è andato in volo per la prima volta lunedì 9 settembre 2019.

La produzione dei 29 aerei commissionati alla FACO di Cameri dovrebbe concludersi nel 2023; l’Olanda ha di recente ordinato a Lockheed Martin ulteriori 9 F-35A  in modo da poter formare un terzo squadrone e non è escluso che venga commissionato un ulteriore lotto.

Del resto, le intenzioni iniziali erano per 85 velivoli poi ridotti a 37 ed ora a 46 con l’ultimo batch ufficialmente ordinato. L’F-35 non è una novità assoluta per il Regno dei Paesi Bassi: un paio dei propri nuovi jet di 5a generazione giunsero nel 2016 per essere presentati a Autorità Civili, Militari e semplici cittadini, oltre a testare infrastrutture  e verificare l’impatto acustico dei nuovi jet.

F-009 rappresenta invece il primo aereo assegnato ad un reparto operativo della RNLAF (Royal Netherlands Air Force). L’arrivo a Leeuwarden, l’altra base destinata ad operare gli F-35 sarà Volkel, è stato ampliamente pubblicizzato dai media olandesi e dalla RNLAF stessa che non solo ha proposto una lunga e ben fatta diretta streaming condita di filmati storici e operativi del nuovo aereo, ma ha anche previsto attorno alla base zone a traffico limitato, parcheggi e aree per gli spettatori e spotters.

Nell’attesa del momento clou della giornata, Autorità di governo e militari, il Borgomastro di Leeuwarden , il comandante della base Col. Anroud Stallmann, invitati e spettatori raccolti in una grande tribuna allestita sui piazzali, sono stati intrattenuti da concerti e riprese video dal decollo all’arrivo e riprodotte su un grande schermo che hanno dimostrato ancora una volta quanto una comunicazione ben fatta sia importante per spiegare e sostanziare progetti complicati.

AN-9 (questo il numero di produzione del velivolo) è stato accolto nello spazio aereo olandese da altri 3 F-16 supportati da un’aerocisterna KDC-10A Extender ai quali si sono poi aggiunti un Hawker Hunter e un Supermarine Spitfire. 

F-35, F-16, Hunter e Spitfire hanno effettuato un emozionante ed entusiasmante Flypast sui cieli della base, passato e presente e futuro della RNLAF (mancava solamente l’F-104 del quale non esistono esemplari volanti in Europa se si esclude un esemplare norvegese riportato in volo dopo un lunghissimo e costoso restauro.

Allontanatosi lo Spitfire e atterrato l’Hunter, F-35 e F-16 hanno continuato i sorvoli sulla base. Ultimo ad atterrare, alle 15:25 esatte F-009 ha toccato il suolo tra gli applausi.

Una volta a terra, il tradizionale passaggio sotto i water cannon, questa volta per un errore dei servizi antincendio riempiti di schiuma (al punto del video 1:53:15), e l’arresto di fronte alla tribuna hanno sancito un’altra pietra miliare del programma JSF, programma che con il recente block buy” da 34 miliardi di dollari per la produzione di 478 F-35 dei lotti 12, 13 e 14 destinati a USAF, US Navy, Marines e partner internazionali ha fatto marcare il prezzo più basso per pezzo nella storia del programma. Il block-buy è un acquisto massivo pluriennale che consente all’ente governativo di risparmiare milioni di dollari e al fornitore di programmare e ottimizzare nel lungo periodo l’intera catena produttiva con ordini certi.

Secondo i termini dell’accordo, il costo unitario dell’F-35A, comprensivo di velivolo e motore, è ad oggi inferiore a 80 milioni di dollari per i lotti 13 e 14. Il costo unitario dell’F-35A corrisponde a una riduzione stimata complessiva del 12,8% rispetto al lotto 11 per la versione ad atterraggio convenzionale, e a un risparmio medio del 12,7% per tutte e tre le versioni dal lotto 11 al 14.

In dettaglio, l’accordo prevede 291 velivoli per gli Stati Uniti, 127 per i partner internazionali del programma Joint Strike Fighter e 60 aerei per i Paesi che stanno acquistando l’F-35 attraverso i canali FMS (Foreign Military Sales).

Variante Lotto 12 Lotto 13 Lotto 14 % Riduzione dal Lotto 11*
F-35A $82,4M $79,2M $77,9M 12,8%
F-35B $108,0M $104,8M $101,3M 12,3%
F-35C $103,1 $98,1M $94,4M 13,2%
*Nota: I costi finali per le varianti dell’F-35 a seguito degli aggiustamenti per le integrazioni del Congresso e altri adeguamenti contrattuali sono i seguenti: F-35A – $89,3M; F-35B – $115,5M; e $108,8M.

Come rimarcato e pubblicizzato ampiamente dal costruttore, il costo unitario ricorrente “flyaway”, inferiore a 80 milioni di dollari per un F-35, indica che l’aereo di quinta generazione, con la sua sensoristica avanzata e integrata, costerà meno di qualsiasi aereo di quarta generazione che per poter competere deve dotarsi di specifici pod e sistemi di puntamento da integrare come carichi esterni al velivolo stesso.

Il programma JSF

Con oltre 450 velivoli operativi da 19 basi in tutto il mondo, sono ormai oltre 910 piloti e 8.350 gli addetti alla manutenzione formati e la flotta ha superato 220.000 ore di volo a livello globale. 8 nazioni operano con l’F-35 da basi presenti sul proprio territorio e 7 Forze Aree hanno dichiarato la Capacità Operativa Iniziale.

Oltre a rafforzare la sicurezza e le partnership globali, l’F-35 contribuisce all’economia degli Stati Uniti e dei singoli partner internazionali, con posti di lavoro, scambi commerciali e sicurezza, e alla bilancia commerciale globale. Solo negli Stati Uniti il programma F-35 supporta oltre 220.000 posti di lavoro diretti e indiretti, mentre nel mondo coinvolge oltre 100 fornitori internazionali contribuendo a creare o sostenere migliaia di posti di lavoro.

Anche l’Olanda contribuisce in modo significativo alla catena produttiva del JSF dopo aver contribuito con 800 milioni di dollari alla fase di sviluppo del programma come partner di Livello 2 (lo stesso dell’Italia); e lo fa con 83 aziende e istituzioni di primo piano tra le quali gkn Fokker, NLR, Moog FCS, Bosch Rexroth, ITAG, Axxiflex,Turch Aero, PM Aerotec con oltre 4000 lavoratori coinvolti tra prime-contractors e sub-fornitori per un volume d’affari totale stimato in miliardi di euro nel 2045.

Particolare interessante, ogni azienda olandese che partecipa al programma JSF deve versare allo Stato il 2% del proprio fatturato, oltre alle tasse,  a seguito dei contratti ottenuti.

Testo: Gianluca Conversi
Immagini: Almos Castellazzi e Giovanni Clemente (da Cameri), RNLAF

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