Atlantic Antisom 41° Stormo Aeronautica Militare

Il 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare ieri ed oggi

La genesi: dagli SM-79 ai Grumman Tracker
Sin da dalla nascita delle prime civiltà evolute, la Sicilia è stata punto di confine e territorio strategico per il dominio, commerciale e militare, del bacino Mediterraneo… durante l’ultimo conflitto mondiale l’isola fu trasformata in un vero e proprio aeroporto galleggiante con oltre 20 tra aerobasi e strisce erbose utilizzate operativamente sia dai reparti della Regia Aeronautica che dal X° CAT della Luftwaffe.

BR1150 Atlantic Aeronautica Militare
Atlantic 41° Stormo Catania Aeronautica Militare

Nella storia del 41° stormo la terra di Sicilia ed il Mar Mediterraneo sono una costante che si ripeterà nel corso del tempo…infatti dopo la sua prima costituzione nel Luglio del 1939, proprio dalle basi isolane il reparto, con due gruppi volo montati sui bombardieri Savoia Marchetti S.79, prende parte a missioni su Malta nonché alle successive battaglie aeronavali per contrastare la flotta britannica, fino al trasferimento in terra d’Africa italiana dove continuerà a fornire il proprio apporto bellico. L’operatività del reparto sarà interrotta a seguito dei noti eventi del 1943 anno in cui il 41° viene disciolto e messo in posizione quadro. La Bandiera di Guerra del 41° Stormo è tra le più decorate dell’Aeronautica Militare ed unica nel suo genere, ha ricevuto onorificenze nelle tre diverse specialità che ha ricoperto nel corso della lunga attività operativa: Bombardiere, Intercettore ed Antisom.
La fine della seconda Guerra Mondiale e il contemporaneo inizio della cosiddetta “Guerra Fredda” che contrapponeva NATO e Patto di Varsavia, portò ad rafforzamento di tutte le difese nazionali e al cambiamento delle dottrine di impiego della neonata Aeronautica Militare Italiana; così mentre al nord-est dei nostri confini la potenzialità delle forze contrapposte era “visibile” nel settore Mediterraneo invece assumeva un profilo nuovo e particolare poichè, tranne in casi davvero eccezionali, i due avversari non si sono mai visti ma solo “sentiti”… il confronto tra i sommergibili nucleari della flotta Sovietica ed i velivoli Antisom è stato invisibile e silenzioso!
Da questa esigenza prende corpo anche in Italia la costituzione di una moderna componente Antisommergibili e così ,nel 1957 con D.L. n° 968, viene approvata la costituzione dell’Aviazione Antisom composta da reparti aerei dell’Aeronautica dipendenti per l’impiego dalla Marina e, come già sperimentato durante le due guerre mondiali, con equipaggi misti provenienti dai ranghi delle due forze armate.
Primi approcci operativi alla nuova specialità si hanno con l’impiego dei gruppi autonomi A/S 86° 87° ed 88° che utilizzavano velivoli ceduti in conto MDAP (Mutual Defend Aid Program) dagli Stati Uniti quali 40 Curtiss Helldiver S2C5 e successivamente 22 Lockeed PV2 Harpoon dalle poco credibili capacità operative a causa del loro eccessivo stato di usura.

L’1 Ottobre 1965. presso la struttura aeroportuale di Catania Fontanarossa, rinasce il 41° Stormo riunendo i gruppi autonomi 87° e 88° della specialità sotto un unico comando, con il compito principale della lotta A/S. e Pattugliamento Marittimo d’altura.
Per sostituire gli ormai logori e poco sicuri PV2 Harpoon lo Stato Maggiore aveva rivolto l’attenzione verso un pattugliatore a lungo raggio d’azione con base a terra indicando nel Lockheed “Neptune” il nuovo velivolo per formare la linea Antisom, ma il Pentagono in luogo di quest’ultimo offri il più piccolo, ma più moderno, Grumman S2F-1 “Tracker”.







Nell’arco temporale 1957-1961 i due gruppi A/S ricevono circa 45 Tracker, in tre diverse versioni, di cui 30 giunti nuovi direttamente dagli USA e successivamente per rimpiazzare le perdite ed armare un altro gruppo volo, vengono acquistati 15 esemplari (10 in versione terrestre long range) surplus Marina Canadese riconoscibili dalla diversa forma della carenatura delle gondole motori.
Velivolo all’avanguardia per l’epoca, in quanto primo sistema d’arma progettato e realizzato espressamente per il ruolo A/S, il Tracker rappresenta un salto di qualità nell’impiego Antisom soprattutto per i sofisticati apparati elettronici imbarcati che comprendono:
– Navigazione: Auto-pilota, Radio-Range, Radio-Altimetro, UHF/DF, ADF, TACAN, Marker, Beacon .
– Comunicazioni: Interfonico, UHF, HF .
– Scoperta: Radar, ECM, IFF .
– Localizzazione: MAD ed ECM

L’armamento offensivo verteva su 36 boe sonore contenute in dispenser nel retro delle gondole motori, siluri MK 44 a testata autocercante, bombe di profondità e razzi Hvar da 127 mm… un potente faro di ricerca, da 85 milioni di candele, era posizionato sul bordo d’attacco dell’ala destra manovrato dal pilota che svolgeva anche mansioni di navigatore e operatore radio… insomma il Tacker vantava a buon diritto qualità e capacità “hunter-killer”.
Nonostante le limitazioni dovute alla scarsa autonomia, 6 ore circa nella versione Long Range, e alla sacrificata abitabilità interna (al limite della claustrofobia per i due tecnici di bordo mentre i piloti riuscivano a prendere posto nei seggiolini in cabina solo ruotando in avanti la consolle centrale mediante un meccanismo predisposto) il possente rombo dei due Wrigth R1820-82 accompagnò per un ventennio le operazioni Antisom dello Stormo.
L’ultimo “Gladio” in carico all’87° Gruppo effettuò il volo d’addio il 31 Agosto 1978 dalla pista di Catania Fontanarossa dopo aver creato la storia della specialità A/S forgiando generazioni di piloti e tecnici. Anche se la permanenza dei Tracker nei ranghi dell’AM fu funestata da diversi incidenti e l’abitabilità interna stressava molto gli equipaggi, ancor oggi i piloti ed operatori tecnici che ebbero modo di “volarlo” lo ricordano con nostalgia mista ad orgoglio consapevoli di essere stati i pionieri della specialità.

Il velivolo Atlantic e l’88° Gruppo di Volo
La sostituzione del Tracker fu quanto mai laboriosa e ponderata, e gli aerei presi in considerazione furono il quadrireattore De Havilland Nimrod, il quadriturboelica Lockeed PC3 Orion, ed il Breguet BR1150 Atlantic.
Il primo dei due reparti designati per la transizione sull’Atlantic è l’88° Gruppo del 41° Stormo Antisom che, in vista della consegna del nuovo velivolo si trasferisce nel novembre 1971 da Catania Fontanarossa a Catania Sigonella cedendo gradualmente i propri S-2F all’87° Gruppo.
Nel Giugno del 1972 sul sedime aeroportuale di Sigonella, l’88° gruppo prende in carico il primo di nove Breguet 1150 Atlantic e lo stemma del 41° stormo A/S viene apposto ufficialmente sulla deriva dell’esemplare 41-70 MM4010. Con l’acquisizione del nuovo sistema d’arma, il salto tecnologico della specialità è elevatissimo… la fusoliera “double-bubble” permette al velivolo di separare la zona equipaggio pressurizzata da quella non pressurizzata adibita ai carichi.













Questa configurazione bilobo della fusoliera ha consentito di ottenere una “stiva bombe” di dimensioni e capienza davvero eccezionale per un velivolo Antisom, oltre ad assicurare un ottimo isolamento dall’acqua tra i due lobi in caso di ammaraggio forzato aumentandone la galleggiabilità con le valvole “ditching” in funzione.
A differenza dei suoi “colleghi” Nimrod e PC3 Orion le caratteristiche di volo dell’Atlantic sono ottime in tutte le condimeteo così come la stabilità e velocità a bassissima quota anche in presenza di forti turbolenze.
Con un’autonomia operativa massima di 18 ore , un carico utile di 40.900 lb, tangenza pratica di 30.000 ft, velocità massima a 6.000 ft di 355 kt e dotato di radar di scoperta di superficie, sensore MAD, radio-boe acustiche attive e passive per la scoperta e tracciamento dei sommergibili, siluri leggeri, bombe di profondità e dispositivi fumo-luce di segnalazione per un totale di 3.500 kg di carico, il velivolo è al top della sua categoria.
Anche se progettato e costruito principalmente per la scoperta, tracciamento e distruzione dei sottomarini, il velivolo è anche in grado di svolgere compiti di ricognizione marittima e sorveglianza di superficie d’altura con i seguenti profili di missione:
– supporto Antisom ravvicinato a forza navale o convoglio.
– ricerca indipendente d’area.
– sbarramento in particolari zone di mare in collaborazione con sommergibili alleati.
– guida di cacciabombardieri in missione di attacco a unità navali.
– ombreggiamento delle forze navali avversarie.
– ricognizione fotografica ed elettronica.
– minamento.
– ricerca e soccorso aereo.

Oltre a queste forme d’impiego operatvo, tutte strettamente legate alle caratteristiche del sistema d’arma ed alla elevata professionalità degli equipaggi, gli Atlantic del 41° Stormo effettuano già da diversi anni missioni quotidiane per il controllo dei flussi migratori diretti verso le coste italiane.
Queste potenzialità vengono gestite in volo da un equipaggio di ben 13 uomini che volano e vivono a stretto contatto per 4 anni, periodo in cui sviluppano una simbiosi umano- professionale che solo gli equipaggi di Atlantic maturano. Infatti ancor oggi nonostante gli importanti “mid life update program” apportati nel corso degli anni, in piena era digitale gli “uomini” del 41° volano ed operano alla “vecchia maniera” con comunicazioni delle informazioni a viva voce e tracciamento dei dati, parametri di missione e rilevamenti sui “ tactical desk”.

L’equipaggio standard di Atlantic è così composto:
Un primo pilota Comandante capo equipaggio che a differenza della quasi totalità dei velivoli plurimotori ha la particolarità di prendere posto nel seggiolino di destra all’interno della cabina di pilotaggio.
Due secondi piloti di cui uno con funzioni TACCO (Tactical Coordinator): mentre il primo siede nel seggiolino di destra il TACCO siede al “tactical desk” mettendo in atto le tattiche disposte dal Comandante.
Due TeV che coadiuvano i piloti nella varie fasi di volo riguardo la corretta utilizzazione dei motori registrandone i dati relativi e provvedendo alla compilazione delle tabelle di prestazione. Inoltre controllano ed intervengono direttamente sugli impianti e i sistemi di bordo identificando le avarie e informando i piloti di eventuali malfunzionamenti.
Due operatori acustici che utilizzano gli apparati AN/ASA-20 e N/AQA-1, nonché i ricevitori boe secondo le disposizioni impartite dal TACCO.
Quattro operatori elettronici polivalenti hanno compiti distinti a seconda dell’apparato che sono chiamati a sovraintendere ( radio, radar, MAD ed ESM ) .
Due navigatori che operano al “tactital search desk” utilizzando il sistema di navigazione assicurando la navigazione in zona. Provvede quindi a tracciare su lucido i percorsi effettuati dal velivolo, nonché la situazione di superficie, i rilevamenti ESM e le zone contaminate.




Come si evince tutto l’equipaggio è duplicato in considerazione del particolare stress che comporta una missione prolungata nel tempo svolgendo, piloti a parte, anche funzioni di vedette agli oblò ed alla bolla di prua.
Nonostante tutto ciò possa sembrare ormai obsoleto e superato la macchina e gli equipaggi dell’ 88° gruppo hanno sempre ben figurato nelle esercitazioni in ambito NATO (Diplay Determination, Tapoon, Dragon Hammer, Dog Fish, Proud Manta) che si tengono periodicamente per testare la prontezza e preparazione dei reparti A/S.

La prima data importante per l’Atlantic e l’88° gruppo, il Ventennale dall’ingresso in linea, viene festeggiato il 13 Settembre del 1992 a Sigonella durante il I° raduno Antisom, occasione in cui l’esemplare 41-72 MM 40110 sfoggia una sobria livrea special color.
Nel 1993 tutti i velivoli del gruppo ricevono la nuova mimetica “all grey low visibitily” e per rivedere qualcosa di colorato bisogna attendere II° raduno Antisom tenutosi il 22 Luglio 2006 presso la base siciliana, allorquando il personale del reparto realizza un nuovo special , il 41-11 MM 40124, decorato con motivi che richiamano lo stemma del reparto a ricordare i 30 anni del velivolo in seno allo Stormo.
Anche l’ultimo grande traguardo raggiunto dal connubio Atlantic – 88° gruppo viene celebrato durante il III° raduno Antisom del 12 Giugno 2012 così l’esemplare 41-77 MM40115 per l’occasione verniciato alla maniera dei Savoia Marchetti S.79, porta impresse sia le cifre del 40° Anno di servizio operativo che delle 250.000 ore di volo!

Il 41° Stormo Antisom oggi

Il 41° Stormo, intitolato al Cap. pil. Athos Ammannato medaglia d’Oro al V.M., mantiene la classica configurazione dei reparti operativi dell’Aeronautica Militare, ma con alcune peculiarità sulla catena di comando ed organizzazione interna con la seguente dipendenza:
– dall’Ispettore dell’Aviazione per la Marina (Ispaviamar), per l’addestramento tecnico-professionale del personale di volo e di terra, dal Comando della Squadra Aerea (CSA), tramite il Comando delle Forze per la Mobilità ed il Supporto (CFMS), per le funzioni tecniche, amministrative e la manutenzione di impianti ed attrezzature aeroportuali (collegamento tecnico).
– dal Comando in Capo della Squadra Navale (CincNav), per il controllo operativo e l’addestramento all’impiego.
– dal Comando IIIª Regione Aerea, per i compiti circoscrizionali e di Presidio Aeronautico.

Sotto il profilo operativo ed ordinativo, il 41° Stormo è così articolato:
– 2 Gruppi di volo (88° Gruppo Antisom e 86° Centro Addestramento Equipaggi).
– Gruppo Efficienza Aeromobili.
– 441° Gruppo Servizi Tecnici Operativi.
– 541° Gruppo Servizi Logistici Operativi.
– Servizio Amministrativo.
– Gruppo Protezione delle Forze.
– Ufficio Operazioni (di Base Aeronautica, e di Stormo Marina).
– Ufficio Comando.

Prima di essere poste in posizione quadro erano parte dello Stormo anche la poco nota 641^ sq. Collegamenti che assicurava le attività di abilitazione e mantenimento delle qualifiche di pilota oltre a quella del collegamento utilizzando velivoli SIAI 208 M (i famosi “Paperozzi”), nonché il misconosciuto 741° gruppo Difesa “Spada” che con i suoi lanciatori missilistici ha vegliato per molti anni sulla difesa di punto terra-aria a corto raggio della base.







Nell’area di sua competenza, il 41° Stormo ospita anche la US Navy N.A.S. (Naval Air Station) operativa sin dal 1959 a seguito di un accordo stipulato tra i governi dei due stati, e l’11° R.M.V. (Reparto Manutenzione Velivoli).
Per completezza d’informazione lo Stormo, è inoltre responsabile della gestione del traffico aereo, civile e militare della CTR (Control Traffic Region) di Catania, all’interno della quale sono ubicati le aerobasi di Fontanarossa e Sigonella; Capoluogo di Circoscrizione Aeronautica dell’11° Reparto Manutenzione Velivoli di Sigonella, del Distaccamento Aeronautico di Siracusa, della 137ª Squadriglia Radar Remota di Mezzogregorio (SR), del 304° Servizio Territoriale Demanio Infrastrutture di Sigonella, del 215° Nucleo Sicurezza di Sigonella, del Nucleo Distaccato dell’11° Deposito Centrale A.M. di Sigonella, dei Teleposti di Messina, Enna, Gela (CL), Cozzo Spadaro (SR).

11° R.M.V. (Reparto Manutenzione Velivoli)
Se dopo ben 42 anni di attività operativa l’Atlantic continua a svolgere efficacemente le missioni assegnate, il merito va soprattutto al reparto ed agli uomini che curano da sempre la manutenzione, revisione e l’attività logistica svolta a supporto della componente.
Nato come 11° C.M.P. del 41° Stormo ed elevato al rango di reparto autonomo nel 1998 l’11° R.M.V. è alle dipendenze della IIª Divisione del Comando Logistico, con il compito principale di assicurare la manutenzione e revisione di 1°, 2° e 3° livello tecnico del sistema d’arma Atlantic.
La manutenzione di 2° livello avviene mediamente ogni 12/15 o al raggiungimento delle 850 ore di volo con fermo del mezzo di circa 40 giorni… alla fine è prevista una prova in volo del velivolo con i tecnici a bordo pronti a rilevare ogni piccolo segnale di anomalia.
Tra il 1° e 2° livello i controlli prevedono la cosiddetta CIST (Controlli Intermedi STrutturali) svolti a mezzo di liquidi penetranti che permettono di evidenziare anche le più piccole fratture ed incrinature strutturali. La revisione di 3° livello prevede invece un fermo macchina di circa 12 mesi e viene effettuata ogni 3 anni circa… qui il velivolo viene completamente smontato e revisionato in tutte le sue parti sia strutturali che di apparati elettronici ed unità motrici.













Il grido di guerra del 41° Stormo
Una particolarità che contraddistingue il 41° Stormo è quella di avere un “grido di guerra” personalizzato sostituito al tradizionale “Ghere-Ghere-Ghez” dell’Aeronautica… questo nasce nel 1964 durante una delle tante esercitazioni NATO svolte dai Tracker dell’87° gruppo, quando a seguito dell’avvistamento di uno snorckel di sommergibile “nemico” da parte dell’operatore, come da procedura questo veniva comunicato alla nave con la frase :- “ FLASH – FLASH – FLASH – WOLF” seguita dalla posizione del target. Subito dopo veniva iniziata la fase di attacco simulato al sommergibile, e il controllo volo a bordo della nave chiedeva conferma dell’avvistamento utilizzando termini in inglese con una pronuncia fonica non proprio perfetta… infatti un anglico “WHAT LOOK” veniva trasformato in un improbabile “WOT LAC” a cui seguiva la risposta “WOLF” !! A fine esercitazione. gli equipaggi dei nostri Tracker riuniti in un Ristorante di Brindisi per cena, riportano questo aneddoto scherzandoci sopra… in quella occasione tra una risata e tanta goliardia, veniva messo a punto, coniato ed infine approvato all’unanimità il grido “ WOT-LAC, WOLF/ WOT-LAC, WOLF/ WOT- LAC,WOLF!!! “. Ancor oggi questo è il grido utilizzato durante le esercitazioni, manifestazioni, cene di corpo ed altri eventi particolari… questo unisce oggi come allora tutti i componenti attuali ed ex dello Stormo.

Verso il futuro
Attualmente il sistema d’arma BR1150 Atlantic è in “Phase Out”… gli ultimi “Cacciatori di Sommergibili” di una flotta iniziale di 18 velivoli, saranno pensionati entro il 2015 dopo oltre quarant’ anni di attività operativa tra “Cielo e Mare Nostrum”, senza aver mai riportato la perdita di un velivolo.
L’assetto futuro del 41° Stormo probabilmente è tutto in via di definizione, viste le ancora una volta mutate esigenze nel contesto difesa nazionale… invece quello prossimo dell’88° gruppo è già stabilito e prevede l’imminente acquisizione di 4 velivoli Alenia-Aermacchi ATR 72 MP per assicurare la continuità operativa ASuW (Anti Surface Warfare) nel periodo di transizione che va dalla dismissione dell’Atlantic all’acquisizione di un nuovo sistema d’arma “Marittime Patrol” con capacità multiruolo.
Gestito da un equipaggio di 10 uomini, l’ATR 72 MP avrà spiccate capacità nell’attività di scoperta minacce di superficie, sorveglianza marittima e SAR quest’ultima mediante degli appositi kit “survivor” aviolanciabili dal portello posteriore apribile in volo.
Il sistema integrato ATOS nella configurazione Selex Galileo, appositamente realizzata per essere imbarcato sull’ATR 72 MP dell’Aeronautica, comprenderà un radar di ricerca a scansione elettronica AESA con copertura 360° ottimizzato per il tracciamento ed inseguimento di target sulla superficie marina, un sensore EO/IR e un AIS (Automatic Identification System) per il monitoraggio e controllo del traffico mercantile.
Una torretta esterna elettro-ottica stabilizzata su 5 assi che ruota di 360°, garantirà la possibilità di scoprire ”contatti” anche di piccole dimensioni in ogni condimeteo.
Anche se non inteso come un Antisom puro all’ATR 72 MP è stata richiesta la possibilità futura di una riconfigurazione in ASW ed a questo scopo, il velivolo è stato predisposto per un’eventuale installazione del MAD, dell’alloggiamento per il lancio di boe sonore nonché di punti d’attacco per pylon esterni.





Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare per accoglienza, disponibilità e supporto ricevuti: Col. Pil. Vincenzo SICUSO, C.te la Base e Stormo; T. Col. Pil. Paolo Bruno C.te l’88° Gruppo Atlantic; l’Ufficio Relazioni con l’Esterno 41° Stormo ed in particolare: T. Col. Rocco Massimo ZAFFARANA; Cap. Marco VITANZA; Lgt. Carmelo SAVOCA.
Un ringraziamento particolarmente affettuoso per la narrazione della nascita del grido di Guerra al Gen. Pil. B.A. Giuseppe “Pippo” Trimarchi.

Testo e immagini: Gianni Scuderi