La IATA – International Air Transport Association, che rappresenta circa 290 compagnie aeree che esprimono l’82% del traffico aereo globale, ha rafforzato la sua richiesta di intervento urgente da parte dei governi europei per fornire aiuti finanziari alle compagnie aeree. L’ultimo scenario che la IATA ha elaborato per la potenziale perdita di entrate da parte dei vettori europei è di 76 miliardi di dollari USA e la domanda di passeggeri (misurata in Revenue Passenger / Km) dovrebbe essere del 46% inferiore ai livelli del 2019. Un calo di questa portata mette a rischio circa 5,6 milioni di posti di lavoro e circa 378 miliardi di dollari di PIL prodotti dal trasporto aereo.

Alcuni degli impatti a livello nazionale includono:

  • Regno Unito
    113,5 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di 21,7 miliardi di dollari di entrate, quasi 402.000 posti di lavoro a rischio e circa 32,7 miliardi di dollari di contributi in meno per l’economia del Regno Unito.
  • Spagna
    93,7 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di 13 miliardi di dollari di entrate, circa 750.000 posti di lavoro a rischio e 49,4 miliardi di dollari di contributi in meno per l’economia spagnola.
  • Germania
    84,4 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di entrate di 15 miliardi miliardi di dollari, circa 400.000 posti di lavoro a rischio e 28 miliardi di dollari di contributi in meno per l’economia tedesca. 
  • Italia
    7 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di entrate di 9,5 miliardi di dollari, circa 256.000 posti di lavoro a rischio e 67,4 miliardi di dollari di contributi mancanti per l’economia italiana.
  • Francia
    65 milioni di passeggeri in meno con conseguente perdita di 12 miliardi di dollari di entrate, quasi 318.000 posti di lavoro a rischio e 28,5 miliardi di dollari di contributi in meno per l’economia francese.

Per ridurre al minimo il danno radicale in tutta l’economia europea che tali perdite avrebbero, è fondamentale che i governi intensifichino i loro sforzi per aiutare l’industria. Alcuni governi europei hanno già agito, tra cui Norvegia, Svezia, Finlandia, Spagna e Italia. Ma sono necessari ulteriori aiuto. La IATA richiede una combinazione di:

  • Sostegno finanziario diretto
  • Prestiti, garanzie sui prestiti e sostegno al mercato delle obbligazioni societarie
  • Sgravi fiscali

L’industria del trasporto aereo è un motore economico, che supporta fino a 12,2 milioni di posti di lavoro in Europa e 823 miliardi di dollari di PIL. Ogni lavoro creato nel settore dell’aviazione sostiene altri 24 posti di lavoro nell’economia più ampia. I governi devono riconoscere l’importanza vitale del settore del trasporto aereo e tale sostegno è urgentemente necessario. In primo luogo, ciò manterrà le compagnie aeree finanziariamente sostenibili durante l’attuale blocco, preservando posti di lavoro, mantenendo collegamenti essenziali per rimpatriare i cittadini e trasportare forniture di merci aviotrasportate salvavita. In secondo luogo, ciò eviterebbe un ampio danno economico garantendo che le compagnie aeree possano rapidamente aumentare le operazioni in caso di fine delle restrizioni di viaggio, riavviando le economie europee e globali”, ha affermato Rafael Schvartzman, vicepresidente regionale IATA per l’Europa.

Oltre al sostegno finanziario, la IATA ha chiesto alle autorità di regolamentazione di fornire misure di soccorso. Le priorità chiave in Europa includono:

  • Una modifica temporanea urgente al regolamento UE 261 sui diritti dei passeggeri. È necessaria una flessibilità a breve termine. Consentire l’uso di buoni invece di rimborsi, come è stato consentito ad alcuni tour operator, darebbe alle compagnie aeree lo spazio per riparare i flussi di cassa.  
  • Fornire un pacchetto di misure per garantire le operazioni di trasporto aereo di merci, comprese le procedure accelerate per ottenere il sorvolo e permessi di atterraggio, esonerare i membri dell’equipaggio di condotta dalla quarantena di 14 giorni e rimuovere gli ostacoli economici (sovrapprezzo, tasse di parcheggio e restrizioni di slot).

Alcuni regolatori stanno prendendo provvedimenti positivi. Siamo grati al Consiglio europeo per aver insistito su una deroga per l’intera stagione alla regola dell’uso delle slot. Ciò consentirà alle compagnie aeree e agli aeroporti una maggiore flessibilità per questa stagione e una maggiore certezza per la prossima estate. Ma c’è ancora molto da fare sul fronte normativo. Gli emendamenti sono urgentemente necessari per dare maggiore flessibilità al regolamento UE 261. E devono adottare misure per mantenere in movimento il trasporto aereo di merci“, ha affermato Schvartzman.

Perdite stimate in Europa

NazioneImpatto sulle entrate (miliardi, $)Impatto sulla domanda dei passeggeri (volumi origine-destinazione, milioni)Impatto potenziale sui lavoratoriImpatto potenziale sul PIL (Miliardi, $)
Francia-12-65-318.000-28,5
Germania-15-84,4-400.000-28
Grecia-3.2-21,5-193.000-8.3
Irlanda-2-15.2-62.000-8.9
Italia-9.5-67,7-256.000-17.4
Olanda-4.4-23,4-128.400-10.5
Norvegia-2.8-20-81.000-8.7
Portogallo-3-21,3-141.000-6
Russia-7.1-51,7-330.000-7.7
Spagna-13-93,7-750.000-49,4
Svezia-2.3-17-86.000-8
Turchia-5.5-44,7-427.000-19
Regno Unito-21,7-113,5-402.000-32,7

E a livello mondiale quali sarano le previsioni sulle perdite delle compagnie aeree?

La IATA, il 5 marzo scorso, aveva rilasciato una prima stima delle perdite di revenue delle compagnie aeree a livello mondiale ipotizzando due scenari, uno a bassa e uno ad alta intensità rispetto all’evoluzione della pandemia dovuto al Coronavirus. La perdita sulle entrate erano comprese tra i 63 e i 113 miliardi di dollari nel 2020 a seconda della diffusione più o meno ampia del Covid-19. Da quel 5 marzo al 24 marzo, data dell’aggiornamento delle previsioni purtroppo le cose sono molto cambiate e non solo in Italia come stiamo assistendo in questi giorni.

Le compagnie aeree in Europa hanno sospeso o ridotto i voli, ma anche in Asia come in Medio Oriente, e lo stesso dicasi per gli Stati Uniti e quindi come confermato dalla IATA l’impatto è andato oltre lo scenario ipotizzato di “diffusione estesa”.
Dati pubblicati il 5 marzo 2020:

Market Impact on passenger numbers Impact on passenger revenue
Australia, China, Japan, Malaysia, Singapore, South Korea, Thailand, Vietnam -23%-49.7
APAC excluding the above -9% -7.6 -9%-7.6
Austria, France, Italy, Germany, Netherlands, Norway, Spain, Switzerland, Sweden, the United Kingdom -24%-37.3
Europe excluding the above -9%-6.6
Bahrain, Iraq, Iran, Kuwait, Lebanon, the United Arab Emirates -23%-4.9
Middle East excluding the above -9%-2.3
Canada, United States -10%-21.1

Sempre secondo la IATA, nel 2020, prima di qualsiasi recupero l’impatto immediato sarà molto pesante con un calo previsto degli RPK (Revenue Passenger Kilometres) del 38% e una perdita di entrate pari a 252 miliardi di dollari. L’indice RPK è una metrica del settore aereo che mostra il numero di chilometri percorsi dai passeggeri paganti. Viene calcolato moltiplicando il numero di passeggeri paganti per la distanza totale percorsa a tratta e per aeromobile della compagnia aerea. Poiché questo indice misura la domanda di mercato effettiva per il trasporto aereo di una compagnia aerea, viene spesso definito quale il “traffico” delle compagnie aeree. Un aumento di RPK è positivo per una compagnia aerea perchè significa semplicemente che un numero maggiore di passeggeri utilizza il proprio servizio. Qui di seguito la tabella comparativa dell’indice RPK con la comparazione del 2020 sull’anno precedente 2019.

Region of airline registration RPKs 2020
% y on y
Passenger revenue
$ billion 2020 vs. 2019 levels
Asia-Pacific -37%-88
North America -27%-50
Europe -46%-76
Middle East -39%-19
Africa -32%-4
Latin America -41%-15
Industry -38%-252

Per maggiori informazioni leggi il report completo di IATA al 5 marzo 2020

Per maggiori informazioni leggi il report completo di IATA al 24 marzo 2020

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