All’inizio degli anni ‘70, a seguito di valutazioni NATO, viene stabilita la necessità di disporre di un vettore Airborne Early Warning al fine di incrementare le capacità di difesa aerea dell’Alleanza. Alla fine del 1978 i membri del Comitato di Pianificazione della Difesa firmano un memorandum per l’acquisto e la gestione di un sistema AEW di proprietà NATO che si concretizzò in 18 velivoli E-3A Sentry AWACS. 38 anni più tardi ha preso il via il quarto programma congiunto, quello del MMF – Multinational MRTT Fleet che vedrà la creazione di un reparto aereo joint e multinazionale equipaggiato con i velivoli Airbus A330 MRTT.

Nel Gennaio 1980 viene istituita la NATO Airborne Early Warning & Control Force (NAEW&CF) che, nell’Ottobre dello stesso anno, acquisì lo stato di Alto Comando. Oggi grazie all’ente NSPA – NATO Support and Procurement Agency, la NATO ha la capacità autonoma di interfacciarsi direttamente con gli attori dell’industria aerospaziale creando i presupposti per gestire e sviluppare nuovi progetti per soddisfare le proprie necessità in campo aeronautico. Pensiamo infatti al programma MMF – Multinational MRTT Fleet siglato dall’Airbus e dalla OCCAR, l’organizzazione europea congiunta per la cooperazione in materia di armamenti, che tende a fornire alla NATO una flotta per il rifornimento in volo e all’AGS – Allied Ground System creato come ente dedicato alle missioni ISR.

Lo scopo di tutti questi programmi era ed è tuttora quello di fornire alla NATO capacità, autonome, di supporto al combattimento e quello di mettere a disposizione alcune risorse a quelle forze aeree che non hanno il budget o le possibilità di sviluppo e gestione delle suddette potenzialità. In questo modo è possibile sfruttare e condividere queste capacità tra più nazioni dell’Alleanza.

NATO AEW&C Force E-3A Component

Come già detto la flotta AWACS della NATO è la prima unità aerea integrata dell’alleanza, un’unità multinazionale che garantisce uno schieramento rapido, sorveglianza aerea e funzioni di “Command and Control” per le operazioni alle NATO. 36 anni fa, fu la prima vera forza multinazionale alle dirette dipendenze dell’Alleanza Atlantica. Una flotta di aerei E-3A, basati su cellula commerciale Boeing B-707, venne così dislocata nella base aerea tedesca di Geilenkirchen, nel cuore della Germania e non troppo distante dalla sede della NATO, Bruxelles.

L’ E-3A Component (prima unità di volo operativo NATO) ha iniziato ad operare nel Febbraio 1982, all’arrivo dei primi velivoli, ma é stata ufficialmente attivata il 28 Giugno 1982 ed ha raggiunto la “Full Operational Capability” nella seconda metà del 1988. Gli E-3 Sentry AWACS sono basati in Germania sulla NATO Air Base (NAB) Geilenkirchen e gestiti dal reparto aereo NATO AEW&C Force E-3A Component.

Nel dicembre 2019 la NATO ha firmato un contratto da 1 miliardo di dollari per modernizzare la flotta E-3A AWACS (Airborne Warning and Control System), assicurando il sostegno alle missioni dell’Alleanza fino al 2035. Spesso definito come “gli occhi nel cielo” della NATO, gli aeromobili Boeing E-3A AWACS forniscono all’Alleanza sorveglianza aerea, controllo aereo avanzato, comando e controllo, gestione dello spazio di battaglia e comunicazioni. Il contratto con Boeing fornirà ai 14 velivoli AWACS della NATO nuove sofisticate capacità di comunicazione e networking. 16 alleati della NATO, su entrambe le sponde dell’Atlantico, stanno finanziando questa modernizzazione e le aziende dell’Europa e del Nord America stanno lavorando insieme per fornire capacità ad alta tecnologia.

Il NATO E-3A (o AWACS) è un Boeing 707 modificato dotato di radar a lungo raggio e sensori passivi in ​​grado di rilevare e gestire obiettivi in aria e superficie su grandi distanze. Le informazioni raccolte dagli AWACS possono essere trasmesse direttamente dall’aeromobile ad altri utenti e comandi a terra, in mare o in volo. La Forza di allarme e controllo avanzato aviotrasportata della NATO (NAEW & C Force) è la più grande “forza” collaborativa dell’Alleanza ed è un esempio di ciò che i paesi membri della NATO possono raggiungere riunendo risorse e lavorando insieme in un ambiente veramente multinazionale.

L’aeromobile è in grado di tracciare e identificare velivoli potenzialmente ostili che operano a bassa quota, oltre a fornire il controllo guida caccia degli aerei alleati. Può tracciare e identificare contemporaneamente contatti aerei, terrestri e marittimi e fornire supporto di coordinamento alle forze alleate. In circostanze normali, il velivolo può operare per circa otto ore (e più a lungo con rifornimento aria-aria) a 30.000 piedi (9.150 metri). I sensori di sorveglianza attivi si trovano nella cupola del radar (“rotodome”), che rende l’AWACS un velivolo riconoscibile in modo univoco. Questa struttura ruota compiendo un giro ogni 10 secondi e fornisce all’aeromobile AWACS una copertura radar a 360 gradi in grado di rilevare gli obiettivi aerei a una distanza di oltre 215 miglia nautiche (400 chilometri). Un aereo che vola a 30.000 piedi ha una copertura dell’area di sorveglianza di oltre 120.000 miglia quadrate (310.798 chilometri quadrati) e tre aerei che operano in orbite sovrapposte e coordinate possono fornire una copertura radar ininterrotta dell’intera Europa centrale.

NATO SAC – Strategic Airlift Capability

SAC C-17 Globemaster III decolla da pista in sabbia semi-preparata in Mali

Lo Strategic Airlift Capability (SAC) è nato nel 2008, ed è un programma multinazionale ed indipendente che provvede a fornire un servizio di trasporto strategico ai 12 paesi membri del programma tramite i tre aerei Boeing C-17 Globemaster III. Il SAC è basato presso la base aerea di Pápa in Ungheria, e le 12 nazioni che lo compongono sono: Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Romania, Slovenia, Stati Uniti, Svezia e Ungheria. Questo ente è composto dal HAW – Heavy Airlift Wing, il braccio operativo, e dal NAM – NATO Airlift Management Programme Office che sovraintende alla gestione, acquisizione e amministrazione dei velivoli, supportato dalla Boeing e dalle forze aeree ungheresi. I membri condividono i costi della gestione dei velivoli a seconda delle quote in ore di volo che hanno a disposizione.

Il 23 settembre 2008 le 12 nazioni hanno istituito lo Strategic Airlift Capability firmando il protocollo d’intesa SAC. Il 14 luglio 2009, è giunto il suo primo velivolo C-17, recante la registrazione SAC 01. I restanti due velivoli, SAC 02 e 03, sono stati consegnati nei mesi seguenti e le operazioni aeree del HAW sono iniziate subito dopo, con il raggiungimento della Full Operational Capability – FOC nel novembre del 2012. L’unità è stata quindi considerata pienamente in grado di svolgere missioni quali il rifornimento aereo, aviolancio di mezzi e uomini, atterraggi di assalto, operazioni ogni tempo di giorno come di notte in ambienti a bassa e media minaccia e limitate operazioni di evacuazione aeromedica.

Il SAC dovrebbe avere una durata di almeno 30 anni e le nazioni membri si sono impegnate a sviluppare costantemente il programma e le sue capacità, ed è stata un’altra iniziativa rivoluzionaria nel campo della difesa, della messa in comune delle risorse e della condivisione delle capacità di difesa.

NATO AGS – Allied Ground Surveillance

NATO AGS RQ-4D

Il programma NATO AGS – Allied Ground Surveillance, strutturato su velivoli APR HALE (High Altitude Long Endurance) e su vari sistemi di terra, nasce da un’iniziativa di 15 Nazioni Alleate con la firma del Programme Memorandum of Understanding del febbraio del 2009. All’interno del programma l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto terzo paese contributore (dopo Stati Uniti e Germania) ed Host Nation, ruolo fondamentale in termini di supporto logistico, infrastrutturale e tecnico-operativo, ruolo che viene svolto a partire dalla base aerea di Sigonella in Sicilia.

La capacità espressa dall’AGS permetterà alle nazioni dell’Alleanza di effettuare attività di sorveglianza persistente su vaste aree, operando al contempo a distanze considerevoli delle zone di interesse, in qualsiasi condizioni meteorologiche e di luce attraverso l’uso di un assetto a pilotaggio remoto acquisito ed operato da personale NATO. Un gruppo di 15 nazioni alleate partecipa al sistema AGS composto da cinque velivoli a pilotaggio remoto NATO RQ-4D e le relative stazioni di comando e controllo di terra di provenienza europea. La NATO quindi opererà e li manterrà per conto di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica. L’aeromobile AGS NATO RQ-4D è basato sul velivolo statunitense Global Hawk Block 40. È stato adattato in modo univoco ai requisiti della NATO per fornire una capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) all’avanguardia.

Il primo dei cinque velivoli NATO Alliance Ground Surveillance (AGS) è atterrato a Sigonella, in Italia alle 16:46 ora locale di giovedì 21 novembre 2019 dopo 22 ore di volo, segnando un importante passo nel programma AGS. Il secondo velivolo NATO AGS invece è decollato mercoledì 18 dicembre 2019 dalla base aerea di Edwards in California, negli Stati Uniti alle 8:40 ora locale ed è atterrato circa 20 ore dopo presso l’AGS Main Operating Base in Sigonella. Le due traversate dell’Atlantico dalla California all’Italia sono state interamente controllate da un pilota presso la base operativa principale dell’AGS a Sigonella.

Il programma NATO AGS comprende cinque velivoli a pilotaggio remoto NATO Phoenix RQ-4D callsign “MAGMA”. Tutti e cinque stanno attualmente eseguendo diversi voli di test di sviluppo. Una volta che ciascuno degli aeromobili arriverà alla base aerea operativa principale di Sigonella, inizierà una fase di verifica, al fine di garantire la piena conformità del sistema. L’intero sistema AGS sarà consegnato alla NATO una volta completati tutti i test e le verifiche delle prestazioni. La capacità operativa iniziale è prevista per la prima metà del 2020. L’AGS sarà di proprietà collettiva e gestito da tutti gli alleati della NATO e sarà una capacità vitale per le operazioni e le missioni dell’Alleanza stessa. Tutti gli alleati avranno accesso ai dati acquisiti da AGS e beneficeranno dell’intelligence derivata dalle missioni di sorveglianza e ricognizione che AGS intraprenderà. Con i suoi elementi fondamentali, il NATO AGS è un sistema su misura appositamente progettato per soddisfare i requisiti di sorveglianza identificati dal North Atlantic Council e SACEUR.

NATO MMF – Multinational MRTT Fleet

Il programma MMF è stato lanciato nel 2016 per supplire alla scarsa disponibilità di rifornitori aerei in Europa. Per far ciò la NATO ha acquistato otto velivoli, più tre in opzione, Airbus A330 MRTT Multi-Role Tanker Transports per il rifornimento in volo ma anche per il trasporto strategico e l’evacuazione medica. Gli aerei saranno operati da un gruppo di volo multinazionale composto da Belgio, Germania, Olanda, Lussemburgo, Norvegia e Repubblica Ceca in attesa che altre nazioni della NATO entrino a far parte del suddetto gruppo di volo.

Cinque aerei Airbus A330 MRTT saranno basati in Olanda ad Eindhoven, anche sede dell’EATC – European Air Transport Command, e tre in Germania a Colonia. I primi tre velivoli sono attualmente in produzione e di questi il primo è atteso per il prossimo mese di maggio 2020 a partire dalla linea di conversione “tanker” dell’Airbus di Getafe, vicino Madrid. La Germania sarà il maggior utilizzatore/contributore con almeno 5500 ore di utilizzo dei velivoli. Interessate a questa capacità dell’Alleanza saranno sicuramente anche le nazioni dell’Est Europa (esempio Polonia, Ungheria, Romania) che dovranno mantenere e sostenere le capacità di rifornimento in volo dei propri piloti senza però avere in flotta macchine costose e complesse da gestire come i tanker.

Per la missione di rifornimento in volo gli Airbus A330 MRTT saranno equipaggiati con un’asta rigida (boom) e due pod sub-alari per il sistema con sonda e imbuto. Oggi in Europa le nazioni che hanno delle proprie capacità di rifornimento in volo, delle quali alcune con capacità limitate, sono: Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, le prime tre nazioni con buone capacità e mezzi.

Photo credits: NATO, SAC – Strategic Airlift Capability, Archivio Aviation Report / Gianni Scuderi, Airbus

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi