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H160 a che punto siamo? Ne abbiamo parlato con Airbus Helicopters

Quello dell’Airbus Helicopters H160 è uno dei programmi più ambiziosi dell’industria aeronautica: con i suoi 68 nuovi brevetti questo elicottero è stato presentato come l’elicottero del futuro, destinato a rivoluzionare tutto il settore elicotteristico.

Versatile, a basso consumo di carburante e molto silenzioso, l’H160 ben si presta per svolgere le missioni più disparate: dal trasporto offshore, all’aviazione privata e commerciale, ai servizi medici di emergenza senza dimenticare il settore militare con l’apposita variante H160M.

Possiamo dire che l’H160 sta mantenendo le promesse?

Per rispondere a questa domanda avremmo voluto andare in casa Airbus a vedere da vicino l’H160, ma la crisi mondiale dovuta al Covid-19 non ce lo ha permesso.

Impossibilitati a recarci nello stabilimento di Marignane dove questa macchina viene assemblata, abbiamo chiesto ad Airbus di farci sbirciare nei loro hangar per vedere lo stato di avanzamento di questo elicottero. Le foto che Airbus ci ha inviato mostrano una scocca in avanzato stato di assemblaggio mentre è di questi giorni la notizia del primo volo dell’H160 del cliente ANH – All Nippon Helicopter.

Il programma H160 procede bene secondo quanto pianificato avendo registrato ordini in tutti i segmenti di missione per i quali era stato progettato“, afferma Bernard Fujarski, Capo Programma dell’H160. “A luglio dell’anno scorso l’elicottero ha ottenuto l’importante certificazione di tipo EASA (European Union Aviation Safety Agency), nonostante le difficoltà dovute alla pandemia COVID-19 ed alle relative restrizioni.  Ci aspettiamo di ottenere nei prossimi mesi la certificazione FAA (Federal Aviation Administration) per procedere con la prima consegna dell’H160 ad un cliente statunitense“.

Su questa macchina avete ottenuto 68 brevetti, non sono pochi: davvero li ritroveremo sulla versione di “serie”
“Certamente, confermiamo che ci sono 68 brevetti depositati sul tipo.”

Ci può svelare qualcosa di più di queste innovazioni? In che modo questi brevetti miglioreranno l’esperienza del volo? “I brevetti più interessanti sono ad esempio le pale del rotore principale Blue Edge, che riducono l’impatto acustico del 50% e generano un sollevamento verticale di 100 kg in più rispetto a quello generato da pale convenzionali. Un altro brevetto importante è l’innovativo rotore di coda Fenestron® inclinato di 12 gradi per una maggiore capacità di carico utile. L’H160 presenta inoltre un nuovo stabilizzatore biplano studiato per ridurre l’impatto aerodinamico delle manovre in volo a bassa velocità e in hovering, mantenendo la sua funzione di stabilizzazione in volo in avanti e aumentando la stabilità in avvicinamento.

Grazie all’integrazione della suite avionica Helionix di Airbus Helicopters, gli operatori beneficeranno di una maggiore sicurezza grazie alla riduzione del carico di lavoro del pilota, una maggiore consapevolezza situazionale, una migliore protezione dell’inviluppo di volo e la ridondanza del sistema.

L’H160 è dotato di una coppia di turbine Turbomeca Arrano, ciascuna da 1.100 shp, che offre una riduzione del 15% di carburante per un miglior raggio di azione e carico utile, oltre che un ridotto impatto ambientale.

Le vostre foto mostrano delle baie che ricordano quelle utilizzate nell’automotive: oltre che aver creato una macchina innovativa avete innovato anche il modo di assemblarla? “Sì, c’è tanta innovazione non solo nell’elicottero ma anche nel modo di realizzarlo. Abbiamo utilizzato molte metodologie provenienti dal settore automobilistico, come la metodologia RING. L’H160 è stato progettato per essere assemblato da gruppi di componenti principali (MCA) proprio come gli aerei commerciali Airbus.

Gli MCA sono modulari e ci consentono di avere un concetto “plug and play” nella linea di assemblaggio finale. Ciò fornisce un numero minimo di attività da eseguire nella linea che dispone di cinque stazioni di lavoro. Quattro sono dedicati al puro assemblaggio e l’ultimo è per il collaudo e l’ispezione finale.

 

Elicottero nuovo e nuova filosofia costruttiva, il tutto facendo un ricorso massiccio ai materiali compositi!

L’H160 è stato progettato per essere un elicottero modulare per affrontare missioni che vanno dal trasporto offshore, all’aviazione privata e corporate, ai servizi medici di emergenza e al servizio pubblico. Il nuovo velivolo arriverà in Italia nel 2022 e sarà un ACH160, ovvero la versione VIP.

Purtroppo non posso dirvi il ​​nome del cliente” afferma Alexandre Ceccacci, General Manager di Airbus Helicopters in Italia, “ma sono certo che sarà difficile mantenere il segreto una volta che l’elicottero entrerà in servizio in Italia. Con il suo design distintivo e il ridotto impatto acustico, non passerà di certo inosservato”.

Il 2022 non è molto lontano e noi siamo qui che aspettiamo impazienti questa data per vederlo da vicino, ma l’H160 non è il solo elicottero Airbus che arriverà presto nel nostro Paese.

Nei prossimi mesi vedremo l’H145 pentapala anche in Italia, dopo che la presentazione ufficiale è stata rimandata per i problemi sanitari che tutti ben conosciamo” continua l’Ing. Ceccacci.Non si tratta di un elicottero completamente nuovo come l’H160, ma questa nuova versione a 5 pale presenta un aumento del carico utile di 150 kg e porterà significativi miglioramenti; in ambito EMS questo significa un migliore comfort di volo per il paziente grazie all’assenza di vibrazioni e migliori margini di sicurezza”.

Innovazione ma soprattutto sicurezza quindi: è quello che ognuno di noi si aspetta da questa nuova generazione di elicotteri. Aspettiamo impazienti di vedere da vicino questi nuovi mezzi. Nel frattempo non ci resta che goderci le foto che Airbus Helicopters ci ha gentilmente concesso.

Un sentito ringraziamento ad Airbus Helicopters Francia e all’Ingegner Alexandre Ceccacci, General Manager di Airbus Helicopters Italia.

Testo: Emanuele “Mané” Ferretti
Immagini: Airbus Helicopters

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Emanuele "Mané" Ferretti

Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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