mig-29 fulcrum ucraino
@ Ukrainian Air Force

Guerra in Ucraina: i missili russi colpiscono e distruggono la fabbrica dove vengono riparati i MiG-29 di Kiev

La Russia ha intensificato gli attacchi aerei sull’Ucraina anche se il continuo appello di Kiev agli Stati Uniti e alla NATO di dichiarare una no-fly zone sul paese dilaniato dalla guerra non ha prodotto risultati positivi. In questo contesto i russi hanno bombardato un impianto industriale ucraino utilizzato per la manutenzione dei caccia MiG-29 Fulcrum di Kyiv [Kiev].

L’impianto statale di riparazione di aeromobili di Leopoli, a poco più di 40 miglia dal confine polacco, è stato colpito dai missili russi lo scorso 18 marzo. Questa struttura ha gestito, tra le altre cose, i lavori di riparazione dei caccia MiG-29 Fulcrum ucraini che Kiev ha ampiamente schierato nella sua resistenza contro l’invasione russa.

Questo è stato il primo colpo a Leopoli, un importante punto di transito per i vari tipi di aiuti esteri che entrano in Ucraina trovandosi molto vicino al confine con la Polonia, che rappresenta il fianco più orientale della NATO. La scorsa settimana, la Russia ha intensificato la sua offensiva nell’Ucraina occidentale, sparando i missili vicino a Leopoli e colpendo una grande struttura militare vicino al confine polacco, presumibilmente uccidendo decine di persone e avvicinando la lotta ai confini della NATO. L’incidente è avvenuto dopo che il Cremlino aveva minacciato di bloccare le forniture di armi occidentali all’Ucraina.

Diversi missili hanno colpito l’impianto di riparazione degli aerei. I suoi edifici sono stati distrutti dagli attacchi. Il lavoro nello stabilimento è stato interrotto in tempo, quindi per il momento non ci sono vittime“, ha affermato il sindaco dell’Ucraina Andriy Sadovyi. Le sirene del raid aereo hanno suonato in tutta la città pochi minuti prima dell’attacco.

La Russia ha lanciato sei missili da crociera contro il complesso, due dei quali sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina, secondo le autorità. “I missili, che sono stati lanciati dall’area del Mar Nero, e sono stati parzialmente abbattuti. Ma quattro di loro hanno colpito l’impianto di riparazione degli aerei“, ha affermato Maksym Kozytskyy, capo dell’amministrazione militare di Leopoli.

L’impianto statale di riparazione di aeroplani di Leopoli è descritto come la principale società di manutenzione di aeromobili dell’Ucraina e la struttura, gestita dall’azienda statale della difesa Ukroboronprom, serviva principalmente i velivoli da combattimento MiG-29 Fulcrum. Questa struttura si trova sull’aeroporto internazionale Danylo Halytskyi di Leopoli.

Non è chiaro quali potrebbero essere gli impatti immediati di questo attacco sulla capacità dell’aeronautica militare ucraina di continuare a far funzionare i suoi MiG-29 sebbene una parte del lavoro di manutenzione venga sempre condotto presso le basi da cui operano questi aerei. Allo stesso tempo, la perdita dell’hangar e gli altri danni alla struttura di Leopoli potrebbero limitare le opzioni disponibili per eseguire riparazioni più serie, anche su aerei che hanno già subito danni in battaglia.

Una settimana prima, un altro attacco missilistico russo sulla città di Lutsk, nell’Ucraina occidentale, aveva preso di mira un altro impianto che si occupava di riparare i motori a reazione RD-33 che equipaggiano sempre i caccia MiG-29 ucraini. Questa struttura è anche il luogo in cui, tra le altre cose, viene svolto un lavoro simile sui motori AL-21F e AL-31F utilizzati rispettivamente dagli aerei da combattimento ucraini Su-24 Fencer e Su-27 Flanker.

Ciò indica che la Russia è concentrata sul negare l’opportunità di affermare la superiorità aerea e la difesa aerea all’Ucraina, soprattutto a seguito degli annunci occidentali di voler fornire proprio delle aliquote di caccia MiG-29 dei paesi, ora della NATO, che li hanno ereditati dall’epoca del Patto di Varsavia: Polonia, Slovacchia e Bulgaria. Proprio i primi due hanno dato disponibilità al trasferimento delle loro macchine in cambio di nuove forniture da parte degli Stati Uniti, leggasi F-16 Fightning Falcon.

Inoltre è logico pensare che l’esercito russo, che finora non è stato in grado di ottenere una vera superiorità aerea sull’Ucraina, prenda di mira le strutture che sostengono le flotte di jet da combattimento dell’aviazione ucraina. I caccia ucraini MiG-29 e Su-27, insieme alle difese aeree a terra, sono stati importanti nel mantenere i cieli sopra il paese contesi dopo più di tre settimane.

Il trasferimento di questi aerei è al momento al vaglio degli Stati Uniti ma trova reticenze da parte della NATO che individua problemi logistici non indifferenti, oltre al fatto che la Russia potrebbe vedere in questa mossa una vera e propria interferenza nel conflitto che potrebbe portare a conseguenze gravi. A tal proposito, la Slovacchia ha dato la disponibilità anche al trasferimento a Kiev del suo unico sistema di difesa aerea S-300, sul quale però il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha già annunciato che Mosca “non consentirà” il suo trasferimento in Ucraina.

Colpendo le infrastrutture chiave ucraine per la manutenzione dei MiG-29, Mosca sta dando un chiaro segnale alla NATO sul fatto che non consentirà l’eventuale utilizzo di questi aerei, opponendosi con forza al loro utilizzo dal territorio ucraino e complicando così non poco le decisioni degli Stati Uniti e degli Alleati su questo tema. Senza un’infrastruttura tecnica funzionante i velivoli sarebbero comunque inutilizzabili e dovrebbero operare dal territorio della NATO, cosa che l’Alleanza avrebbe già escluso.

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