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Guardian Lightning II: gli F-35 olandesi a difesa del fianco est della NATO

@ Aviation Report / Andrea Avian

Terminata la missione White Eagle dell’Aeronautica Militare con quattro EF-2000 distaccati sulla base polacca di Malbork, a partire dal 30 Gennaio 2023, il testimone è stato consegnato alla Koninklijke Luchtmacht, (KLU) l’aeronautica militare dei Paesi Bassi, che ha trasferito sulla medesima base aerea otto F-35A Lightning II dando il via alla missione Guardian Lightning II.

Con l’inasprirsi delle tensioni internazionali tra Russia e NATO ed una pace che sembra sempre più lontana, le missioni di Air Policing sui paesi dell’Alleanza, che stavano diventando una normale routine, hanno progressivamente acquisito maggior importanza in ambito di deterrenza ai confini della NATO. I due fronti più impegnativi, e pattugliati, sono il fianco sud-est, ovvero Romania, e il fianco nord-est, ovvero Polonia e Lituania.

La prima missione olandese di Air Policing NATO avvenne già nel 2014, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, e all’epoca si trattava della missione di Assurance Measures svolta con gli F-16.

Un totale di otto velivoli e circa 150 tra uomini e donne provenienti dal 322 Squadron della base olandese di Leeuwarden, sono stati dispiegati a Malbork, a circa 60Km a sudest di Gdansk (Danzica). Dopo un primo periodo di familiarizzazione e di voli di preparazione alle operazioni congiunte con Polonia e altri paesi NATO, sotto il controllo del Centro Operazioni Aeree Combinate di Uedem, in Germania, gli F-35 olandesi hanno acquisito la piena operatività.

L’operazione di Air Policing olandese, sotto il nome di Guardian Lightning II, rappresenta lo sforzo più grande sostenuto sino ad oggi dall’aeronautica dei Paesi Bassi. Nel 2022 gli F-35 olandesi furono dislocati presso la base di Graf Ignatievo, in Bulgaria, ma in quell’occasione gli aerei utilizzati erano quattro e anche per fattori geografici, la Bulgaria è meno vicina al fronte “caldo”, non vi fu un intenso impiego in termini di Alfa Acramble.

Gli F-35 olandesi a fine 2022 erano stati rischierati anche in Italia, presso la base aerea di Amendola, in Puglia, sede del 32° Stormo, per partecipare all’esercitazione internazionale Falcon Strike 2022 che aveva visto la partecipazione di assetti di IV e V generazione di Italia, Olanda, USA ed Israele.

Presso la base di Malbork l’attività dei jet olandesi è moto intensa, come ci spiega il comandante della  missione, il Magg. “Shackle”. Degli otto aerei impiegati, quattro vengono tenuti 24/7 pronti per lo scramble, mentre gli altri quattro svolgono ordinarie missioni di addestramento cooperando con l’aviazione militare polacca che mette a disposizione i suoi MiG 29 ed F-16, ma questi altri quattro aerei possono essere utilizzati immediatamente nella difesa aerea se la situazione lo dovesse richiedere.

La Guardian Lightining II è iniziata il 30 Gennaio per terminare ai primi di Aprile, e dopo il primo mese, piloti e specialisti sono stati sostituiti da altro personale proveniente dalla base madre, in modo da dare a più personale possibile la possibilità di addestrarsi in uno scenario operativo reale. Inoltre l’esperienza in Bulgaria ha permesso di acquisire informazioni ed esperienza per quanto riguarda la parte logistica e di supporto che l’utilizzo di un caccia di V generazione come l’F-35 richiede.

Prima di venire a Malbork, la KLU ha mandato un team per valutare le infrastrutture polacche e capire meglio quali attrezzature potevano essere utilizzate, e quali invece sarebbe stato necessario trasportare dall’Olanda. Un contributo in questo è stato fornito dai colleghi dell’Aeronautica Militare Italiana che li hanno preceduti pochi mesi prima.

Il Magg. “Shackle” ci riferisce che l’efficienza degli F-35 è stata prossima al 90%, e le missioni abortite, lo sono state per cause meteo, non per problemi tecnici del velivolo, e ci spiega che con la missione Guardian Lightning II l’Olanda evidenzia il suo contributo alla sicurezza collettiva nella regione e mostra la presenza NATO nei cieli.

Il primo Alfa Scramble è datato 13 Febbraio, quando due F-35 sono decollati per intercettare tre velivoli della Federazione Russa, due Su 27 Flanker ed un aereo per sorveglianza elettronica Ilyushin IL 20M Coot-A, i quali partiti dell’Oblast di Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania, si sono avvicinati allo spazio aereo polacco, ma senza invaderlo, come invece riferito da alcuni media italiani.

I tre velivoli russi sono stati intercettati dagli F-35 olandesi, ai quali tempestivamente si sono aggiunti due EF-2000 della Luftwaffe decollati dalla base di Siuliai, in Lituania, e i quattro caccia NATO hanno scortato la formazione russa fino al loro rientro nello spazio aereo di Kaliningrad. In Lituania dalla base di Siuliai operano gli EF-2000 tedeschi e i Rafale dell’Armèe de l’Air francesi, che cooperano con gli aerei basati in Polonia per garantire la sicurezza dello spazio aereo NATO in quella regione.

Come afferma il Brigadiere Generale della Forza Aera Turca Omer Nafiz Gùlmezoglu, Comandante delle Operazioni Aeree Congiunte NATO, “ogni giorno gli assetti dei Paesi NATO dimostrano con le loro manovre la capacità di pianificare e condurre operazioni aeree complesse in maniera eccellente, e il centro di comando di Ramstein pianifica le interazioni tra i caccia, gli aerei da trasporto e le missioni di rifornimento in volo con assetti multipli, garantendo la prontezza di risposta contro minacce esterne e assicurando la protezione dello spazio aereo nel fianco Est dell’Alleanza.

Come sappiamo la Polonia ha annunciato la fornitura di alcuni suoi MiG-29 all’Ucraina. Non è ancora chiaro quanti saranno i MiG ceduti, ma voci non ufficiali ipotizzano un totale di 12, ovvero i MiG-29G ex-Luftwaffe che non hanno subito il programma di modernizzazione, per poi cedere i restanti una volta che il nuovo velivolo di fabbricazione Sud-Koreana FA-50 verrà consegnato alla Polonia, in previsione per la fine del 2023.

Per il momento la Polonia contribuisce alla protezione del suo spazio aereo e di quello slovacco con i suoi due Gruppi di F-16 e con i MiG-29, ora tutti basati a Malbork, dopo il trasferimento in questa base di quelli precedentemente basati a Minsk-Mazowiecki.

Testo e immagini: Andrea Avian, Slawek Hesja Krajniewski

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