Come riportato da alcuni media locali tra i quali Parapolitika, la Grecia sarebbe in trattativa con la Francia e altri paesi per l’acquisto di armi per rafforzare le sue forze armate, ha detto martedì alla Reuters un funzionario del governo greco, mentre le tensioni crescono sulle risorse energetiche nella regione del Mediterraneo orientale.

Il ministro delle finanze greco aveva confermato che il paese è pronto a spendere parte delle sue riserve di liquidità in acquisti di armi e altri mezzi per aumentare la sua “forza di deterrenza” nell’area mediterranea, dopo anni di tagli alle spese per la difesa. “Siamo in trattativa con la Francia, e non solo con la Francia, al fine di aumentare il potenziale di difesa del nostro paese“, avrebbe detto alla Reuters un funzionario del governo. “In questo quadro, c’è una discussione che include l’acquisto di nuovi aeromobili.

Il funzionario ha aggiunto che non sono state prese decisioni definitive, ma i media greci hanno riferito a fine agosto che Atene aveva accettato di acquistare 18 caccia Rafale della Dassault francese. “Non c’è accordo come scritto in diversi media. Tuttavia, ci sono discussioni su una serie di argomenti.“, avrebbe aggiunto una fonte del governo francese, senza fornire ulteriori dettagli. Questa acquisizione di caccia, se portata a termine, combinata con il 24 Dassault Mirage 2000-5 Mk.II già in servizio in Grecia, renderà la flotta di intercettori ancora più efficace, secondo la leadership politica e militare ellenica.

Sempre secondo i media greci dieci velivoli designati Rafale C F3-R versione dotata della tecnologia AESA e dei missili BVR Meteor saranno acquistati e consegnati direttamente dallo stabilimento di Dassault, mentre otto velivoli saranno ex aerei dell’Armée de l’Air con radar RBE2 (Radar à Balayage Electronique 2) che utilizza un array passivo  a scansione elettronica PESA e missili MICA EM/IR. Gli otto velivoli “usati”, sempre secondo i media ellenici, saranno invece donati alla Hellenic Air Force.

La Grecia è stata in contrasto con la vicina Turchia su una serie di questioni, tra cui rivendicazioni sovrapposte per le risorse di idrocarburi nella regione, sulla base di affermazioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le tensioni sono aumentate il mese scorso dopo che Ankara ha inviato l’unità navale Oruc Reis in un’area contesa a seguito di un patto tra Atene e Il Cairo che ratifica i confini marittimi.

Francia e Germania hanno cercato di mediare per disinnescare la tensione, mentre il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha tenuto due telefonate con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la scorsa settimana. Lunedì 31 agosto, la Turchia ha prolungato il lavoro della nave Oruc Reis fino al 12 settembre. L’avviso turco è arrivato dopo che l’UE aveva chiesto un dialogo con Ankara. Il ministero degli Esteri greco ha esortato la Turchia a desistere dalle sue invettive quotidiane e a lavorare per la sicurezza e la stabilità nella regione.

All’inizio di quest’anno la Elliniki Polemiki Aeroporia (Hellenic Air Force) aveva annunciato l’inizio del programma di ammodernamento della sua flotta di 84 F-16C-52+ ed F-16D-52+. La Grecia ha assegnato alla Lockheed Martin un contratto da 280 milioni di dollari per aggiornare la flotta dei Fightning Falcon per portarli alla configurazione Block 70/72 Viper che include tra tutta una serie di miglioramenti, anche un radar AESA (Active Electronically Scanned Array) APG-83.

La modernizzazione degli F-16 sarà completata entro il 2027. Nel frattempo il governo greco aveva anche dichiarato il proprio interesse ad acquisire un modesto numero di velivoli di quinta generazione stealth Lockheed Martin F-35 Lightning II, cosa che dipenderà fortemente dai finanziamenti disponibili.

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