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Germania, Francia e Spagna avrebbero raggiunto un accordo generale sul Future Combat Air System

Francia, Germania e Spagna avrebbero finalmente raggiunto un accordo generale sui prossimi passi nello sviluppo del FCAS – Future Combat Air System e sperano di elaborare tutti i dettagli entro metà maggio, avrebbe confermato alla Reuters una fonte della difesa tedesca.

Come avevamo già scritto le tre nazioni stanno cercando di risolvere le differenze sull’accesso al know-how industriale e sui diritti di proprietà intellettuale, per la condivisione del lavoro industriale. La pressione per un accordo rapido sta crescendo in vista delle elezioni di settembre in Germania.

I disaccordi sulla proprietà industriale hanno fatto sì che i paesi non rispettassero una scadenza di fine aprile precedentemente fissata da Germania e Francia per mediare un accordo che avrebbe assicurato la partenza della fase successiva la 1B, che dovrebbe costare 2,5 miliardi di euro, del più grande progetto di difesa europeo il cui costo totale è stimato in 100 miliardi di euro. Ricordiamo questa che la fase 1B aprirebbe la strada allo sviluppo di un dimostratore del velivolo, centro del sistema, NGF – New Generation Fighter che dovrebbe iniziare a volare nel 2026/2027.

Questa fase inoltre prevede il coinvolgimento della Spagna e di altri fornitori nello sviluppo del progetto. Il mandato di includere l’industria spagnola significa che la quota di lavoro tra Dassault e Airbus, invece di essere divisa in due al 50%, è ora divisa in tre parti, con Airbus che però detiene il 66%, in quanto rappresenta sia la Germania che la Spagna.

Le tre nazioni metteranno insieme un elenco di diritti di proprietà intellettuale entro la metà di maggio, precisando cosa può essere condiviso da tutti i partner e cosa deve essere mantenuto riservato per aziende specifiche, ha riportato la Reuters, che però ha citato anche una fonte francese secondo la quale non ci sarebbe ancora nessun accordo.

La francese Dassault Aviation, Airbus e Indra, le ultime due che rappresentano rispettivamente la Germania e la Spagna, sono le principali aziende coinvolte nello sviluppo del FCAS che dovrà sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli dal 2040.

In breve e come già sappiamo il programma del caccia NGF – New Generation Fighter  fa parte del progetto del FCAS Future Combat Air System, che prevede droni collegati in rete, i cosiddetti Remote Carrier, che accompagnano l’aereo con equipaggio e un’architettura con Cloud da combattimento che riunisce tutti gli elementi per la gestione e la condivisione dei dati.

Quali aerei dovrebbe sostituire il caccia di sesta generazione europeo FCAS?

Il programma Future Combat Air System (FCAS) è uno strumento chiave  per garantire la futura autonomia e sovranità europee in difesa e sicurezza. Rafforzerà l’Europa come hotspot industriale e tecnologico, non solo nel settore della difesa, ma con importanti ricadute nel mondo civile. L’idea alla base del sistema Future Combat Air è quella di creare un velivolo stealth di sesta generazione europeo per sostituire i Rafale francesi, gli Eurofighter tedeschi e spagnoli e gli F-18 Hornet spagnoli con l’entrata in servizio prevista per il 2040.

A giugno del 2019 una importante tappa del programma fu mostrata attraverso la presentazione al pubblico dei modelli New Generation Fighter (NGF) e Remote Carriers (RC), nel giorno dell’inaugurazione del Salone dell’Aviazione di Le Bourget, mentre a febbraio 2020 i governi di Francia e Germania avevano assegnato a Dassault Aviation, Airbus e ai loro partner, MTU Aero Engines, Safran, MBDA e Thales, il contratto quadro iniziale (Fase 1A) che avvia la fase dimostrativa per il sistema di combattimento aereo del futuro (Future Combat Air System – FCAS).

L’FCAS deve sostituire gli attuali sistemi di combattimento aereo (Rafale ed Eurofighter) entro il 2040 e rimarrà in servizio almeno fino al 2080 e, forse, oltre. La velocità con cui la tecnologia evolve, in termini non solo di combattimento aereo, ma anche di intelligenza artificiale, scambi di dati, cloud, guerra elettronica, missili ipersonici, nonché gli sforzi compiuti dagli avversari e dagli alleati per sviluppare sistemi sempre più efficaci, impone di guardare oltre il 2040. L’obiettivo è quello di evitare di sviluppare un sistema di combattimento che sarà obsoleto non appena commissionato. Inoltre va considerato anche l’aspetto etico e legale dell’intelligenza artificiale presa in considerazione nell’ambito del programma.

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Redazione di Aviation Report

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