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Future Vertical Lift: ne abbiamo parlato con lo Stato Maggiore dell’Esercito

@ Sikorsky

Analogamente alla nostra Aeronautica Militare, anche l’Esercito sta vivendo una trasformazione, una trasformazione che prende il nome di “Esercito 4.0”, un concept paper presentato a margine del convegno del 14 settembre 2022. Il documento individua 5 macro-aree su cui dovranno concentrarsi risorse e impegno nel medio periodo: manovra a contatto, in profondità e nella terza dimensione, difesa integrata e logistica distribuita. Per quanto riguarda la terza dimensione, quella che più interessa la nostra testata giornalistica, l’Esercito guarda con sempre maggiore interesse le future piattaforme a decollo verticale, tra le quali quelle del programma Future Vertical Lift, fondamentali per garantire il presidio dei cosiddetti key terrain e delle infrastrutture critiche.

Abbiamo deciso di parlare di queste nuove piattaforme con l’Esercito Italiano che ringraziamo sin d’ora, per farci spiegare meglio come cambierà l’Esercito e di quali velivoli avrà bisogno per rimanere al passo con i tempi.

Emanuele Ferretti / Aviation Report: Parliamo del presente: quali piattaforme ha in uso attualmente l’Esercito?

Stato Maggiore dell’Esercito (SME): L’Esercito ha attualmente in servizio gli elicotteri AH-129D, UH-169B, CH-47F, UH-90A, UH-205A, RH-206C, UH-212, HH-412A, gli aerei VC-180A e UC-228 e l’Unmanned Aerial Vehicle (UAV) RQ 7-C.

Emanuele Ferretti: Parliamo del Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta (NEES): come procede lo sviluppo e quali caratteristiche avrà rispetto alla piattaforma attuale, il Mangusta?

SME: Le attività procedono in linea con il calendario di sviluppo definito dalla F.A.. In particolare, nel corso dell’ultimo anno sono state condotte molteplici attività su componenti e sistemi vitali della piattaforma, quali: crash test dei serbatoi carburante, prove statiche dell’impianto idraulico, verifiche vibratorie e l’integrazione iniziale dell’avionica di bordo. Sulla base delle risultanze delle prove effettuate, sono state realizzate le prime 4 cellule dell’elicottero, funzionali alle attività di sperimentazione a terra e, soprattutto, in volo; il NEES ha infatti solcato i cieli per la prima volta il 12 agosto 2022.

Sinergicamente a tali attività, proseguono anche i test di integrazione dei principali sistemi/sottosistemi e le relative verifiche tecniche, ad esempio attraverso le prove statiche di deformazione della fusoliera, e le attività valutazione degli effetti ambientali su macchina, sistemi ed equipaggiamenti, sia in camera climatica (ad esempio per verificare la formazione di ghiaccio sulle prese d’aria dei motori), sia in volo in ambiente caratterizzato da alta quota e alta temperatura. A breve sarà inoltre condotta la prima di una serie di campagne tiro in poligono per l’integrazione dei sistemi d’arma.

Rispetto al suo predecessore, l’AH-129D, il NEES (AH-249) sarà caratterizzato da migliori prestazioni in termini di autonomia, velocità, protezione e capacità di ingaggio. L’acquisizione della piattaforma in parola, infatti, è stata pensata traguardando un elicottero che, sulla base dell’esperienza maturata sul “Mangusta” in decenni di impiego in diversi Teatri Operativi, possa essere in grado di fornire un supporto efficace, aderente e preciso nei futuri contesti operativi sia Multi-Dominio (Multi-Domain Operations – MDO), sia di tipologia Crisis Response Operations (CRO).

Per tali motivazioni, lo sviluppo dell’AH-249, tutt’ora in corso, è caratterizzato dalla ricerca ad ampio spettro di soluzioni tecnologiche avanzate e allo stato dell’arte, che consentiranno di integrare nella macchina sistemi, sensori ed equipaggiamenti di ultima generazione e dotare la Forza Armata di un assetto performante, sicuro e interoperabile con gli assetti militari terrestri, aerei e navali (nazionali e NATO), anche in ambiente a forte connotazione digitale e net-centrica.

Nel dettaglio, oltre ad avere dimensioni maggiori, il peso massimo al decollo della macchina aumenterà da 4350kg a circa 8300Kg, il carico utile crescerà da 1.100 kg a circa 2.800kg, il range operativo dell’elicottero sarà esteso a 430 NM (rispetto alle 270 NM del Mangusta), con almeno 3:00 ore di autonomia, e la velocità di crociera aumenterà dai 126 kts dell’AH-129D a 140 kts.

La piattaforma sarà quindi dotata di un’architettura di C4 avanzata, che fornirà ai piloti una situational awareness dettagliata grazie ai Tactical Data Link (LINK-16 e VMF), alle radio software defined di ultima generazione, alla connettività LTE e alle misure di protezione dalla cyber warfare; sarà altresì implementata un’elettro-avionica moderna e completamente integrata, in grado di connettere tra loro i sensori di volo, il computer di bordo, la nuova unità di puntamento e i sistemi d’arma all’avanguardia, con il casco dei piloti, e saranno impiegabili i seguenti sistemi d’arma: missili Spike di nuova generazione, razzi da 70mm balistici e a guida laser, cannone da 20mm e missili Aria-Aria. Inoltre, peculiare sarà la capacità Manned-Unmanned Teaming (MUM-T), funzionale ai fini di una piena Air & Ground interoperability, che permetterà di scambiare dati con UAV che potranno, in funzione della categoria, essere anche controllati dal NEES.

Il tutto, infine, sarà reso più efficiente dall’implementazione di un’architettura avionica e di missione “aperta e modulare” che, in futuro, consentirà l’integrazione all’occorrenza di ulteriori sistemi ed equipaggiamenti.

Emanuele Ferretti: Quando prevedete di farlo entrare in servizio? 

SME: Le prime 7 piattaforme in configurazione operativa finale (FOC) saranno consegnate alla F.A. entro dicembre 2027.

Emanuele Ferretti: Sempre più spesso si sente parlare di Future Vertical Lift (FVL), ma che cosa è esattamente e come mai potrebbe essere così importante per l’Esercito?

SME: Si tratta dello sviluppo di nuove tecnologie del tipo Future Fast Rotorcraft (FFR), oggi presi come riferimento nell’ambito di programmi quali Future Vertical Lift (FVL) a guida USA e Next Generation Rotorcraft (NGRC) in ambito NATO, che consentiranno lo sviluppo e la successiva acquisizione di nuove capacità in grado di migliorare le prestazioni delle attuali piattaforme ad ala rotante, soprattutto in termini di velocità, raggio d’azione, manovrabilità e interoperabilità.

@Bell Textron

Emanuele Ferretti: Quali saranno le caratteristiche principali che gli assetti ad ala rotante del prossimo futuro dovranno possedere secondo i requisiti dell’Esercito?

SME: Gli assetti ad ala rotante del prossimo futuro dovranno avere i seguenti requisiti:

  • volare a bassa/bassissima quota per stare il più possibile al di sotto dell’altezza minima di ingaggio dei sistemi contraerei avversari;
  • elevata manovrabilità e velocità tali da consentire il volo tra gli ostacoli;
  • capacità di gestire tutte le risorse (Manned and UnManned) disponibili allo scopo di incrementare la capacità di esplorazione, acquisizione obiettivi e ricognizione;
  • capacità di trasporto della componente terreste;
  • capacità di supporto di fuoco alla manovra aeromobile durante le fasi di sbarco, assalto e successivo reimbarco;
  • poter essere pilotabile anche da remoto (Optionally UnManned).

Emanuele Ferretti: Quale tipo di alimentazione secondo la Forza Armata sarà più adatta per questo tipo di assetto?

SME: L’alimentazione delle nuove piattaforme è ancora un aspetto che necessita di approfondimenti.

Emanuele Ferretti: Quali dei progetti sinora presentati in ambito internazionale meglio si adattano alle future necessità dell’Esercito?

SME: Con riguardo alle prossime generazioni di velivoli, nella prospettiva di rinnovare parte dell’attuale flotta, l’Esercito sta seguendo con particolare attenzione sia il programma statunitense Future Vertical Lift (FVL) sia il programma NATO NGRC che sta esplorando il possibile utilizzo di nuove tecnologie abilitanti del tipo FFR (Future Fast Rotorcraft):

  • il rotore contro-rotante ed elica spingente sviluppato da Sikorsky, denominato Next Generation Fast Helicopter (NGFH);
  • le nuove frontiere del rotore basculante, tiltrotor, sviluppato da Bell.

Emanuele Ferretti: Quale potrebbe essere il ruolo della nostra industria aeronautica nel FVL?

SME: La nostra industria aeronautica potrebbe essere interessata in possibili partnership e/o acquisire una quota di workshare, entrambe condizioni che potrebbero garantire riflessi positivi sul Sistema Paese.

Aviation Report e l’autore ringraziano l’Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dell’Esercito Italiano.

Intervista a cura di Emanuele Ferretti
Immagini: Aviation Report, Bell Textron, Sikorsky

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Emanuele "Mané" Ferretti: Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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