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Aeronautica Militare

[Foto] Frecce Tricolori e Patrouille de France sorvolano il Quirinale in occasione della firma del Trattato bilaterale di cooperazione tra Italia e Francia

Questa mattina alle 9:30 circa una insolita formazione di diciassette velivoli militari ha sorvolato Roma e il Quirinale. Le Frecce Tricolori e la Patrouille de France si sono presentate insieme sui cieli della Capitale, sorvolando il Quirinale, in occasione della firma tra il Premier italiano Mario Draghi e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron del “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata” tra le due nazioni.

Ieri Macron aveva incontrato il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella per discutere della tematiche legate a questo trattato che disciplinerà le relazioni fra Italia e Francia creando un legame più forte e strutturato per costruire un’Europa più forte. Mario Draghi nella conferenza stampa post firma del Trattato del Quirinale ha detto che il trattato di cooperazione rafforzata firmato stamattina segna un momento storico delle relazioni tra Italia e Francia e che da oggi le due nazioni europee sono ancora più vicine.

E’ un Trattato che unisce due Paesi fondatori dell’Unione europea che condividono l’impegno per la costruzione del grande progetto europeo“, ha sottolineato il Capo dello Stato richiamando le “sfide che solo un’Europa più integrata può affrontare …. una esigenza tanto più sentita oggi per “superare la crisi legata alla pandemia e ripartire con rinnovato slancio per affrontare con successo le grandi sfide della transizione ecologica e digitale“.

Le due pattuglie sono arrivate sulla base aerea di Pratica Mare un paio di giorni fa ed hanno fatto alcune prove di sorvolo sia il 24 che il 25 novembre per prepararsi al volo in formazione su Roma. Nata nel 1953, la pattuglia acrobatica francese è composta da otto velivoli da addestramento Alphajet in servizio con la Patrouille de France dal 1981, ed è una delle formazioni acrobatiche militari più note e prestigiose al mondo.

Ricordiamo inoltre che quest’anno la Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori ha festeggiato il 60° anniversario della sua costituzione con una grande manifestazione aerea che si è volta nel mese di settembre sulla base aerea di Rivolto e che ha visto partecipare tutti gli assetti aerei dell’Aeronautica Militare ed alcune tra le più importanti pattuglie acrobatiche militari estere.

Diversi sono i settori interessati dal trattato, tra cui lo sviluppo sostenibile, la cooperazione di polizia, l’istruzione, l’innovazione, l’economia con l’istituzione di un forum annuale di consultazione economica franco-italiana, la diplomazia e la difesa. In questa specifica area, Francia e Italia hanno già forti rapporti, in particolare nei settori della cantieristica navale con le fregate Horizon, le FREMM o i siluri MU-90, nel settore spaziale con alcuni satelliti quali Athena o Sicral 2 e missilistici con il sistema di difesa aerea SAMP/T. I due paesi cooperano anche in altri programmi quali il velivolo Eurodrone o l’elicottero multiruolo NH-90.

A livello operativo l’Italia partecipa al raggruppamento europeo di forze speciali “Takuba”, schierato nel Sahel e le forze francesi e italiane stanno lavorando insieme all’interno dell’UNIFIL la Forza delle Nazioni Unite in Libano. Questo elenco non è esaustivo ed è sicuramente destinato ad ampliarsi ulteriormente negli anni a venire, proprio grazie a questo trattato.

Il Trattato del Quirinale prevede infatti lo svolgimento di riunioni bilaterali nel campo della difesa nonché un Consiglio di difesa e sicurezza franco-italiano al fine di rafforzare il dialogo bilaterale su tutte le materie di comune interesse relative al contesto di sicurezza internazionale e regionale che genera interessi di sicurezza strettamente correlati per i due Stati. Questo dialogo bilaterale si concentrerà su antiterrorismo, sicurezza marittima, controllo degli armamenti, cooperazione operativa e di capacità, minacce ibride e sfide energetiche.

Per le forze francesi e italiane si tratterà anche di individuare sinergie in termini di supporto e preparazione alle operazioni nell’ambito dei rispettivi schieramenti, nazionali o di coalizione e di mantenere scambi addestrativi e formativi.

In termini di capacità, il testo del trattato parla di intensificare la cooperazione già esistente, in particolare nel settore navale, sistemi missilistici, spazio e munizioni di nuova generazione, e di stabilirne di nuove, in particolare nella materia terrestre e aerea. Ciò potrebbe dar luogo al famoso riavvicinamento tra FCAS e Tempest, del quale ha parlato anche il CSM dell’Aeronautica Militare il Gen. Luca Goretti, i due progetti per sistema di sesta generazione che prevede un velivolo da combattimento, con elevate capacità cyber e furtive, accompagnato da una serie di velivoli a pilotaggio remoto con capacità imperniate su tecnologie emergenti e fortemente innovative.

Questi due progetti sono strategicamente fondamentali per i paesi europei ma sarebbe impensabile investire grosse risorse economiche su programmi equivalenti. Sebbene sviluppati da due diversi gruppi industriali europei, i velivoli FCAS e Tempest avrebbero le stesse funzionalità e quindi sarebbe logico riunire insieme capacità e professionalità europee per farle confluire in un solo progetto di sviluppo.

Ricordiamo che l’inziativa Tempest, che include BAE Systems, Rolls-Royce, il produttore europeo di missili MBDA e il braccio britannico del gruppo di difesa italiano Leonardo, ha un budget di 2 miliardi sterline dal governo britannico fino al 2025, più 800 milioni di sterline dalle società nello stesso periodo. Anche la Svezia è a bordo come partner internazionale, con il Giappone potenzialmente in attesa dietro le quinte. Al contrario il FCAS –  Future Combat Air System europeo è guidato da Dassault Aviation in Francia, e Airbus in Germania. Anche questo progetto include anche lo sviluppo di un caccia stealth, il Next Generation Fighter (NGF), insieme a vari sistemi di velivoli senza equipaggio di tipo Loyal Wingmen. Anche il Ministero della Difesa spagnolo ha aderito alla partnership per l’FCAS.

Entrambi i programmi mirano a mettere in servizio almeno la componente caccia stealth con equipaggio tra il 2030 e il 2040 per iniziare a sostituire gli Eurofighter Typhoon di Italia, Spagna e Germania, i Rafale francesi e i Gripen svedesi.

Immagini: Aviation Report / Michele Monteleone e Gianluca Vannicelli

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Redazione di Aviation Report

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