attacchi americani e britannici contro gli Houthi nello Yemen con Super Hornet e Typhoon
@ US Navy

Le forze statunitensi e britanniche hanno effettuano ulteriori attacchi contro gli Houthi nello Yemen

Le forze americane e britanniche hanno effettuato ulteriori attacchi contro più di una dozzina di obiettivi Houthi nello Yemen, hanno confermato dal Ministero della Difesa britannico e dal Pentagono funzionari, nell’ultima tornata di azioni militari contro il gruppo legato all’Iran che continua ad attaccare le navi nella regione.

Gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi quasi quotidiani contro gli Houthi, che controllano le parti più popolose dello Yemen che continuano ad affermare che i loro attacchi alle navi sono in solidarietà con i palestinesi mentre Israele colpisce Gaza. Finora gli attacchi occidentali però non sono riusciti a fermare gli attacchi degli Houthi, che hanno sconvolto il commercio globale con il conseguente aumenta dei costi del trasporto marittimo.

In questa ultima azione militare, hanno partecipato i Typhoon FGR4 della Royal Air Force britannica, decollati dalla base aerea di RAF Akrotiri a Cipro e supportati dalle aerocisterne Voyager KC2, gli aerei F-18E/F Super Hornet dello Strike Fighter Squadron 131 (VFA-131) “Wildcats”, dello Strike Fighter Squadron 32 (VFA- 32) “Fighting Swordsman” e gli aerei da guerra elettronica EA-18G Growler dello squadrone di attacco elettromagnetico 130 (VAQ-130) “Zappers” tutti provenienti dalla portaerei USS Dwight D. Eisenhower.

Una dichiarazione congiunta dei paesi che hanno preso parte agli attacchi, o fornito supporto, afferma che l’azione militare è stata portata contro 18 obiettivi Houthi in otto località dello Yemen, tra cui depositi sotterranei di armi e missili, sistemi di difesa aerea, radar e un elicottero. Gli oltre 45 attacchi degli Houthi contro navi commerciali e navali da metà novembre costituiscono una minaccia per l’economia globale, così come per la sicurezza e la stabilità regionale, e hanno richiesto, così, una risposta internazionale.

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha affermato che gli attacchi avevano lo scopo di interrompere e degradare ulteriormente le capacità della milizia Houthi sostenuta dall’Iran. “Continueremo a chiarire agli Houthi che ne pagheranno le conseguenze se non fermeranno i loro attacchi illegali, che danneggiano le economie del Medio Oriente, causano danni ambientali e interrompono la fornitura di aiuti umanitari allo Yemen e ad altri paesi“, ha affermato Austin.

Gli attacchi sono stati sostenuti da Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Paesi Bassi e Nuova Zelanda. Al Masirah TV, il principale notiziario televisivo gestito dal movimento Houthi, ha dichiarato che le forze statunitensi e britanniche hanno effettuato una serie di attacchi nella capitale Sanaa e ha citato una fonte militare Houthi anonima che ha affermato che i nuovi raid sono stati “un miserabile tentativo di impedire allo Yemen di fornire operazioni di sostegno al popolo palestinese a Gaza“.

All’inizio di questa settimana gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità di un attacco a una nave mercantile di proprietà del Regno Unito, di un assalto con droni ad un cacciatorpediniere americano e di un attacco contro il porto e la città turistica israeliana di Eilat con missili balistici e droni.

Gli attacchi del gruppo stanno interrompendo la vitale scorciatoia marittima del Canale di Suez che rappresenta circa il 12% del traffico marittimo globale, costringendo i mercantili a navigare su una rotta più lunga e costosa intorno all’Africa.

Nessuna nave è stata affondata dall’inizio della campagna militare degli Houthi. Tuttavia ci sono preoccupazioni per la sorte della nave mercantile Rubymar, registrata nel Regno Unito, che è stata colpita il 18 febbraio scorso, con il suo equipaggio che è stato evacuato. Le forze armate americane hanno affermato che la Rubymar trasportava più di 41.000 tonnellate di fertilizzanti quando è stata colpita, fertilizzanti che potrebbero riversarsi nel Mar Rosso e causare un disastro ambientale.

Nel frattempo, l’Unione Europea ha lanciato una missione navale nel Mar Rosso per ripristinare e salvaguardare la libertà di navigazione. Gli Stati Uniti hanno una coalizione parallela, l’Operazione Prosperity Guardian, volta a salvaguardare il traffico commerciale dagli attacchi degli Houthi.

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