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Recensioni e acquisto di libri di aviazione

Presentato a Firenze il libro “Ustica, un’ingiustizia civile” del Generale Leonardo Tricarico

Un dibattito costruttivo, attinente ai fatti, lontano dalle fake news che si pone lo scopo di cercare la mera verità“. Sono queste le parole di esordio del Generale Leonardo Tricarico alla platea fiorentina durante la presentazione del suo libro “Ustica, un’ingiustizia civile” nel capoluogo toscano. Generale di Squadra Aerea, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006, consigliere militare di 3 Presidenti del Consiglio ed oggi presidente della Fondazione ICSA, Tricarico ha voluto realizzare quest’opera a 4 mani assieme ad uno dei massimi esperti del settore, il Dott. Gregory Alegi, giornalista e storico,  attuale condirettore di Aeronautica e autore presso Formiche.net.

Il libro è stato presentato mercoledì 24 novembre 2021, nella splendida cornice del Circolo dell’Unione di Via Tornabuoni a Firenze davanti ad un numero ristretto e selezionato di ospiti. Presenti anche il Generale di Brigata Aerea Urbano Floreani, attuale Comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche e Lupo Rattazzin, Presidente di Neos. Presentava e moderava il dibattito la conduttrice televisiva fiorentina Cesara Buonamici.

E’ il 27 giugno del 1980 quando il DC9 Itavia, Marche I-TIGI decolla dall’aeroporto Marconi di Bologna diretto a Palermo dopo aver accumulato 113 minuti di ritardo nei precedenti servizi ed esplode in volo alle 20.59 nel tratto di mare fra Ponza e Ustica. E’ una strage, muoiono tutti gli 81 occupanti a bordo.

Ma quali furono le cause di questo incidente e soprattutto, cosa distrusse il Dc9?

Le prime ipotesi formulate attribuiscono la colpa ad opera di un missile sparato da un caccia militare nel corso di un’ipotetica e fantomatica battaglia aerea, in quello che venne letteralmente definito come un “vero e proprio scenario di guerra nello spazio aereo italiano”.

A seguito dell’incidente ad Itavia, già pesantemente indebitata, verrà revocata la licenza di volo; un fatto questo che la porterà a concludere tutte le operazioni commerciali nel dicembre del 1980 per giungere subito dopo al suo fallimento.

Nonostante il clamore mediatico e una lunghissima inchiesta giudiziaria, le sentenze civili condannarono lo Stato italiano a pagare 300 milioni di euro di risarcimenti, imputando le cause dell’abbattimento proprio ad missile. Un missile che però secondo le sentenze penali in realtà non c’è mai stato. A 41 anni di distanza dalla tragedia, ancora non è stata fatta luce sugli eventi e si cercano tuttora i veri responsabili.

Spinti dal desiderio di testimonianza e concordando con i massimi esperti del settore, gli autori in 300 pagine spiegano la causa più plausibile come l’esplosione di una bomba nella toilette dell’aeromobile, suffragando questa tesi con rapporti, dossier e prove scientifiche.

Il libro che nasce non con lo scopo di convincere nessuno, si pone solo l’intento di fare luce sulla faccenda, ponendo un occhio di riguardo anche sulla vicenda giudiziaria e raccontando con dovere di cronaca l’intricata fase processuale avvenuta all’interno delle istituzioni e delle aule di tribunale, costellata di depistaggi e insabbiamenti assieme ad un vasto genere di omissioni.

Nella ricostruzione tanto rigorosa quanto controcorrente gli autori si chiedono perché si continui ad insistere sull’ipotesi di una “battaglia aerea”, per la quale mancano degli effettivi riscontri oggettivi (ma che invece ha generato risarcimenti e indennizzi per centinaia di milioni di euro), mentre invece si ignori la verità emersa dalle indagini tecniche svolte da professionisti del settore.

Se per tutti questi anni l’opinione pubblica non avesse mostrato tanto accanimento contro l’Aeronautica Militare per un fatto che ne ha visto la sua completa estraneità, forse vi sarebbe stata qualche probabilità in più di scoprire le responsabilità del disastro aereo di Ustica. Gli ultimi 40 anni invece sono stati spesi per creare una verità costruita a tavolino e ripetuta all’infinito fino a farla sembrare agli occhi delle persone come un fatto accertato e realmente avvenuto” ha dichiarato Tricarico ai suoi ospiti.

Per lo stesso fatto dunque sussistono due tesi diametralmente opposte: l’una, quella della bomba, emersa dopo lunghi e attenti dibattimenti processuali e resa tecnicamente e scientificamente inattaccabile dal parere dei massimi esperti mondiali e l’altra, quella del missile, fondata però su ipotesi mai dimostrate e ritenute anche dai giudici penali come più adatte alla trama di un film giallo.

Al di là dei misteri e delle ipotesi che ancora oggi avvolgono la faccenda, Ustica rimane tuttora un caso che desta sempre molto interesse ed attenzione nell’opinione pubblica. Nel corso dei decenni sulla vicenda sono stati scritti libri, girati film e sono andate in scena addirittura delle opere teatrali. Materiale che, aldilà del loro mero successo commerciale, non ha fatto altro che portare testimonianze accomunate dalle ipotesi formulate da Priore. Ipotesi che ad oggi però nessun tribunale penale ha mai confermato.

Secondo il parere di Alegi e Tricarico, la politica italiana ha giocato un ruolo cruciale nella vicenda di Ustica per quanto concerne il condizionamento dell’opinione pubblica, da quando il ministro Rino Formica parlò per primo di un missile alle commissioni d’inchiesta parlamentari. Fu un’affermazione azzardata questa che fece molto scalpore fino a far nascere una vera e propria fazione volta a favore di questa tesi, senza però aver mai avuto alcun riscontro sui fatti.

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Testo e immagini: Aviation Report / Simone Ferrante

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Simone Ferrante

Nato a Firenze nel 1986 è un grande appassionato di fotografia aeronautica e di tutto cio'che è ad ala fissa o rotante. Dal 2018 è collaboratore presso la rivista online Aviation Report. Ho volato su NH-90, CH-47F, UH-412 (AVES).

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