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FCAS: accordo tra Francia, Germania e Spagna per il primo volo del prototipo del New Generation Fighter nel 2027

Come avevamo riportato alcune settimane fa, Francia, Germania e Spagna avevano finalmente raggiunto un accordo generale sui prossimi passi nello sviluppo del FCAS – Future Combat Air System risolvendo così le iniziali problematiche sull’accesso al know-how industriale e sui diritti di proprietà intellettuale, per la condivisione del lavoro.

I disaccordi sulla proprietà industriale hanno fatto sì che i paesi non rispettassero una scadenza di fine aprile precedentemente fissata da Germania e Francia per mediare un accordo che avrebbe assicurato la partenza della fase successiva, la 1B, che dovrebbe costare 2,5 miliardi di euro, del più grande progetto di difesa europeo il cui costo totale è stimato in oltre 100 miliardi di euro. La fase 1B aprirebbe la strada allo sviluppo di un dimostratore del velivolo NGF – New Generation Fighter che dovrebbe iniziare a volare nel 2026/2027.

Così il 17 maggio scorso Florence Parly, Ministro della Difesa della Francia, Annegret Kramp-Karrenbauer, Ministro della Difesa della Germania, e Margarita Robles, Ministro della Difesa della Spagna hanno annunciato la conclusione dei  colloqui sul contenuto della prossima fase del FCAS con il primo volo di un dimostratore dell’aereo da combattimento di nuova generazione che dovrebbe avvenire nel 2027.

I colloqui condotti dalla Direzione generale per gli armamenti (DGA) francese, dal BMVg (Bundesministerium der Verteidigung) tedesco e dal DGAM (Dirección General de Armamento y Material) spagnolo negli ultimi mesi hanno portato ad un accordo equilibrato tra i vari partner per la fase successiva e dimostrativa del programma.

L’organizzazione industriale del programma è stata determinata per garantire la coerenza e l’efficacia del progetto, riunendo le competenze più avanzate dei partner industriali di ciascun paese all’interno di un partenariato equilibrato, ampio e approfondito. Il piano di cooperazione selezionato offre un’opportunità senza precedenti per rafforzare i punti di forza industriali dei tre paesi partecipanti, garantendo nel contempo la competitività del FCAS.

La francese Dassault Aviation, Airbus e Indra, le ultime due che rappresentano rispettivamente la Germania e la Spagna, sono le principali aziende coinvolte nello sviluppo del FCAS che dovrà sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli dal 2040.

In breve e come già sappiamo il programma del caccia NGF – New Generation Fighter  fa parte del progetto del FCAS Future Combat Air System, che prevede droni collegati in rete, i cosiddetti Remote Carrier, che accompagnano l’aereo con equipaggio e un’architettura con Cloud da combattimento che riunisce tutti gli elementi per la gestione e la condivisione dei dati.

Quali aerei dovrebbe sostituire il caccia di sesta generazione europeo FCAS?

Il programma Future Combat Air System (FCAS) è uno strumento chiave  per garantire la futura autonomia e sovranità europee in difesa e sicurezza. Rafforzerà l’Europa come hotspot industriale e tecnologico, non solo nel settore della difesa, ma con importanti ricadute nel mondo civile. L’idea alla base del sistema Future Combat Air è quella di creare un velivolo stealth di sesta generazione europeo per sostituire i Rafale francesi, gli Eurofighter tedeschi e spagnoli e gli F-18 Hornet spagnoli con l’entrata in servizio prevista per il 2040.

A giugno del 2019 una importante tappa del programma fu mostrata attraverso la presentazione al pubblico dei modelli New Generation Fighter (NGF) e Remote Carriers (RC), nel giorno dell’inaugurazione del Salone dell’Aviazione di Le Bourget, mentre a febbraio 2020 i governi di Francia e Germania avevano assegnato a Dassault Aviation, Airbus e ai loro partner, MTU Aero Engines, Safran, MBDA e Thales, il contratto quadro iniziale (Fase 1A) che avvia la fase dimostrativa per il sistema di combattimento aereo del futuro (Future Combat Air System – FCAS).

L’FCAS deve sostituire gli attuali sistemi di combattimento aereo (Rafale ed Eurofighter) entro il 2040 e rimarrà in servizio almeno fino al 2080 e, forse, oltre. La velocità con cui la tecnologia evolve, in termini non solo di combattimento aereo, ma anche di intelligenza artificiale, scambi di dati, cloud, guerra elettronica, missili ipersonici, nonché gli sforzi compiuti dagli avversari e dagli alleati per sviluppare sistemi sempre più efficaci, impone di guardare oltre il 2040. L’obiettivo è quello di evitare di sviluppare un sistema di combattimento che sarà obsoleto non appena commissionato. Inoltre va considerato anche l’aspetto etico e legale dell’intelligenza artificiale presa in considerazione nell’ambito del programma.

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Redazione di Aviation Report

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