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News Militari

F-35B del Corpo dei Marines effettuano decolli e atterraggi dall’unità navale giapponese Izumo diventando i primi caccia ad utilizzare una portaerei giapponese dalla seconda guerra mondiale

Su richiesta della Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF), il Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 242 ha condotto con successo il primo atterraggio di due velivoli da combattimento stealth di quinta generazione F-35B Lightning II a bordo dell’unità navale giapponese Izumo (DDH-183), lo scorso 3 ottobre 2021.

A seguito di una serie di modifiche alla nave JS Izumo per consentire operazioni di decollo corto e atterraggio verticale (STOVL), una capacità in cui è specializzata la variante “B” dell’F-35, i marines statunitensi si sono imbarcati a bordo della nave giapponese e hanno lavorato direttamente con il personale della JMSDF, la marina militare giapponese, come parte di uno sforzo bilaterale per garantire che il test di capacità fosse efficace e sicuro.

Questo processo ha dimostrato che la JS Izumo ha la capacità di supportare decolli e atterraggi di velivoli STOVL in mare, il che ci consentirà di fornire un’opzione aggiuntiva per la difesa aerea nell’Oceano Pacifico nel prossimo futuro“, ha affermato il Rear Adm. Komuta Shukaku, comandante della Escort Flotilla One giapponese.

Il Giappone è una delle 14 nazioni che partecipano al programma F-35 Lightning II Joint Strike Fighter e ha annunciato nell’agosto 2019 che avrebbe acquistato 42 aerei F-35B dagli Stati Uniti. “Abbiamo del lavoro da fare fino al giorno in cui la JSDF potrà impiegare regolarmente aerei STOVL in mare, ma sono fiducioso che la forte partnership e la fiducia reciproca tra le nostre due nazioni porteranno alla sua realizzazione“, ha affermato Komuta.

Abbiamo la massima fiducia nel Joint Strike Fighter e siamo ansiosi che i nostri alleati giapponesi abbiano le stesse capacità nelle loro mani, il che alla fine contribuisce al nostro obiettivo condiviso di mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto“, ha affermato il Mag. Gen. Brian W. Cavanaugh, Comandante del 1st Marine Aircraft Wing.

Il VMFA-242 è uno dei due squadroni F-35B stazionati permanentemente presso la Marine Corps Air Station Iwakuni, in Giappone a circa 50 miglia a sud di Hiroshima, ed è una delle tante unità avanzate che si addestrano regolarmente con le forze di autodifesa giapponesi.

La Izumo, commissionata nel 2015 come portaelicotteri, ha completato la prima di una modifica in due fasi a giugno scorso che gli consentirà di imbarcare gli F-35, con la prima fase che ha visto l’aggiunta di un nuovo rivestimento resistente al calore al ponte di volo per un costo finora di circa 30 milioni di dollari. Il lavoro di conversione finale della Izumo avrà luogo nell’anno fiscale 2025, mentre la nave gemella JS Kaga (DDH-184 e omonimo di un’importante portaerei della seconda guerra mondiale) riceverà le modifiche complete nell’esercizio 2022.

La seconda fase della conversione della Izumo e la fase completa della conversione di Kaga comporteranno un cambiamento della forma della prua delle navi, insieme alla riconfigurazione degli interni che consentirà loro di imbarcare e utilizzare pienamente gli F-35B. La modifica delle due unità navali portaeromobili giapponesi è abbinata all’acquisto pianificato di 42 F-35B per operare dalle due navi.

I primi F-35B giapponesi dovrebbero arrivare nell’anno fiscale 2023 e si prevede che gli F-35 dei Marines americani continueranno ad operare imbarcati sulle due navi affinché il Giappone si addestri all’utilizzo dei caccia. Vale la pena ricordare anche che il Corpo dei Marines degli Stati Uniti, che con oltre 100 F-35B è il più grande operatore del jet stealth STOVL, sta aiutando altre marine alleate ad integrare il caccia sulle proprie portaerei come fatto ad esempio con il Regno Unito e la nuova portaerei HMS Queen Elizabeth II e con l’Italia e la portaerei Cavour.

Nel frattempo la JMSDF aveva già condotto una serie di impegni e scambi in relazione alle operazioni dell’F-35B con il Carrier Strike Group 21 (CSG21) britannico mentre era in Giappone all’inizio di settembre.

Il Ministero della Difesa giapponese in passato aveva minimizzato le operazioni degli F-35 dalla Izumo e dalla Kaga, affermando che i caccia si sarebbero schierati sulle navi quando necessario a causa della sensibilità sul fatto che la capacità avrebbe spinto il Giappone oltre i confini dei suoi limiti costituzionali sul possesso di capacità offensive, ed è stato un passo piccolo ma politicamente significativo quando, nel 2018, Tokyo ha approvato le conversioni della Izumo e della Kaga da portaelicotteri a portaerei. L’utilizzo degli F-35B giapponesi segnerà anche la prima volta dalla seconda guerra mondiale in cui il Giappone utilizzerà i propri aerei da combattimento imbarcati su navi militari.

Il Giappone gestisce già l’F-35A, la versione convenzionale, dalla base aerea di Misawa nel nord-est del paese, e il fatto che gli F-35B del Corpo dei Marines possano decollare e atterrare dalla JS Izumo migliorerà la capacità delle forze statunitensi e giapponesi di lavorare insieme, rafforzando la deterrenza e l’adattabilità dell’alleanza USA-Giappone nello scenario Indo-Pacifico.

Inoltre, il ritorno del Giappone alle operazioni di combattimento imbarcate, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, arriva mentre la Cina espande la propria flotta di portaerei. Come abbiamo già scritto in un precedente articolo Pechino ha varato la sua prima portaerei, il Liaoning, nel 2012 e una seconda, lo Shandong, nel 2017. Una terza portaerei, di dimensioni simili alla USS Gerald R. Ford, è in costruzione a Shanghai. Lo scacchiere del Pacifico vede anche la marina sudcoreana costruire la sua nuova portaerei per gli F-35 e vedrà la costante presenza delle portaerei statunitensi e britanniche.

Photo credits: U.S. Marine Corps photo by Lance Cpl. Tyler Harmon, JS Izumo JMSDF Photo

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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