F-35B italiani di Aeroautica e Marina
@ Ministero della Difesa

Gli F-35B della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare si addestrano insieme a Pantelleria per affinare le capacità expeditionary in uno scenario multidominio

Si è svolta ieri 27 gennaio 2022, presso il Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria un’esercitazione interforze che ha visto l’interazione degli assetti F-35B della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. In particolare, l’esercitazione è stata finalizzata ad incrementare la capacità expeditionary da terra attraverso l’utilizzo di una base “austere” non idonea alle operazioni di volo di velivoli a decollo convenzionale.

L’evento addestrativo odierno si inquadra in pieno nel processo di sviluppo di capacità interforze, fortemente sostenuto dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e ha sancito un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione di velivoli multiruolo di quinta generazione, avviato con la recente esercitazione internazionale che ha visto impegnata la portaerei Cavour della Marina Militare e F-35B della Marina e dell’Aeronautica unitamente alla portaerei britannica Queen Elizabeth.

Presenti all’evento il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, si è detto particolarmente soddisfatto e ha evidenziato “L’obiettivo è quello di raggiungere una capacità expeditionary tanto da terra che da bordo delle Unità Navali impiegando in maniera integrata e sinergica gli assetti F-35B della Marina e dell’Aeronautica, nel rispetto delle prerogative dei Capi di Forza Armata. Ci saranno sinergie sempre più proficue che consentiranno un impiego unitario della capacità STOVL cioè, a seconda del dominio di riferimento, gli F-35B potranno essere ceduti sotto il controllo operativo dell’una o dell’altra Forza Armata, rispondendo sempre al Capo di Stato Maggiore della Difesa per tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze.

Sfruttando le caratteristiche Short Takeoff and Vertical Landing (STOVL), gli assetti F-35B delle due Forze Armate, sono atterrati presso il Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria “expeditionary” ed hanno effettuato un’attività di rifornimento a terra a motori accesi, in gergo tecnico “hot-pit”, da un aereo KC-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, attraverso il particolare sistema ALARP (Air Landed Aircraft Refuelling Point).

A seguire, basandosi su uno scenario operativo/esercitativo, i due F-35 B e ulteriori 2 EF2000 hanno condotto operazioni complesse note come COMAO, Composite Air Operation. Tra queste quella di Close Air Support (CAS) alle Forze di Superficie per il tramite di nuclei JTAC (Joint Terminal Attack Controller) a terra, ed interdizione aerea con gestione strategica e tattica effettuata dal velivolo G550 CAEW del 14° Stormo. In aggiunta, ha preso parte all’esercitazione offrendo rifornimento un velivolo KC767A.

Questa attività svolta a Pantelleria è il proseguimento di altre attività come quella svolta nel mese di giugno 2021 durante l’esercitazione Falcon Strike 2021 quando è stato organizzato l’Expeditionary Combat Support Event (ECSE) che ha visto coinvolti assetti F-35B italiani ed inglesi. Questi ultimi sono decollati direttamente dalla portaerei britannica HMS Queen Elizabeth, inserita temporaneamente nel contesto esercitativo ed in navigazione nel Mar Mediterraneo, ed hanno effettuato insieme agli assetti italiani un’attività di rifornimento a terra a motori accesi, in gergo tecnico “hot-pit”, effettuata da un KC-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa con il sistema ALARP – Air Landed Aircraft Refuelling Point operato dal personale del 3° Stormo di Villafranca (VR).

Oltre alla Falcon Strike ricordiamo che a novembre del 2021 i due F-35B dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare sono atterrati sulla portaerei italiana Cavour, segnando anche la prima volta per un velivolo dell’Aeronautica. L’attività aerea a bordo della portaerei Cavour, svolta in piena sinergia tra Marina e Aeronautica, rappresenta una pietra miliare nello sviluppo della capacità nazionale di proiezione dal mare del potenziale offerto dai nuovi velivoli di quinta generazione, gli F-35B. L’attività si è svolta durante un’esercitazione congiunta nel Mar Mediterraneo tra la Marina Militare italiana e il gruppo navale britannico della portaerei Queen Elizabeth II. Le due portaerei hanno operato come se fossero parte di una unica flotta capace di imbarcare i velivoli a decollo corto e atterraggio verticale di diverse nazionalità in una unica task force che può contare sulle stesse professionalità e capacità tecnologiche anche se provenienti da reparti aerei di altri paesi.

Nel corso di questa attività in mare si sono registrate quattro prime assolute: l’appontaggio del velivolo F-35B della Marina Militare sulla portaerei britannica, dell’F-35B dell’Aeronautica Militare sulla portaerei italiana e su quella britannica e la prima missione addestrativa composta da quattro F-35B appartenenti a quattro forze armate diverse e di tre diverse nazioni.

Gli F-35B italiani

Ricordiamo che le previsioni di acquisto della variante a decollo corto e atterraggio verticale dell’F-35 per l’Italia è di trenta velivoli, divisi a metà tra Marina Militare e Aeronautica Militare. Si ipotizza quindi una forza proiettabile dal mare e da terra ed integrata tra le due forze armate per il rafforzamento delle capacità di combattimento. Con l’attività svolta si apre una nuova pagina dove l’interoperabilità e il concetto di sinergia Joint and Combined tra le Forze armate sono fatti concreti nel rispetto delle peculiari specificità verso un efficace strumento militare al servizio del Paese e della collettività anche internazionale.

Come riportato anche dal Ministro della Difesa, oggi, è importante disporre di una elevata capacità di proiezione (expeditionary) delle forze dall’aria e dal mare, secondo logiche di proiettabilità e sostenibilità; in tal senso, occorre procedere al potenziamento e al completamento della capacità portaerei e all’integrazione dei velivoli di 5° generazione nelle task force land based e sea based, nell’ambito della realizzazione di una moderna capacità nazionale di proiezione in senso interforze (cosiddetta Joint Force STOVL).