I dettagli della vicenda non sono ancora stati rivelati, ma secondo quanto appena riportato da un portavoce dell’Aeronautica Militare Giapponese (JASDF) e rilanciato sulle principali testate nipponiche, uno dei 13 caccia F-35A Lightning II in carico al 302° Hikotai è scomparso dal sistema radar durante un esercitazione sui cieli del Pacifico.

Aggiornamento 13:50 (11 aprile)

Al momento ancora nessuna notizia sulla sorte del pilota. Alla ricerca di quest’ultimo si sta affiancando anche la ricerca del velivolo che si presuppone sia in una zona profonda circa 1500 metri e si stanno valutando le ipotesi e la fattibilità del recupero che potrebbero riguardare un aereo semi integro oppure tutta una serie di pezzi sparsi sul fondo dell’oceano.

Aggiornamento 15:12 (10 aprile)

Sono otto le unità navali e sette i velivoli impegnati nella ricerca del pilota ancora disperso. Il relitto sarebbe stato individuato e al momento il costruttore giapponese, Mitsubishi Heavy Industries, non ha rilasciato ancora nessun commento in merito.

Aggiornamento 07:43 (10 aprile)

Unità navali di ricerca e soccorso avrebbero avvistato quella che sembrerebbe una sezione della coda del velivolo a circa 135km dalla costa giapponese. Al momento nessuna notizia sulla sorte del pilota. Si sta procedendo al recupero di questo elemento per verificarne l’appartenenza all’F-35A. Questa sarebbe la conferma che il velivolo è caduto in mare ma per cause ancora sconosciute. Anche gli Stati Uniti si sono uniti alla ricerca con un P-8A Poseidon e un B-52H e alcune unità navali della Settima Flotta. La zona di mare del ritrovamento è profonda circa 1500 metri, cosa che complicherebbe il recupero del velivolo che dovrebbe essere fatto in tempi stretti per evitare che la tecnologia del velivolo non cada in mani diversi da quelle degli utilizzatori del caccia di quinta generazione stealth americano. Il Ministro della Difesa giapponese ha confermato che l’aereo era il primo di una formazione di 4 velivoli e che uno di essi, ma sembra non quello perso, prima dell’incidente abbia lanciato un segnale di “aborting practice”.

Decollato dalla base aerea di Misawa nella prefettura di Aomori nel nord-est del paese, il caccia di 5° generazione si trovava in formazione assieme ad altri 3 velivoli nel corso di un consueto volo addestrativo, quando alle 7.27 pm del 9 aprile (ora locale) e per cause ancora da stabilire, si è perso ogni contatto mentre si trovava a circa 135 km est dalla base.

Secondo fonti interne giapponesi il velivolo, il quinto consegnato all’aeronautica militare giapponese e il primo assemblato dalla locale Mitsubishi Heavy Industries era uscito dalla fabbrica il 5 giugno 2017. Il caccia era in volo da 28 minuti quando il contatto radar è stato perso. Il pilota ha circa 3200 ore di volo con 60 ore sull’F-35A.
Questo primo F-35A assemblato in Giappone matricola 79-8705 (AX-05) aveva effettuato il roll-out dalla Final Assembly and Check Out (FACO) Mitsubishi Heavy Industries (MHI) di Komaki South il 5 giugno 2017 e aveva effettuato il primo volo il 12 Luglio 2017. Al momento dell’incidente aveva effettuato 280 ore di volo.

Ricordiamo che le uniche linee di assemblaggio, oltre quella negli Stati Uniti, sono proprio in Giappone e in Italia dove sono presenti due stabilimenti FACO – Final Assembly and Check Out. In Italia quella di Cameri gestita da Lockheed Martin, Leonardo Company e dal Ministero della Difesa.

Ancora incerte sono le condizioni del pilota e del velivolo, ma sappiamo che è in corso un’operazione di ricerca e soccorso nell’area in questione.
Se la notizia fosse confermata, questa sarebbe la seconda perdita subita nella storia dal caccia di 5° generazione. Il primo incidente ebbe luogo il 28 settembre dello scorso anno quando un F-35B del US Marine Corps si schiantò nei pressi della Marine Air Station di Beaufort nella Carolina del Sud, anch’esso nel corso di una missione addestrativa.

Fortunatamente l’episodio si risolse senza gravi conseguenze per il pilota che ebbe la prontezza di lanciarsi prima di impattare col suolo.
A seguito di questo episodio il Pentagono ha deciso di sospendere i voli in via cautelativa dell’intera flotta al fine di sottoporla ad accurati e scrupolosi controlli alle condotte del carburante e ai sistemi.

La base aerea di Misawa è dal 2018 sede del 302° Hikotai, il gruppo che è stato ufficialmente scelto per transitare sul JSF e che fino al 26 marzo di quest’anno ha operato con l’F-4EJ “Kai”.

Secondo quanto riportato da Lockheed Martin, il Ministero della Difesa Giapponese nel dicembre 2018 ha approvato un piano per aggiungere altri 105 velivoli alla sua flotta di 42 esemplari inizialmente preventivati, diventando così il 2° più grande operatore al mondo a disporre del Lightning.

Vi terremo informati per ulteriori aggiornamenti.

Testo: Simone Ferrante

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