Per cause ancora da chiarire, in data 6 novembre 2019 alle 18.30 (ora locale), un caccia F-16 Fightning Falcon assegnato al 35th Fighter Wing della US Air Force operante presso la base aerea di Misawa in Giappone ha inavvertitamente sganciato, in fase addestrativa, un ordigno inerte BDU-500 da 230 kg all’interno di un terreno privato.

Il luogo dell’impatto, fortunatamente localizzato in aperta campagna e lontano da centri abitati ,si è scoperto essere distante ben 5 km dal bersaglio previsto. Trattandosi di un dummy, la testata non conteneva materiale esplosivo per cui non sono stati riportati danni a cose o persone a seguito dell’impatto.

Secondo quanto rilasciato dalla testata giapponese The Asahi Shimbun, la forza armata statunitense soltanto il giorno successivo ha informato il Tohoku Defense Bureau, il Ministero della Difesa Giapponese dell’accaduto. In una conferenza stampa rilasciata al pubblico il giorno successivo, il Segretario Capo del Gabinetto Yoshihide Suga ha dichiarato testuali parole “un incidente di questa portata è molto preoccupante per la sicurezza degli abitanti e non deve accadere in futuro. Esortiamo dunque gli Stati Uniti a fornire maggiori spiegazioni in merito all’accaduto e ad adottare misure più efficaci e rigorose per prevenire il ripetersi di simili episodi”.

A seguito dell’incidente l’aeronautica militare statunitense ha sospeso tutti i voli addestrativi in via precauzionale, confermado però che tutti gli aerei sono in ottime condizioni di manutenzione. La BDU-50 e la BDU-56 sono le versioni addestrative delle bombe a caduta libera MK-82 e MK-84 prodotte dalla  General Dynamics. La loro massa all’impatto è tale da proiettare in aria una notevole mole di detriti, sufficienti per individuarle anche senza bisogno di alcuna carica esplosiva.

Sono inoltre dotate di una carica di avvistamento che rilascia al contempo una folta nube di fumo all’impatto e ne permette una prolungata localizzazione. E mentre il Giappone chiede ulteriori spiegazioni, ci si interroga su quelle che possono essere le cause dell’incidente.

Testo: Simone Ferrante

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