F-16 americani
@ Aviation Report / Michele Monteleone

F-16 americani attaccano obiettivi in Siria mentre continua il sostegno a Israele

Su ordine del presidente americano Biden, gli F-16 americani hanno condotto attacchi di autodifesa contro due strutture nella Siria orientale utilizzate dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC) e da gruppi affiliati. Questi attacchi di precisione sono una risposta ad una serie di attacchi in corso e per lo più infruttuosi contro il personale americano in Iraq e Siria da parte di gruppi di milizie appoggiate dall’Iran, iniziati il ​​17 ottobre scorso.

Come risultato di questi attacchi, un cittadino statunitense è morto e altri 21 membri del personale statunitense hanno riportato ferite lievi, ma da allora sono tutti tornati in servizio. Dal 17 ottobre, ci sono stati 19 attacchi contro personale americano in Iraq e Siria, tramite un mix di droni e missili, ha affermato il Dipartimento della Difesa. Sebbene i gruppi specifici responsabili degli attacchi non siano stati nominati, il portavoce del Pentagono Brig. Generale Pat Ryder ha affermato che “sono affiliati all’Iran”.

“Il Presidente Biden non ha priorità più alta della sicurezza del personale statunitense e ha diretto l’azione di oggi per chiarire che gli Stati Uniti non tollereranno tali attacchi e difenderanno se stessi, il proprio personale e i propri interessi”, riporta la nota stampa del Dipartimento della Difesa americano.

“Gli Stati Uniti non cercano il conflitto e non hanno intenzione né desiderio di impegnarsi in ulteriori ostilità, ma questi attacchi sostenuti dall’Iran contro le forze statunitensi sono inaccettabili e devono cessare. L’Iran vuole nascondere la sua mano e negare il proprio ruolo in questi attacchi contro le nostre forze. Non glielo permetteremo. Se gli attacchi iraniani contro le forze statunitensi continueranno, non esiteremo ad adottare ulteriori misure necessarie per proteggere il nostro popolo”, continua la nota stampa.

Questi attacchi strettamente mirati erano destinati esclusivamente a proteggere e difendere il personale statunitense in Iraq e Siria. Sono separati e distinti dal conflitto in corso tra Israele e Hamas e non costituiscono un cambiamento nell’approccio al conflitto Israele-Hamas anche se arrivano nel contesto dei timori di una guerra regionale più ampia.

Secondo Fox News, un paio di F-16 americani avrebbero preso di mira due strutture, un deposito di armi e un’area di stoccaggio di munizioni, vicino ad Abu Kamal utilizzate dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane e da gruppi affiliati, ma non è chiaro se ci fossero militanti iraniani nelle strutture quando sono state colpite. Si tratta dei primi attacchi statunitensi nella regione da quando Hamas, sostenuto dall’Iran, ha lanciato i suoi attacchi senza precedenti nel sud di Israele il 7 ottobre, attacchi che non sono stati coordinati in alcun modo con Israele.

Attualmente ci sono tre gruppi di volo di F-16 americani nell’area operativa del CENTCOM, il Comando Centrale, l’ultimo dei quali è arrivato pochi giorni fa, il 119th Expeditionary Fighter Squadron della Guardia Nazionale del New Jersey.

Ricordiamo che questi attacchi sulla Siria sono avvenuti proprio dopo il dispiegamento degli ultimi F-16C Fightning Falcon, che si sono aggiunti a due gruppi di volo su A-10C e ad un gruppo di volo su F-15E, e di ulteriori elementi di difesa aerea e missilistica dell’esercito americano quali una batteria THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) da Fort Bliss in Texas, batterie di missili terra-aria Patriot da Fort Sill in Oklahoma e sistemi di difesa aerea a corto raggio Avenger da Fort Liberty in North Carolina.

Senza dimenticare anche le due portaerei, la Ford e la Eisenhower, la prima già presente nel Mediterraneo orientale, la seconda in arrivo a breve per riposizionarsi nel Golfo Persico. A tutto ciò si aggiungono circa 900 soldati americani che sono in procinto di essere schierati nell’area operativa del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha detto Ryder che ha, inoltre, confermato che gli Stati Uniti stanno inviando anche due sistemi Iron Dome in Israele per contribuire a rafforzare ulteriormente le capacità di difesa aerea e proteggere i cittadini dagli attacchi missilistici.