Boeing 737 MAX
Boeing 737 MAX (@ The Boeing Company)

L’Europa e Regno Unito revocano il divieto di volo di 22 mesi sul Boeing 737 MAX

Il via libera dell’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea EASA è un passo fondamentale verso la risoluzione di una crisi di sicurezza del volo di quasi due anni dopo gli incidenti, del 737 MAX il jet più venduto al mondo, in Indonesia e in Etiopia dovuti ad un software difettoso del sistema di condotta del volo e anti-stallo, il MCAS.

Come avevamo già riportato, su Aviation Report, gli Stati Uniti avevano revocato il proprio divieto di volo a novembre 2020, seguiti da Brasile e Canada. La Cina, che è stata la prima a vietare l’aereo dopo il secondo incidente nel marzo 2019 e che rappresenta un quarto delle vendite del 737 MAX, non ha detto quando agirà in tal senso.

In Europa, dopo aver dato l’approvazione provvisoria a novembre 2020, l’EASA ha vagliato il contributo di 38 commentatori e “ha ricevuto direttamente una serie di segnalazioni che abbiamo analizzato a fondo e preso in considerazione“, ha detto lunedì il direttore esecutivo Patrick Ky alla Reuters, segnalazioni che non hanno messo in luce nuovi problemi tecnici.

Ma un gruppo di vittime con sede in Francia, Solidarity and Justice, ha definito la mossa “prematura, inappropriata e persino pericolosa“. Analisti e capi delle compagnie aeree affermano che l’EASA, che rappresenta 31 nazioni principalmente dell’UE, è uscita più forte dalla crisi, che ha eroso la leadership degli Stati Uniti nella sicurezza aerea.

La sua controparte statunitense, la FAA – Federal Aviation Administration, è stata incolpata per la scarsa supervisione della Boeing nell’approvazione del 737 MAX, che presentava un software poco documentato in grado di imprimere manovre, anche ripetute, sulla base di un solo sensore chiaramente vulnerabile e soggetto a malfunzionamenti.

Tra le sue condizioni per per permettere al velivolo di tornare a solcare i cieli, l’EASA ha insistito nel fare una propria revisione indipendente di tutti i sistemi critici ben oltre il software MCAS, irritando Boeing e alcuni funzionari statunitensi. L’EASA Ha anche affermato che le cause degli incidenti devono essere comprese, i cambiamenti di progettazione devono essere implementati e i piloti adeguatamente formati. “Crediamo che queste quattro condizioni siano ora soddisfatte, ma continueremo a monitorare da vicino le operazioni del 737 MAX non appena l’aereo riprenderà il servizio“, ha detto Ky.

In base a un accordo del 2011, l’EASA e la FAA hanno concordato di basare la loro valutazione degli aeroplani progettati nel territorio dell’altro sui test e sulle decisioni di conformità effettuate dall’altra agenzia nella misura massima possibile. “Naturalmente, date queste tragedie, abbiamo fermato questa tendenza e aumenteremo il nostro livello di coinvolgimento“, ha detto Ky, riferendosi all’approvazione dell’EASA dei futuri progetti statunitensi.

Gli analisti hanno affermato che un aumento dei controlli potrebbe rallentare la certificazione del prossimo 777X di Boeing, mentre la FAA potrebbe reagire intensificando la supervisione sui velivoli Airbus.

Anche in Gran Bretagna il Boeing 737 MAX ha ricevuto l’autorizzazione per riprendere a volare dopo che il regolatore del Regno Unito ha seguito la decisione dell’EASA nell’approvazione del jet. L’Autorità per l’aviazione civile britannica (CAA) ha revocato il divieto sul MAX, prendendo la sua prima decisione significativa in materia di sicurezza aerea da quando ha lasciato formalmente l’Unione Europea e l’Agenzia per la sicurezza aerea dell’UE (EASA), il 31 dicembre 2020.

Questa non è una decisione che abbiamo preso alla leggera e non avremmo consentito un ritorno in servizio per gli operatori del Regno Unito, o revocato il divieto per gli aeromobili che operano nello spazio aereo del Regno Unito, a meno che non fossimo stati soddisfatti dell’idoneità al volo dell’aeromobile“, ha detto l’Amministratore delegato della CAA Richard Moriarty.

La maggior parte del lavoro svolto sul MAX è stato completato lo scorso anno mentre la Gran Bretagna faceva ancora parte dell’EASA e la CAA ha affermato di aver lavorato a fianco dell’EASA nel processo. Le compagnie aeree britanniche saranno in grado di operare voli passeggeri con il MAX soggetto a stretta supervisione, ha affermato la CAA, incluso l’addestramento dei nuovi piloti, aggiungendo che era in stretto contatto con il gruppo di viaggio TUI, l’unico operatore britannico del velivolo.