Esercitazione Typhoon Flag 2023 Eurofighter
@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Gli Eurofighter italiani all’esercitazione Typhoon Flag 2023: train as you fight, fight as you train

La linea Eurofighter, insieme ai velivoli F-35 Lightning II del 32° Stormo di Amendola, costituiscono la punta di diamante della difesa dello spazio aereo nazionale, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, grazie al servizio di QRA (Quick Reaction Alert), che in pochi minuti, assicura il decollo, in gergo “scramble”, dei caccia, per intercettare e identificare qualsiasi traccia aerea sospetta rilevata dai radar. E proprio la punta di diamante della nostra difesa aerea nazionale costituita dalla linea Eurofighter, ha sentito l’esigenza di affinare la standardizzazione, dando vita all’esercitazione “Typhoon Flag 2023”.

Tutto questo è parte di un complesso sistema di difesa aerea integrato con quello degli altri paesi NATO.  Lo scramble, viene impartito alle sale operative dell’11° Gruppo D.A.M.I. di Poggio Renatico (FE) e del 22° Gruppo D.A.M.I. di Licola (NA) dal CAOC (Combined Air Operation Centre) di Torrejon (Spagna), responsabile del controllo e sorveglianza dello spazio aereo del Sud Europa. I due Gruppi D.A.M.I. (Difesa Aerea Missilistica Integrata) sono posti alle dipendenze del Reparto D.A.M.I., che a sua volta dipende dalla Brigata Controllo Aerospazio con sede a Poggio Renatico (FE). Quest’ultima, alle dipendenze del Comando Operazioni Aerospaziali.

Ed anche quest’anno, presso il 4° Stormo di Grosseto, dal 28 agosto 2023 all’8 settembre 2023, si è tenuta la seconda edizione di una delle più importanti esercitazioni per la linea Eurofighter dell’Aeronautica Militare, la “Typhoon Flag 23”. Con un rischieramento presso il 4° Stormo di Grosseto, oltre ai velivoli Eurofighter già presenti presso il reparto toscano, sono giunti i velivoli provenienti dagli altri tre stormi che hanno in dotazione il velivolo Eurofighter. Nello specifico all’esercitazione hanno preso parte assetti provenienti dal 36° Stormo di Gioia del Colle (BA), dal 37° Stormo basato a Trapani e dal 51° Stormo di Istrana (TV), per un totale di 14 velivoli partecipanti.

La “Typhoon Flag 2023” è stata voluta per mettere a punto, tutte quelle standardizzazioni operative già impartite ad ogni stormo, all’interno di scenari operativi complessi, al fine di equalizzare e consolidare la standardizzazione operativa della linea Eurofighter, manutentiva compresa con il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili), trovando e risolvendo problematiche comuni.

Gli istruttori di tiro e tattiche “Weapons Instructor”, formati lo scorso anno, impartiscono insegnando ai nuovi piloti, tattiche e tecniche d’impiego dei diversi sistemi d’arma, apprese nella precedente edizione della “Typhoon Flag 22” svolta presso la base di Gioia del Colle e nelle ulteriori esercitazioni in ambito NATO al di fuori dei confini nazionali alle quali ha preso parte la Forza Armata.

Tutto questo vuole prefiggersi l’obiettivo di uniformare e standardizzare tutta la linea Eurofighter, perché nel caso di un rischieramento in Teatro Operativo viene coinvolta tutta la linea Eurofighter indipendentemente dal gruppo di provenienza, come ad esempio per le missioni NATO Air Policing nelle Repubbliche Baltiche o nell’Est dell’Europa, dove dal 2004 a protezione del loro spazio aereo come nazioni aderenti all’Alleanza Atlantica, possono ritrovarsi insieme assetti provenienti dal 4°, 36°, 37°e 51° Stormo, ritrovandosi così ad operare all’unisono in uno scenario complesso al di fuori del territorio nazionale.

Il Capo Ufficio Operazioni e Direttore dell’esercitazione, ci spiega che, in questa esercitazione si mettono sotto i riflettori diverse problematiche evidenziate, passando giornate sotto il velivolo ed in aula briefing prima e dopo ogni sortita. Qui l’aula briefing, non è una semplice aula, ma un luogo dove grazie a briefing e debriefing si mettono a nudo le problematiche comuni riscontrate durante il volo, cercando tutte quelle piccole imperfezioni che non piacciono alla linea Eurofighter italiana.

Sempre il Direttore dell’esercitazione ci tiene ad affermare, che la linea Eurofighter non ha patch, gruppi o colori, in aria è un solo sistema d’arma e qui a Grosseto ci si addestra ad impiegare l’Eurofighter parlando tutti la stessa lingua. Se un capo formazione in volo impartisce un ordine, quest’ultimo verrà recepito chiaro ed uguale da tutti i gregari della formazione, indipendentemente dal gruppo di provenienza. Lo stesso avviene a terra per ciò che riguarda la manutenzione.

La Typhoon Flag 2023 si suddivide al suo interno, in due macro aree di studio, aventi la standardizzazione come unico comune denominatore.

Una riguarda il pilota e la sua evoluzione con scenario fisso, nel caso il pilota debba risolvere alcune sue problematiche, o con scenari evolutivi giorno dopo giorno, dove ad esempio un giovane pilota in addestramento si ritrova ad avere nella formazione i piloti istruttori, cosi come avere un personal trainer a propria disposizione che offre la possibilità di evolvere sia come singolo pilota che come pilota in una formazione stessa, ritrovandosi da gregario a capo formazione.

L’altra macro area, è l’addestramento all’utilizzo della macchina ed alle sue implementazioni. Un Eurofighter è una macchina complessa gestita da computer, ogni volta che avviene un upgrade del software, c’è un’implementazione delle prestazioni della macchina, creando così un’evoluzione nel sillabus operativo da impartire ai presenti e futuri piloti.

Questa, intendiamoci, non vuol essere un’attività di testing, delegata all’ RSV (Reparto Sperimentale Volo), ma l’applicazione di ciò che è stato già testato ed ora a disposizione dei piloti in “front line”. Sviluppo di nuove tattiche possibili, grazie all’implementazione della macchina e successive verifiche dell’effettiva efficacia della nuova tattica, o come nel caso di questa edizione, l’utilizzo “simulato” del missile Meteor.

Un upgrade del software permette un’evoluzione delle performance del velivolo con tutti i suoi sistemi. Il pilota studia ed apprende i cambiamenti avvenuti per poi applicarli in volo in missioni con basso carico di lavoro, per non perdere la SA (Situational Awareness). Una volta metabolizzato e fatto proprio questo upgrade del velivolo, lo stesso upgrade diventa un automatismo che, ad esempio, permette di utilizzare la stessa tattica di impiego di un missile con più serenità.

La ricerca ed implementazione di nuove tattiche, è svolta principalmente in ambito nazionale, ma messo poi a confronto con altre forze armate in ulteriori scenari complessi nel corso di esercitazioni internazionali, come le TLP (Tactical Leadership Program) presso la base di Albacete, Spagna, o in altre esercitazioni come la “Cobra Warrior” con inglesi e tedeschi su velivoli Eurofighter, o nel confronto a tavolino con gruppi “EAG” (European Air Group”) gli incontri con forze armate di altri paesi Europei, aventi in dotazione l’Eurofighter per migliorare e risolvere quelle problematiche comuni. Tuttavia le tattiche addestrative per l’impiego di sistemi d’arma, rimangono una prerogativa a livello della linea Eurofighter nazionale.

Al 4° Stormo aleggia dall’alto il mantra delle 3P “Patria, Passione e Professionalità” e per mostrare il risultato di questi ideali, lo Stormo ha voluto presentare l’esercitazione alla stampa e alla comunità, con un media/spotterday, introdotto dal Col. Filippo Monti, Comandante del 4° Stormo, il quale grazie alla partecipazione dei suoi collaboratori, ci ha fatto sentire parte di una grande famiglia anziché scomodi intrusi, dando così l’opportunità oltre che di documentare l’esercitazione in sé, la possibilità di toccare con mano l’armonia nella quale il personale dell’Aeronautica Militare si trova a lavorare ogni giorno.

Ed è per questo che Aviation Report, vuole ringraziare con viva sincerità il Comandante del 4° Stormo Col. Filippo Monti, il Ten. Emanuela De Marchi – Capo Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni del 4° Stormo, il Capo Ufficio Operazioni e Direttore dell’esercitazione, il Capo Ufficio Sicurezza Volo del 4° Stormo e tutto il personale del 4° Stormo.

Testo: Simone Vicari
Immagini: Gianluca Vannicelli e Simone Vicari