Dal 21 settembre al 2 ottobre si è svolta l’esercitazione APT – Airmobile Permanent Training edizione II del 2020 che ha visto la Brigata Aeromobile Friuli impegnata nella zona di Casarsa della Delizia e in altre aree limitrofe.

L’esercitazione Airmobile Permanent Training rappresenta il culmine di un intenso iter addestrativo che ha visto operare insieme gli equipaggi di volo del 7° Reggimento AVES “Vega”, del 5° Reggimento AVES “Rigel”, del 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali “Aldebaran” e i fanti aeromobili del 66° Reggimento fanteria aeromobile “Trieste”. Di norma l’esercitazione APT segue le esercitazioni Kinetic che si svolgono a livello di comandante di reggimento e che rappresentano un momento di verifica e di autovalutazione delle capacità raggiunte dai singoli reggimenti prima dell’impegno a livello di brigata rappresentato dalla Airmobile Permanent Training.

La Friuli è costantemente in approntamento per i teatri operativi afgano, iracheno e per gli impegni di JRRF (unità pronta per i piani di contingenza indicati dai livelli di comando superiore alla brigata) con un ciclo di approntamento semestrale. Questi cicli di approntamento semestrali si concludono con la Airmobile Permanent Training. Il comandante della Brigata Aeromobile Friuli, il Generale Stefano Lagorio, figura individuata quale Training Autority, a seguito di una valutazione raggiunta con gli esiti dell’esercitazione stessa ha potuto verificare se i due Task Group “Fenice” e “Griffon”, le unità che saranno impegnate in teatro operativo, hanno raggiunto i livelli addestrativi posti dal comando di Brigata.

In questa iterazione l’esercitazione di tipo LIVEX (LIVe EXercise)/FTX (Field Training Exercise) e a partiti contrapposti con OPFOR (OPposing FORces) rappresentate da attivatori/giudici sul terreno ha fatto riferimento ad uno scenario denominato SKOLKAN, tratto da fonti aperte ed informazioni fittizie, ambientato in Nord Europa, riproducente situazioni tipiche delle cosiddette Crisis Response Operations. All’interno di questo scenario, i cui riferimenti ai confini geografici degli stati protagonisti sono reali e i nomi dei paesi fittizzi, il comando di brigata ha emesso una serie di indicazioni precise e una serie di requisiti di addestramento attinenti allo scenario stesso al fine di indirizzare la pianificazione delle operazioni dei due task group verso gli obiettivi preposti.

Quindi lo scopo sostanzialmente è quello di verificare e validare, anche con l’aiuto del comando superiore COMAVES dal punto di vista della sicurezza volo e standardizzazione delle procedure di volo, le capacità dei due task group sotto i punti di vista operativo, gestionale/tecnico, sanitario, di gestione dell’emergenze e di pianificazione delle missioni in un contesto operativo similare a quello dei Teatri Operativi negli ambiti delle operazioni internazionali RSM – Resolute Support Mission e OIR – Operation Inherent Resolve.

Quella dell’APT è una validazione molto complessa che raggruppa un grande ammontare di risorse in termini di personale, sforzo logistico e ore di volo degli elicotteri, che intende favorire l’integrazione e l’approntamento di tutte le componenti della brigata e che ha visto anche la verifica delle procedure di comando e controllo nell’ambtio del BSM – Battle Space Management. In particolare le attività nell’ambito dell’esercitazione sono tese a:

  • mantenere le capacità aeromobili e operative tipiche delle unità della Brigata Aeromobile Friuli
  • aumentare l’integrazione tra le sue unità
  • testare le attuali tecniche e procedure e la loro corretta applicazione e le capacità di comando e controllo delle contingenze dei pacchetti aeromobili
  • verificare la capacità di reagire autonomamente ad una minaccia

Come abbiamo accennato il tema che è stato seguito è quello del Crisis Response Operation con attività in poligono a fuoco ed in bianco sia di giorno che di notte per giungere agli obiettivi addestrativi posti. Le unità partecipanti sono state impegnate nella costituzione della FOB (Forward Operating Base), nella condotta di azioni aeromeccanizzate e aeromobili, nella pianificazione e condotta di missioni di supporto aereo ravvicinato, assalto aeromobile, raid aeromobile, recupero di personale ferito-MEDEVAC (Medical Evacuation)/NEO (Noncombatant Evacuation Operation) o rimasto isolato-IP (Isolated Personnel), Personnel Recovery oltre a missioni di esplorazione e sorveglianza dell’area d’impiego e conquista/occupazione e tenuta di punti chiave.

L’esercitazione si è svolta principalmente a partire dalla FOB/Aeroporto “Francesco Baracca” sede del 5° Reggimento AVES “Rigel” sviluppandosi sui poligoni di Cellina Meduna e Venzone per le attività di fuoco live e nell’area addestrativa di Osoppo utilizzata per simulare particolari attività/criticità o missioni di recupero. Sono stati impiegati circa 300 tra ufficiali, sottufficiali, graduati e soldati, 15 elicotteri (6 AH-129D “ESS”, 7 UH-90 “ETT”, 2 UH-205 “ESC-3”) e una sezione di obici PzH 2000.

Unità partecipanti:

  • Comando Brigata Aeromobile Friuli;
  • 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”;
  • 5° Reggimento AVES “Rigel”;
  • 7° Reggimento AVES “Vega”;
  • 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”;
  • 132° Reggimento Artiglieria Terrestre “Ariete”;
  • Reggimento Logistico “Ariete”;
  • Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli”.

Località interessate all’esercitazione:

  • Bologna;
  • Casarsa della Delizia;
  • Osoppo;
  • Cellina Meduna ed aree addestrative limitrofe;
  • Rivoli Bianchi di Venzone.

L’esercitazione ha visto anche l’impiego del Safe Strike, un sistema di gestione del campo di battaglia che consente la massimizzazione della situational awareness. Lo strumento utilizzabile tramite un palmare o uno smartphone consente di aver disponibile on line e off line la cartografia d’interesse dell’area di operazioni che costituisce già di per se un notevole vantaggio per pianificare le azioni sul campo di battaglia; integra sistemi C4I, di data sharing criptato e di visualizzazione 3D del terreno, che, fornendo la precisa altimetria del suolo tramite l’elaborazione 3D, riproduce agevolmente l’area d’interesse per ottenere anche una situational awareness tridimensionale.

Dai dati cartografici il sistema offre la capacità di gestire l’erogazione del fuoco tenendo conto delle posizioni amiche e nemiche e del munizionamento impiegato calcolando anche i dati di tiro per l’artiglieria. Può gestire la situazione tattica del terreno grazie alla capacità di ricevere i dati da diverse sorgenti quali telemetri laser, hostile fire indicator, navigatori, camere termiche, radio, sensori biometrici, blueforce tracker tramite un protocollo criptato. Tutto ciò senza nessuna infrastruttura di installazione su elicotteri o mezzi terrestri che lo rende uno strumento particolarmente potente e adatto ad un uso tattico a livello di battaglione o reggimento.

L’impiego degli elicotteri della Brigata Aeromobile Friuli

Gli elicotteri della Brigata Aeromobile Friuli posso essere impiegati in diverse configurazioni a seconda della morfologia e della complessità dello scenario operativo d’impiego, dei compiti assegnati, delle forze impiegate e delle minacce presenti. Un team omogeneo può essere costituito da un minimo di due elicotteri dello stesso tipo, ma possono essere impiegati anche team non omogenei. Tutte queste configurazioni sono definite da un colore associato al livello di minaccia presente in teatro.

  • Red Team: 1 AH-129 in scenario non permissivo
  • Purple Team: 1 AH-129 + 1 UH-90 in scenario semi permissivo
  • Blue Team: 2 UH-90 in scenario permissivo

Il Purple Team è la configurazione nella quale la Brigata Aeromobile Friuli esprime maggiore flessibilità di impiego grazie alla capacità di deterrenza del Mangusta e la polivalenza dell’UH-90.

Questi concetti li abbiamo visti nello sviluppo dell’azione alla quale abbiamo assistito nell’area addestrativa del poligono di Rivoli Bianchi di Venzone il 30 settembre 2020 alla presenza del Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia Comandante della Divisione “Vittorio Veneto” e dal Comandante della Brigata Aeromobile Friuli, il Generale Stefano Lagorio.

Tutto quello che è stato simulato non è stato provato in precedenza ma è solo frutto delle procedure tecnico tattiche che sono insite nella pianificazione, quindi la direzione dell’esercitazione ha dato il via all’evento solo con la prima attivazione, poi le azioni successive si sono susseguite in totale autonomia frutto delle sole decisioni autonome da parte dei Task Group.

Un convoglio logistico è stato attaccato da una postazione nemica di mortai individuata da un velivolo a pilotaggio remoto Predator e la Task Force Friuli interviene per rendere sicura l’area. Una pattuglia di due Red Team (2 x AH-129D Mangusta) interviene al fine di controllare e svelare la presenza delle truppe nemiche. Individuato il punto dal quale il mortaio ha fatto fuoco sul convoglio, uno dei due Mangusta viene abbattuto (simulazione) in zona impervia.

Al fine di rendere sicura l’area dello schianto e permettere il recupero e l’evacuazione dell’equipaggio dell’elicottero a terra, una pattuglia di Personnel Recovery viene inserita coperta da un plotone aeromobile in QRF – Quick Reaction Force che ingaggiato dal nemico procederà con un intenso assalto di fanteria alla soppressione della minaccia e alla messa in sicurezza della zona. In queste fasi interverranno una ulteriore pattuglia di due Red Team per il supporto di fuoco guidati da un JTAC a terra e per la copertura di due Blue Team con il plotone di fanteria aeromobile a bordo e un Purple Team per la MedEvac che procederà all’estrazione di un militare ferito (simulazione) durante il conflitto a fuoco con le truppe nemiche.

Al termine delle intense attività condotte, piena soddisfazione è stata espressa dal Generale Ristuccia e dal Generale Stefano Lagorio, per lo sforzo profuso e per l’alta professionalità dimostrata da ogni militare impiegato. Ulteriore apprezzamento è stato espresso per la piena integrazione dimostrata da tutte le unità delle brigate dipendenti coinvolte in questo importante momento, conclusosi con il completo raggiungimento degli obiettivi addestrativi prefissati pur nelle limitazioni derivanti dal pieno rispetto delle misure imposte per la prevenzione del contagio da Covid-19 attualmente in vigore.

Dagger Resolve 2020 e il BSM – BattleSpace Management

Tutta l’attività prevista dalla APT II/2020 è stata inserita in un più ampio complesso di sperimentazione, progetto di addestramento della Dagger Resolve 2020, che va oltre la normale preparazione ed approntamento che la Friuli di solito svolge a premessa dell’impiego fuori area.

Le peculiari finalità addestrative, di interoperabilità, di capacità di condotta delle operazioni aeromobili e di sviluppo di procedure di comando e controllo son state incluse nel più ampio ambito del BattleSpace Management (BSM), cioè il coordinamento e la gestione dell’area delle operazioni, in uno scenario a spiccata connotazione di  combattimento (warfighting), tema comune, questo, per tutte le attività addestrative condotte dalle unità delle Forze Operative Nord nel 3° quadrimestre di quest’anno.

Sono state quindi incluse nell’APT II/2020 anche alcuni assetti appartenenti al 8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”, al reggimento Logistico “Ariete” e al 132° reggimento Artiglieria Terrestre “Ariete”. Quest’ultima unità, in particolare, ha fornito il necessario supporto all’esercitazione schierando una batteria di PzH-2000 in altra area addestrativa limitrofa, permettendo quindi l’addestramento alla sincronizzazione delle attività dell’artiglieria nella terza dimensione, spazio d’impiego peculiare dell’unità aeromobile in operazioni.

Oggi i comandanti devono saper sfruttare appieno tutti gli strumenti al fine di raggiungere il successo nelle operazioni. L’integrazione, il coordinamento e la sincronizzazione di tutti i soggetti coinvolti nello Battlespace garantisce di massimizzare l’efficacia operativa, evitando confusioni che possono portare a rischi per la missione e per la forza, riducendo il rischio di “fuoco amico” e la probabilità di danni collaterali alle infrastrutture locali e alla popolazione.

Batteria di PzH 2000 @ Esercito Italiano

Batteria di PzH 2000 @ Esercito Italiano

Le tre principali esercitazioni nelle quali saranno sviluppate le attività BSM di complessità superiore vedranno coinvolte tre diverse unità dell’Esercito: la Brigata Aeromobile Friuli, la Brigata Paracadutisti Folgore e la Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Il coordinamento delle attività addestrative è affidato alla Divisione “Vittorio Veneto”, che si appresta a diventare a breve la Multinational Division South nell’ambito dell’organizzazione militare della NATO.

La Brigata Aeromobile Friuli

La Brigata Aeromobile Friuli con sede a Bologna, oggi al comando del Generale di Brigata Stefano Lagorio, ha partecipato ai due conflitti mondiali e a tutte le più importanti missioni all’estero italiane. Nel 2000 la Brigata viene riconfigurata da meccanizzata in aeromobile con l’assegnazione dei due Reggimenti elicotteri 5° “Rigel” e 7° “Vega”, oggi affiancati dal 66° “Trieste”, unica unità di fanteria aeromobile in ambito Forza Armata. La brigata è inoltre responsabile del CFA – Centro di Formazione Aeromobile presso il reggimento di fanteria e di due CFE – Centro di Formazione Elicotteri presso i reggimenti elicotteri.

Con l’attuale configurazione, la Brigata Aeromobile “Friuli” garantisce una costante presenza dei propri assetti aerei e terrestri all’estero e sul territorio nazionale in attività di “homeland security” nel comparto Strade Sicure. Inoltre in stretto coordinamento con il COMAVES la brigata può fornire una componente capace di effettuare operazioni a bordo di navi della marina Militare della classe San Giusto e San Giorgio. La Brigata Aeromobile Friuli è inquadrata nella Divisione Vittorio Veneto con sede a Firenze.

La “Friuli” fa parte delle forze di manovra ed è stata concepita per esprimere un potenziale bivalente, cioè in grado di sfruttare tutte le possibilità che l’aeromobilità e l’aeromeccanizzazione offrono nei diversi ambienti operativi. Dispone sia di forze terrestri sia di una forte componente di elicotteri multiruolo e da esplorazione e scorta in grado di condurre operazioni anche in maniera indipendente. La capacità aeromobile è risultante dall’integrazione delle specifiche capacità proprie delle unità di volo e di fanteria leggera, poste sotto un unico comando e in grado di assolvere missioni nell’ambito delle quali, le forze, con i loro equipaggiamenti, manovrano nell’Area di Operazione per mezzo di aeromobili, al fine di ingaggiare il combattimento dall’aria e proseguirlo sia a terra che dall’aria.

Il perno della Brigata Aeromobile è quindi rappresentato dal ruolo delle componenti ad ala rotante e di fanteria aeromobile che possono assurgere, in funzione del tipo di missione, ad elemento principale della manovra, lasciando ad altre componenti il compito di supporto. Lo strumento aeromobile/aeromeccanizzato è contraddistinto da flessibilità, rapidità e precisione di ingaggio degli assetti ad ala rotante e consente, altresì, il dispiegamento, con ridotto preavviso ed in profondità nel territorio ostile o potenzialmente ostile, delle forze terrestri, al fine di proseguire congiuntamente lo sforzo principale. La manovra dall’aria e la manovra a terra corrispondono, pertanto, a differenti e complementari modalità di condotta di un’operazione terrestre, nella quale le due forme si integrano ed assumono un ruolo, più o meno preponderante, in funzione dei compiti assegnati alla componente ad ala rotante.

Nei prossimi mesi la Brigata Aeromobile Friuli continuerà ad essere impegnata nelle missioni fuori area con i suoi due Task Group e a garantire come sempre l’incremento dell’addestramento di specialità per il perfezionamento e il mantenimento delle capacità tipiche dei reparti aeromobili e dell’Aviazione dell’Esercito.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare lo SME, il Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia comandante della Divisione Vittorio Veneto il comandante della Brigata Aeromobile Friuli, Generale Stefano Lagorio, il Colonnello L. Giannini Capo Ufficio Operazioni della “Friuli”, il Ten. Colonnello P. di Bisceglie PIO della “Friuli” e tutto il personale della brigata per l’occasione concessaci e per averci fatto lavorare in totale sicurezza e nel pieno rispetto di tutte le misure sanitarie in essere per l’emergenza Covid-19.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Stefano Monteleone, Esercito Italiano

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