La metà di maggio 2019 ha segnato l’inizio di alcune settimane molto intense per la maggior parte delle forze aeree in Europa. Una serie di esercitazioni sovrapposte sono state svolte in questo intervallo di tempo. Una di queste esercitazioni è stata la Adriatic Strike 2019. Si è svolta tra il 2 e l’8 giugno in tutto il territorio della Repubblica di Slovenia, nella splendida cornice delle Alpi del nord-est. È stata l’ottava esercitazione annuale consecutiva di questo tipo, pianificata e condotta da e sotto la supervisione delle Forze armate della Slovenia, piccole ma altamente professionali.

Adriatic Strike è uno dei pochi eventi per l’addestramento CAS (Close Air Support), JTAC (Joint Terminal Attack Controller) e FAC (Forward Air Controller) che si svolgono ogni anno in Europa. Per una migliore comprensione, la missione di un team JTAC è quella di fornire l’appoggio prima dell’esecuzione di una missione di combattimento sull’uso corretto del supporto aereo e di altri tipi di supporto contro il fuoco nemico, come i sistemi basati sul mare, i mortai e/o l’artiglieria. I team JTAC controllano queste operazioni e coordinano il supporto continuo contro l’artiglieria sotto forma di ricognizione, scorta di convogli e sorveglianza dell’area di combattimento, al fine di fornire una protezione completa delle forze amiche.

Nonostante il fatto che negli ultimi decenni le missioni CAS siano la maggior parte di quelle svolte in vari conflitti armati e guerre in tutto il mondo con un simultaneo aumento dell’importanza del JTAC, la maggior parte delle forze aeree tendono a non dare abbastanza importanza a questo tipo di attività, con il risultato di trascurare l’addestramento e la formazione in questo ambito. Le forze armate slovene hanno visto la possibilità di offrire un diverso tipo di esercitazione con tutte le opportunità che ne derivano, e nel 2012 è stata svolta la prima esercitazione “Adriatic Strike”. Da allora, con il passare degli anni, i dettagli e la complessità sono stati raffinati con il conseguente aumento di unità militari che hanno deciso di partecipare con risultati positivi per tutti.

L’esercitazione

L’obiettivo principale della Adriatic Strike 2019 è stata la formazione di JTAC e FAC nel quadro più ampio delle missioni CAS pianificate. Per raggiungere questo obiettivo, l’esercitazione è stata supportata da velivoli ad ala fissa e rotante provenienti da 11 paesi, e dal Centro di comando e controllo aereo di Poggio Renatico in Italia. Il compito del DAC&CC – Deployable Air Command and Control Center è stato quello di fornire istruttori per il corrispondente centro di comando e controllo sloveno e gli ufficiali di collegamento aereo per le diverse unità sul campo.

Le missioni hanno rigorosamente seguito uno scenario pre-pianificato. La geografia della Slovenia è stata utile, in quanto ha fornito molte opportunità per un addestramento realistico. Naturalmente, anche di grande valore, è stata l’occasione per aumentare la collaborazione, mantenere e sviluppare l’interoperabilità, condividere valori comuni e l’opportunità di elevare lo spirito di cooperazione tra le forze aeree partecipanti, per sostenere lo scambio produttivo di idee tra loro e per produrre sinergie.

L’addestramento JTAC è stato effettuato nel nuovo simulatore JTAC presso la base aerea di Cerklje ob Krki e in altre cinque località in Slovenia. Nell’area principale delle forze armate slovene a Postojna, aerei, carri armati e artiglieria hanno fornito supporto per scenari live di addestramento realistico, mentre nei comuni di Radeče, Novo Mesto, Vipava e Kamnik Savinjske Alpi, l’aviazione ha condotto simulazioni di missioni di supporto aereo.

In totale, circa 700 soldati provenienti da 26 paesi hanno partecipato all’esercitazione, metà dei quali provenienti dal paese ospitante, la Slovenia. Gli altri paesi partecipanti erano membri della NATO: Belgio, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Turchia , Regno Unito e Stati Uniti d’America e partner della NATO: Austria, Bosnia Erzegovina e Irlanda. Alcuni di loro hanno partecipato con mezzi aerei, altri con equipaggiamento di terra e altri hanno inviato solo osservatori.

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I partecipanti

Per quanto riguarda i mezzi aerei, le forze armate slovene hanno partecipato con quasi tutto il loro inventario. Aerospatiale AS.532, Bell 206, Bell 412 e Pilatus PC-9M. AS.532 e Bell 412 sono stati utilizzati principalmente per l’inserimento e la rimozione dei team JTAC da aree “ostili” e per attività di trasporto generali. La Slovenian Air Force ha acquisito una preziosa esperienza in tali compiti negli ultimi due decenni, grazie alla sua partecipazione alla missione KFOR in Kosovo. Il PC-9M sloveno “Hudournik” è, dopo il suo aggiornamento in Israele, tra le versioni di questo tipo di aereo quello maggiormente armato. Sono stati usati durante l’esercitazione per missioni di supporto aereo ravvicinato, armati di razzi e cannone. Il Bell 206 è stato utilizzato per missioni di ricognizione e compiti generali.

Gli assetti elicotteristici stranieri provenivano dall’Austria, Ungheria e Montenegro. L’aeronautica militare austriaca ha inviato a Cerklje ob Krki 3 Bell OH-58B Kiowa (3C-OC, 3C-OH e 3H-OK). I Kiowa sono statti utilizzati in team combinati insieme ai Bell e ai Puma sloveni per missioni di ricognizione e trasporto. Le “stelle” dell’esercitazione sono stati, senza dubbio, i Mi-24 Hinds dell’aeronautica militare ungherese e i Gazelle dell’aeronautica militare montenegrina. L’Hungarian Air Force ha letteralmente costruito la sua flotta di elicotteri da combattimento lo scorso anno, riattivando otto dei suoi Mi-24P/V. Da allora, approfittano di ogni opportunità per partecipare alle esercitazioni come anche la Dark Blade 2019, per sviluppare le loro capacità di combattimento e acquisire esperienza preziosa nelle operazioni aeree combinate e nelle missioni di supporto aereo ravvicinato. Gli elicotteri inviati alla Adriatic Strike 2019 erano due Mi-24P (335 e 338). Sono stati utilizzati per ricognizione armata e missioni di scorta di elicotteri da trasporto, durante le fasi “calde” delle missioni (inserimento-estrazione).

L’aviazione militare del Montenegro ha inviato 2 elicotteri Gazelle in Slovenia. Uno apparteneva al sottotipo HO-42 (SA.341H costruito da SOKO su licenza), numero di serie 12671 e l’altro al sottotipo da attacco HN-45M (SA.342L costruito sempre da SOKO su licenza), numero di serie 12943. Il personale dell’aeronautica montenegrina ha dichiarato ad Aviation Report che l’aviazione militare del Montenegro si trova attualmente in un’importante fase di ristrutturazione. L’anno scorso, tre Bell 412 sono stati aggiunti all’inventario. Due Bell 412EPi (nuova costruzione) e un Bell 412EP (precedentemente in servizio con il Dipartimento di Polizia di New York). Questi elicotteri hanno migliorato le capacità di trasporto generali e le missioni delle Forze armate del Montenegro. Oltre ai compiti di trasporto, vengono utilizzati con grande successo per vari tipi di missioni mediche di evacuazione, ricerca e soccorso e antincendio.

Dopo le agevoli trattative con Bell, il basso prezzo raggiunto e la consegna veloce (soli 8 mesi dalla firma del contratto alla consegna), uno dei candidati più promettenti per il futuro programma di sostituzione dei Gazelle è il Bell 505. Nel mese di aprile di quest’anno, Bell ha presentato l’elicottero all’aeronautica militare del Montenegro presso la base aerea di Golubovci. I commenti della parte montenegrina sono stati molto favorevoli. Particolarmente lodata è stata l’agilità e la flessibilità del Jet Ranger X e sembra che Bell parteciperà alla gara per la sostituzione dei Gazelle.

Gli assetti aerei esteri hanno consistito principalmente nei Pilatus PC-7 e PC-9 insieme ad alcuni aerei da combattimento. L’Austrian Air Force ha inviato tre PC-7 (3 H-FA, 3H-FB e 3H-FO) a Cerklje ob Krki che sono stati utilizzati insieme ai PC-9M croati per supporto aereo e a supporto delle operazioni degli elicotteri. I PC-9M della Croatian Air Force hanno volato dalla loro base aerea di Zagabria. Tutti gli aerei da caccia provenivano dalle loro rispettive basi, con l’eccezione dei tre aerei ALCAS della Czech Air Force (6057 (L-159A), 6065 (L-159A) e 6077 (L-159T1 +)). Gli altri partecipanti inclusi gli aerei da combattimento dell’Aeronautica Militare AMX e Tornado hanno volato rispettivamente dalle basi aeree di Istrana e Ghedi mentre i JAS 39 Gripen della Hungarian Air Force dalla base aerea di Kecskemet. Gli aereo italiani e ungheresi sono stati utilizzati per missioni di attacco di precisione con il supporto dei team JTAC, così come per le missioni CAS.

Le esercitazioni “Adriatic Strike” sono in qualche modo ancora poco conosciute rispetto ad altre esercitazioni più grandi come la Iniochos o la Frisian Flag, ma per la maggior parte dei paesi partecipanti è di gran lunga l’esercitazione più importante del loro programma annuale. Molti paesi più piccoli, soprattutto nell’Europa orientale e sudorientale, non dispongono delle capacità finanziarie e delle competenze tecniche per inviare aerei ed elicotteri alle esercitazioni, lontano dalle loro basi. Pertanto, essere in grado di partecipare a un’attività addestrativa internazionale vicino a casa, è una grande opportunità, al fine di mantenere i legami con le forze aeree alleate e conoscere nuove tecniche e capacità della moderna guerra aerea.

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Per le forze aeree più piccole, è un grande vantaggio incontrare e scambiare idee su tattiche e capacità di aviazioni militari simili. Oltre al valore della formazione militare, le Adriatic Strike includono anche un forte messaggio politico. È l’unica esercitazione in cui quasi tutte le ex repubbliche socialiste della Jugoslavia (eccetto la Serbia che non fa parte della NATO) si incontrano regolarmente per cooperare verso un obiettivo comune. In questa regione d’Europa, che ha avuto una storia così instabile negli ultimi decenni, questo è un passo molto importante verso una nuova era di comprensione e fiducia reciproca.

Aviation Report e gli autori desiderano ringraziare i portavoce delle forze armate slovene, Jani Krošl e Simon Korez e il personale dell’Aeronautica Militare del Montenegro, per il loro prezioso aiuto nella preparazione di questo articolo.

Articolo e immagini: Marcus e Philipp Vallianos

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