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News Militari

L’elicottero A-109 dell’Aviazione dell’Esercito va in pensione

Dopo 45 anni di servizio l’elicottero A-109 (EI 863), MRH 109A nella nomenclatura militare italiana, in dotazione all’Aviazione dell’Esercito ha lasciato il servizio attivo con un ultimo volo avvenuto lo scorso 14 ottobre 2021. Concepito e realizzato negli anni ’70 dalla ditta Agusta come elicottero leggero bi-turbina, con carrello retrattile a ruote, veloce e dotato di efficaci sistemi di stabilizzazione e sicurezza, l’A109 “Hirundo” è entrato in linea di volo nell’allora “Aviazione Leggera dell’Esercito” a partire dal 1976.

Nel corso della sua lunga carriera, il 109 è stato impiegato in diversi reparti della Specialità su tutto il territorio nazionale, da Casarsa della Delizia (PN) a Catania, passando per Roma quando il 28° Gruppo Squadroni “Tucano” era dislocato presso l’aeroporto dell’Urbe. Pur effettuando prevalentemente missioni di collegamento, è stato in grado di svolgere tutte le attività operative di ricognizione, osservazione e trasporto aereo.

L’ultimo esemplare dell’elicottero A-109, effettivo al Centro Addestrativo AVES, è decollato dall’eliporto “Chelotti” per il 1° Reggimento Sostegno AVES “Idra” di Bracciano dove verranno avviate le procedure tecnico-amministrative per il “fuori servizio”. Il Tenente Colonnello Graziano Sotto Corona, il Tenente Colonnello Gianluca Lelli e i Sergenti Maggiori Emanuele Colonna e Alessandro Vizzini hanno condotto l’elicottero nella sua ultima missione di volo.

Il Centro Addestrativo Aviazione Esercito si costituisce sulla base del Centro Cavalleria dell’Aria con i reparti di istruzione dipendenti.
L’ente provvede all’addestramento dei Piloti, degli Operatori Tecnici ed allo sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili, oltre a fornire i “pacchetti di capacità” necessari alle Forze Operative Terrestri in patria e nei teatri oltremare. Composta da personale Volontario, è dislocato a Viterbo e si compone di soli Reparti di Volo.

Il primo A-109 fu l’EI 851 che giunse a Viterbo nel 1977 raggiunto poco dopo dall’EI 852 e dall’EI 853. A queste prime tre macchine denominate EC – Elicotteri di Collegamento si aggiunsero altri due velivoli, l’EI 854 ed EI 855, nella versione TOW con armamento di bordo missilistico controcarri, equipaggiati con i missili anticarro BGM-71 TOW. Nel 1987, l’Esercito Italiano ordinò altri 24 elicotteri nella versione A-109CM con carrello fisso, e non più retrattile, in due configurazioni: la prima semplificata A109 EOA-1 in 16 esemplari di cui uno, perso in un incidente di volo nel 1994, e 8 nella configurazione completa EOA-2.

In totale l’Aviazione dell’Esercito ha avuto in flotta 3 A109A per trasporto VIP e 2 A109AT per la sperimentazione di tattiche controcarro, entrati in servizio a partire dal 1977 e 24 A109CM (16 A109EOA-1 e 8 A109EOA-2) per compiti di ricognizione e utility, entrati in servizio a partire dal 1988. In particolare la versione A-109 EOA è stata un elicottero polivalente concepito per essere impiegato nelle missioni più diversificate, con la versione EOA-1 dedicata all’osservazione avanzata, al trasporto di personale e materiali e la versione EOA-2 (chiamata anche ESC-2 Elicotteri da Supporto al Combattimento) che aggiungeva una capacità migliorata per la ricognizione e l’acquisizione degli obiettivi tramite un telemetro laser che gli consentiva di operare con gli elicotteri da combattimento Mangusta.

@ Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone (EI 863 nel 2012)

Agusta A-109 Hirundo

L’A109 Hirundo, il primo bimotore di progettazione completamente italiana, compì il suo primo volo il 4 agosto 1971, giorno di San Domenico, in onore del Conte Domenico Agusta che autorizzò la costruzione dei primi prototipi da cui venne poi sviluppato questo elicottero di successo.

Il programma A109, nato da una richiesta del progettista Bruno Lovera rivolta al vertice aziendale in quel periodo, vide un prototipo andare in volo con il pilota Ottorino Lancia ai comandi nell’estate del 1971. Il nuovo modello presentava un rotore principale articolato quadripala, un rotore di coda semi-rigido bipala e carrello di atterraggio retrattile, e mostrò da subito qualità di volo e manovrabilità straordinarie.

L’elicottero da 2,4 tonnellate e otto posti fu certificato sia in Italia che negli Stati Uniti quattro anni dopo ed entrò sul mercato nel 1976. Il nuovo elicottero ha inoltre permesso all’azienda di entrare anche nel mercato elicotteristico americano, altamente competitivo, dove ha potuto beneficiare della realizzazione del centro logistico di Filadelfia, destinato a diventare nei decenni successivi la sede della presenza industriale di Leonardo in campo elicotteristico negli Stati Uniti per la produzione, il supporto ed i servizi di addestramento nel settore dell’ala rotante.

Dopo il primo volo continuarono prove e studi sul prototipo per portarlo alla certificazione. Nel settembre 1971 venne presentata una relazione corredata da disegni relativi alla versione finale del velivolo che ne avrebbe costituito la base per ogni sviluppo futuro. L’A109 venne dotato di caratteristiche innovative, come il rotore principale articolato a quattro pale, il rotore di coda bipala semirigido. La fusoliera venne realizzata in lega leggera così come la trave di coda. Anche il carrello fu oggetto di grande attenzione, realizzato in forma completamente retrattile, con una ruota orientabile e due semi carrelli principali.

Si trattava del primo elicottero di progettazione italiana a richiedere la certificazione al RAI (Registro Aeronautico Italiano). In precedenza le pratiche erano relative a modelli già certificati all’estero o prototipi derivati. In parallelo per l’A109 venne richiesta la certificazione anche presso l’autorità statunitense FAA (Federal Aviation Administration).

La certificazione fu ottenuta nel 1975, sia dal RAI che dalla FAA. L’A109 venne descritto come un elicottero caratterizzato da 8 posti a sedere, incluso il pilota, con un peso totale massimo di 2.400 kg, un peso a vuoto di 1.400 kg, rotore principale a 4 pale completamente articolate, rotore di coda bipala semirigido, motori Allison 250-C20, potenza bimotore 692 SHP, potenza monomotore 400 SHP, velocità VNE 168 nodi.

Le linee di assemblaggio finale dell’A109 erano situate negli stabilimenti di Cascina Costa e Frosinone rispettivamente per le versioni civili e per quelle destinate alla difesa con le consegne che iniziarono nel 1976, a clienti governativi, sia in Italia che all’estero. La maggior parte degli operatori istituzionali italiani, dall’Esercito Italiano alla Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Dipartimento della Protezione Civile, ha utilizzato l’A109 in diverse configurazioni e per diverse missioni. Nel 1996 l’eredità dell’A109 fu rilevata dall’A109 Power, che iniziò una nuova storia di successo.

Immagini: Comando AVES, Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone, Gianni Scuderi

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Redazione di Aviation Report

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