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News Militari

Ecco come un tablet permetterà ai piloti militari in volo sui caccia di controllare i propri droni “Loyal Wingmen”

La General Atomics Aeronautical Systems continua a far avanzare nuovi livelli di controllo autonomo per i suoi velivoli senza equipaggio, completando con successo una dimostrazione aerea di Manned-Unmanned Teaming (MUM-T) il 25 agosto 2021 abbinando un velivolo a pilotaggio remoto stealth MQ-20 Avenger di proprietà dell’azienda con un King Air 200 opportunamente modificato per simulare i caccia tattici di quarta e quinta generazione.

Il volo ha dimostrato una collaborazione autonoma utilizzando il sistema di comando e il controllo (C2) dell’Avenger attraverso un tablet di controllo tattico, integrato con l’interfaccia uomo-macchina avanzata RCU-1000 di Autonodyne, per fornire la consapevolezza situazionale in tempo reale combinata a compiti comportamentali complessi del velivolo Avenger. Il sistema aereo ha utilizzato un King Air 200 modificato da GA-ASI, che ha consentito una rapida integrazione e test dell’hardware C2.

Il volo Avenger è partito dalla struttura Desert Horizon di GA-ASI nel deserto del Mojave mentre il King Air è decollato dall’aeroporto di Montgomery a San Diego. La demo è durata circa due ore. Il test ha dimostrato la capacità di GA-ASI MUM-T di comandare altre assetti aerei mentre esegue autonomamente missioni per fornire maggiore consapevolezza ed efficacia al velivolo da combattimento.

Questo volo si basa sui precedenti test autonomi passivi e continua a convalidare che gli aeromobili UAS del Gruppo 5 possono eseguire complesse attività in volo“, ha detto Mike Atwood, direttore senior di GA-ASI di Advanced Concepts. Il gruppo 5 si riferisce al livello più alto nel sistema di categorizzazione dei droni dell’esercito statunitense, che include tutti i velivoli senza pilota con un peso superiore a 1.320 libbre e che abbia una normale altitudine operativa di almeno 18.000 piedi.

Autonodyne è stata entusiasta di lavorare con GA-ASI per sfruttare il nostro precedente lavoro in MUM-T C2 e applicarlo a un velivolo così impressionante“, ha affermato il CEO di Autonodyne Steve Jacobson. “Il controllo tattico combinato con potenti capacità di autonomia è fondamentale per fornire ai nostri velivoli da combattimento gli strumenti di cui hanno bisogno ora“.

L’Avenger (o Predator C) doveva essere il futuro dei rivoluzionari ed ormai iconici droni MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper di GA-ASI, i pilastri della flotta di aerei a pilotaggio remoto statunitense e della NATO, compresa l’Italia. A differenza dei primi droni, l’Avenger ha un motore turbofan – la sua velocità e altre metriche sulle prestazioni rimangono segrete – ed è altamente invisibile sia per ai sensori radar che a infrarossi. Ciò significa che può operare in un ambiente ostile al contrario dei Predator/Reaper che, come visto più volte, sono facili prede di missili terra-aria.

Inoltre a inizio 2020 l’US Air Force ha acquistato due Avengers per lo Skyborg Vanguard Program, programma che sta sviluppando droni autonomi con intelligenza artificiale e capacità di machine learning, tecnologie che saranno integrate in una nuova generazione di droni da combattimento della US Air Force. Lo sviluppo in questione, con il Legion Pod, potrebbe essere quindi collegato al contratto Skyborg.

L’MQ-20 Avenger nei mesi scorsi è stato sottoposto a svariati test di volo in autonomia per dimostrare la funzionalità del velivolo senza pilota con capacità aria-aria di prossima generazione. Ciò che GA-ASI ha evidenziato con tutti questi test è cosa ci si può aspettare aspettare dai droni di tipo gregario che operano in rete insieme a velivoli con equipaggio per condurre missioni di combattimento aereo.

Come abbiamo spiegato più volte, i droni fornirebbero una maggiore portata e copertura dei sensori su un’ampia area per l’intero gruppo da combattimento e i dati dei sensori potrebbero essere fusi insieme alle informazioni provenienti da altre fonti esterne per dare ai piloti una maggiore consapevolezza dello spazio di battaglia per determinare la migliore strategia per perseguire gli obiettivi della missione. In altri casi i gregari senza pilota potrebbero fungere da vere e proprie piattaforme da combattimento sia aria-aria che aria-suolo.

@ GA-ASI

Questo sostanzialmente è il tema del programma Skyborg degli Stati Uniti, al quale partecipano la GA-ASI proprio con l’Avenger e la Kratos con l’XQ-58A Valkyrie. Ora la cosa più interessante che emerge da questo test di volo è soprattutto l’interfaccia che i piloti potrebbero usare per controllare i loro gregari senza pilota, un tablet e la sua app RCU-1000 della Autonodyne.

Questa app fornisce un’interfaccia visiva per presentare i dati in arrivo dai droni gregari e per impartire i vari comandi, sia ad un singolo velivolo senza equipaggio che ad un gruppo di essi collegati tutti in rete. Sempre secondo Autonodyne il sistema RCU-1000 non è progettato specificamente per controllare un particolare tipo di drone, ma è sviluppato per far funzionare molti e diversi tipi di droni, tra i quali anche il Kratos UTAP-22 Mako drone già sperimentato per testare l’ACS – Autonomy Core System, il cervello di intelligenza artificiale del programma Skyborg.

Inoltre l’RCU-1000 non richiederebbe un componente hardware specifico per essere eseguito. Questo semplificherebbe maggiormente il suo utilizzo perché si potrebbe eventualmente pensare di integrarlo inizialmente sui tablet che già tantissimi piloti da combattimento hanno a bordo per altri scopi sfruttando un hardware già esistente e abbattendo i costi di gestione e produzione. In una seconda fase il sistema potrebbe essere integrato nei vari MFD, display multifunzione touch-screen, ormai presenti in tutti i velivoli militari di nuova generazione, o con aggiornamenti all’avionica.

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Redazione di Aviation Report

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