C’è una cosa che in Italia è spesso considerata come optional: la cultura.Da quando lo smartphone è entrato prepotentemente nella vita di tutti i giorni, ogni ora (se non minuto o, peggio, ogni pochi secondi) interagiamo con esso e con i diabolici strumenti nati da questo infernale aggeggio (o paradisiaco aggeggio, a seconda dei punti di vista ed a seconda di come guardiamo la faccenda). Raggiungiamo tutti, siamo raggiunti da tutti, ovunque.

Digitiamo in un motore di ricerca qualsiasi ciò che vogliamo sapere (una frase, una parola) e, miracolo della matematica, degli algoritmi geniali che consentono tutto questo, abbiamo con il minimo sforzo l’informazione che abbiamo desiderato. Peggio secondo lo scrivente, la prendiamo pure per buona.

Wikipedia? La “bibbia” degli anni Duemila, l’oracolo della globalizzazione. Se per caso ci sovvien qualche ragionevole dubbio che l’informazione non sia corretta, la fatica di approfondire e di aprire un altro sito o provare a digitare una combinazione diversa di parole, prende il sopravvento: “Tanto lo dice Wikipedia”…. Dimenticando che siamo noi che arricchiamo Wikipedia.

Non vi è controllo ed incrocio delle informazioni che carichiamo; possiamo influenzare l’opinione di molti con informazioni incomplete, magari involontariamente imprecise, oppure superficiali o addirittura faziose. Siamo (l’Italia) un museo vivente, la culla dell’umanità senza timore di presunzione; assieme ai greci.

Il Rinascimento è stato qui, molti geni della scienza e dell’arte sono vissuti qui. L’Impero Romano dominava parte del mondo antico e tutt’oggi vediamo la sua potenza nei monumenti, nei libri, nel modo di pensare, nel diritto. I giovani d’oggi, non tutti per fortuna, professano cultura come se fosse Nutella da spalmare su una piadina (romagnola ed  I.G.P. ci mancherebbe) e meno se ne ha, più la si stende sull’ampia superficie circolare dell’amatissimo prodotto.

E così nella pratica quotidiana, vediamo il proliferare di linguaggi scadenti figli dell’intensivo utilizzo dei social network, la qualità dell’istruzione che sovente è costretta ad abbassarsi per poter raggiungere tutti i livelli che una classe di studenti abbraccia, dal meno ricettivo al più in gamba; i cervelli che fuggono, il patrimonio artistico che possiamo vantare viene vituperato da imbrattatori e vandali, il cinema nostrano (non tutto, s’intende), punta raramente al contenuto di qualità vera, la letteratura moderna sembra un malato terminale.

Se tutto questo, aprendo bene gli occhi guardandoci per una volta bene attorno, accade ed influenza la vita quotidiana di ciascuno di noi e di ciascuno dei nostri giovani, immaginiamoci quanta cultura possiamo trovarne in un settore nel quale ve ne ahimé non abbastanza se ci confrontiamo con altre nazioni come quelle anglosassoni per citarne solo alcune: avrete capito, ci riferiamo alla “cultura del volo, alla cultura aeronautica”.

La cultura aeronautica non è solo il diffondere la passione per  il volo, per le macchine che l’uomo ha creato negli ultimi due secoli, per lo spirito che pervade ciascun aviatore o semplice appassionato, il volare come un uccello per sentirsi vicini al cielo, al proprio dio.

Essa ci insegna anche ad amare la propria nazione, i propri compagni, con lealtà e gratitudine, farsi portavoce di valori puri, di regole precise che possono tranquillamente essere applicate nella vita quotidiana.

Vi è una realtà in Italia che fa poco notizia, raramente arriva ai titoli a 9 colonne sui quotidiani o nelle principali notizie dei telegiornali nazionali: Sono i CORSI DI CULTURA AERONAUTICA organizzati dall’Aeronautica Militare in accordo con il M.I.U.R. (il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica) che, nel quadro delle iniziative informative ed orientative volte a diffondere la conoscenza del mondo aeronautico, hanno come obiettivo il far vivere ai giovani frequentatori una concreta esperienza di volo.

Tali corsi, itineranti ed organizzati in alcune località italiane, prevedono due settimane suddivise tra lezioni teoriche (in genere cicli di lezioni/conferenze stile università) che illustrano i pnricipi del volo ed il funzionamento dell’aeroplano e lezioni pratiche dove gli studenti vengono accompagnati in volo dai piloti ed istruttori del 60° Stormo in quelli che vengono definiti voli di ambientamento.

L’aeroplano messo a disposizione per il Corso di Cultura Aeronautica è una macchina in organico alla Forza Armata da lungo tempo: il velivolo ad elica SIAI-Marchetti S.208M.

Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha programmato dal 1 al 12 Aprile 2019 lo svolgimento di uno dei cinque corsi che in genere vengono organizzati annualmente e la sede che ci ha visto protagonisti è stata la città di Reggio Emilia; il corso ha coinvolto 11 istituti della città e della provincia con ed hanno potuto parteciparvi studenti di ambo i sessi aventi età compresa tra i 16 ed i 20 anni.

La partecipazione, in tempi in cui il bilancio dello stato è soggetto a fortissime pressioni, è a titolo completamente facoltativo e gratuito.

I primi classificati verranno premiati ed avranno la possibilità di trascorrere un periodo di approfondimento presso l’Aeroporto “A. Barbieri” di Guidonia con l’opportunità di volare su alianti biposto sempre coadiuvati dai qualificati piloti istruttori di volo dello Stormo.  A tutti i partecipanti viene consegnato il diploma-attestato di frequenza che assegna un punteggio di merito in alcuni concorsi pubblici.

Abbiamo avuto l’opportunità e l’onore di partecipare al “Media Day” che di fatto ha sancito il termine delle lezioni teoriche dando invece inizio alla fase pratica che si è interamente svolta presso il l’aeroporto emiliano intitolato a Fernando Bonazzi, dotato di una pista di 1210×30 metri ed orientata 11/29. L’aeroporto reggiano è sede del locale Aeroclub, della BFU Scuola Paracadutismo, della Top Gun School, di Vola Fenice, Euroavia e dell’Istituto Nobile.

Nonostante la giornata uggiosa, bagnata dagli ultimi piovaschi della perturbazione che ha attraversato il nord della penisola nelle giornate precedenti, andata lievemente migliorando durante la giornata seppur rimanendo essenzialmente nuvolosa, studenti e media hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con il personale del 60° Stormo guidati dal Ten.Col. Antonio Russo, dal Magg. Francesco Dante e con i 3 aeroplani (MM61974, MM71983, MM62003) messi a disposizione per le esercitazioni in volo ai quali se ne aggiungerà un quarto negli ultimi giorni di prove pratiche.

Nel corso della mattinata diversi voli dimostrativi della durata di una ventina di minuti circa sono stati offerti ai presenti suscitando genuino entusiasmo e l’interesse da parte di tutti gli invitati.

La conferenza stampa presieduta dal Prefetto di Reggio Emilia Maria Forte, dal Ten. Col.  Russo, dall’Assessore all’educazione del comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni, dal presidente dell’Aeroclub Emilio Chiesi ed i presidi e dirigenti scolastici ha illustrato le finalità dei corsi, il loro svolgimento e con un filmato prodotto dalla Troupe Azzurra assai intrigante si è conclusa la parte ufficiale per lasciare spazio ai numerosi voli effettuati dai piloti del 60° Stormo a beneficio di autorità, addetti ai lavori e media.

SIAI Marchetti S.208M

Il velivolo SIAI-Marchetti S.208M nasce negli anni ’60 come aereo leggero quadriposto (l’S.205), naturale evoluzione del predecessore a partire dall’impianto propulsivo di maggior potenza e dalla possibilità di trasportare cinque passeggeri.

Il primo volo avvenne il 22 maggio 1967 ed è un aeroplano monomotore ad ala bassa costruito interamente in metallo; prodotto in serie a partire dal 1968, con l’Aeronautica Militare in versione cliente di lancio che ne ricevette oltre 40 nei primi anni di produzione.

La versione “militarizzata” in dotazione al 60° Stormo differisce da quella civile per la diversa strumentazione di bordo, due portelli per il posto di pilotaggio, il gancio di traino alianti opzionale e l’assenza dei serbatoi alari.

In volo con il Siai Marchetti

Il nostro volo, la terza ondata di quattro, è avvenuto sul MM62003, numero di costruzione 3-82, pilotato dal gent.mo Magg. Dante. Andremo in formazione di tre, come gregario sinistro, leader della formazione l’aereo pilotato dal Ten.Col. Russo. Posto posteriore, siamo solo in tre a bordo dell’aeroplano: pilota, una signora espertissima come co-pilota e lo scrivente sul divanetto posteriore.

Gli anni di questo aeromobile si vedono, ma è ben tenuto e l’affidabilità eccellente, come ci viene confermato. Il decollo è avvenuto per pista 11 con gli aerei intervallati di circa 10 secondi, vento da 290, circa 10 nodi a terra come ci comunica in radio il controllore che è anche un amico.

Rotta verso nord, sempre in fila indiana a distanziati di circa 100 metri, chiudiamo la formazione puntando verso sud per aggirare il capoluogo in senso orario e portarci a nord oltre l’autostrada per eseguire alcune sfogate, affondi, mezzi looping e virate a coltello.

Transitiamo nelle vicinanze del Mapei Stadium e della stazione Mediopadana dove non possiamo non rimarcare l’assenza di parcheggi adeguati. Ci auguriamo almeno che i servizi navetta dai capoluoghi vicini e dal centro storico, tramite la linea ferroviaria che si intravede perpendicolare all’alta velocità, attraverso lo snodo dalla “vecchia” stazione o da nord dalle vicine Suzzara e Mantova siano stati attivati e soprattutto siano numerosi.

Il vento ed i continui sobbalzi rendono veramente complicato scattare attraverso il finestrino posteriore con l’ala sovente ostacolo di una buona ripresa. Dopo le manovre individuali, si compone la formazione e compiamo diverse manovre con gli aerei separati solamente da non più di un paio di metri di distanza.

Osserviamo il nostro pilota guardare continuamente verso il leader della formazione ed eseguire costantemente le dovute correzioni con superba perizia e maestria. Effettuiamo un low-pass a meno di 500 piedi sulla pista per poi ripresentarci per l’apertura e prepararci per l’atterraggio da pista 29; si vede bene a terra il bellissimo Aermacchi MB-326E di Vola Fenice, andrà in volo più tardi.

Le fotografie di rito con studenti, piloti, avieri ed autorità presenti, tra le quali il Prefetto Maria Forte, l’Assessore a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni, il Presidente dell’Aeroclub Emilio Chiesi ed i Presidi degli istituti coinvolti, hanno chiuso la parte ufficiale della giornata. La locale scuola di volo Top Gun, va detto, ha a sua volta esposto i propri velivoli che, assieme agli aeroplani militari, sono stati oggetto di approfondimento da parte degli studenti presenti.

Siai Marchetti S.208M – Caratteristiche tecniche

  • Apertura alare: 10,86 m 
  • Lunghezza: 8,10 m
  • Altezza: 2,89 m
  • Peso massimo al decollo: 1.500 kg
  • Impianto propulsivo: un motore a pistoni Avco Lycoming 0-540-E4A5 da 260 HP
  • Velocità massima: 285 km/h
  • Tangenza: 5.400 m
  • Autonomia: 1.200 km
  • Equipaggio: 1/2 piloti

60° Stormo dell’Aeronautica Militare

Il 60° Stormo dipendente dal Comando scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea ha sede sul sedime dell’aeroporto “A. Barbieri” di Guidonia ed è preposto a:

  • Operare i Corsi di Volo a Vela per gli allievi dei Corsi Normali dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e della Scuola Militare “Giulio Douhet” di Firenze.
  • Concorrere all’attività promozionale dell’immagine della Forza Armata, mediante lo svolgimento dei Corsi di Cultura Aeronautica.
  • Fornire adeguato supporto logistico agli Enti e Reparti presenti sul sedime aeroportuale, quali la Scuola di Aerocooperazione, il Centro di Selezione, i Magazzini Centrali, la Sezione Calibrazione e nucleo Velivoli Storici.
  • Supportare il programma nazionale di addestramento della Scuola di Aerocooperazione (JACT)
  • Supportare ed operare Attività di Volo Minima (AVM) o semestrale per il personale navigante in forza presso gli Enti Centrali.

Ed è proprio grazie al compito istituzionale del 60° Stormo che concorre all’attività promozionale dell’immagine della Forza Armata mediante lo svolgimento dei corsi di Cultura Aeronautica predisposti dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare in accordo con il M.I.U.R., viene fornito ai giovani un piccolo contributo di cultura, passione, responsabilità e rispetto di valori attraverso la vita di gruppo al servizio degli altri.

In chiusura, vogliamo porre a tutti gli studenti, sorridenti ed entusiasti sempre come lo sono stati i presenti ai Corsi, gli auguri di diventare un giorno piloti ma soprattutto farsi una cultura approfondita ed amare il volo come si dovrebbe amare se stessi.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare l’Aeronautica Militare e il Magg.Dante che ci ha portati in volo ed ai gentilissimi padroni di casa.

PSC – Piti Spotter Club – www.pitispotterclub.it

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