La fine dei test operativi dell’F-35 e la dichiarazione di inizio della produzione a pieno ritmo arriveranno probabilmente nel marzo 2021. “Sono fiduciosa che incontreremo la data di marzo” ha dichiatato Ellen Lord, sottosegretario alla difesa per le acquisizioni e il sostegno (Acquisitions and Sustainment), ai giornalisti il ​​20 agosto scorso. “Abbiamo tutto il team del governo / industria concentrato su questo“. Tuttavia ha riconosciuto che “ci sono state battute d’arresto all’interno del JSE (Joint Simulation Environment) causate dall’emergenza del Covid-19 e alle restrizioni sui luoghi di lavoro“.

I funzionari del Pentagono hanno detto che le attività di combattimento virtuali da svolgere necessariamente con il JSE e intese a convalidare le prestazioni dell’F-35 dovrebbero iniziare e terminare a dicembre. Sono previsti 64 attività varie virtuali. Ci vorrà fino a marzo per analizzare i risultati e inviare un rapporto al Congresso per affermare che l’F-35 avrà soddisfatto tutte le condizioni necessarie per dichiararlo pronto per la produzione a pieno regime, nota anche come Milestone C.

L’F-35 è operativo dal 2016 ed è stato già impegnato in numerose missioni di combattimento svolte dagli Stati Uniti e dagli alleati equipaggiati con il jet, ma il JSE – Joint Simulation Environment lo metterà a confronto contro le difese aeree più complesse e contro gli avversari “alla pari”, come come Cina e Russia. Il Joint Simulation Environment è necessario per condurre valutazioni simulate dell’F-35 in una serie di scenari ad alto rischio.

La decisione della produzione a pieno ritmo segnerebbe la fine formale della fase di sviluppo iniziale dell’F-35 e spianerebbe la strada al Pentagono per chiedere al Congresso il permesso di acquistare l’F-35 in lotti pluriennali. Questo consentirebbe ulteriori riduzioni di prezzo. I contratti pluriennali sono vietati fino a quando un importante sistema d’arma non è ritenuto maturo.

Più di 555 F-35 sono stati consegnati in tutto il mondo a partire da ottobre 2019 e l’approvazione della produzione a pieno regime consentirebbe alla Lockheed Martin di iniziare a produrre fino a 160 aeromobili all’anno entro il 2023. Ad oggi 8 servizi hanno dichiarato la IOC, la capacità operativa iniziale, 24 basi aeree su terra e su mare sono operative, 9 nazioni utilizzano il velivolo dal loro territorio, più di 1115 piloti e più di 9400 manutentori e tecnici abilitati ad operare con il velivolo, più di 309.000 ore di volo. L’Italia in particolar modo ha raggiunto già le 5000 ore di volo con i suoi F-35 del 32° Stormo di Amendola dell’Aeronautica Militare.

Lord ha anche detto che il Pentagono è “nel bel mezzo dello studio della nostra richiesta di budget in questo momento” per l’anno fiscale 2022, sottolineando che “la questione del mix di velivoli di quarta, quinta e sesta generazione è oggetto di dibattito in questo momento“. Con questo commento per la prima volta il Pentagono fa riferimento al tema dello sviluppo di velivoli di “sesta generazione”.

CMDx Coalition Mission Data

Nel frattempo però i piloti di F-35 Lightning II Joint Strike Fighter provenienti da Stati Uniti e Paesi Bassi il 13 e il 14 agosto hanno dimostrato un nuovo livello di interoperabilità volto a migliorare la futura condivisione dei dati di combattimento tra i clienti US Services, gli F-35 International Cooperative Partners e i Foreign Military Sales (FMS).

Comunemente denominati CMDx, i dati delle missioni della coalizione rientrano in un concetto che fornisce a tutti i partecipanti operativi una fonte di dati equivalente che garantisce un quadro operativo comune in una grande forza multinazionale di F-35. In sostanza, il CMDx fornirà ai comandanti della componente aerea della coalizione la certezza che tutte le risorse vedono la stessa cosa allo stesso tempo.
Questo concetto offre anche ai comandanti la possibilità di utilizzare un misto di F-35 indipendentemente dalla variante o dalla nazionalità. Inoltre, poiché il CMDx opera dalla stessa fonte di dati, la consapevolezza della situazione e l’identificazione del combattimento sono notevolmente migliorate.

L’F-35 Lightning II è un caccia di quinta generazione noto per la sua suite di sensori avanzata che è altamente integrata tramite funzionalità di “fusione” (sensor fusion), che forniscono ai piloti una elevata consapevolezza della situazione e di identificazione delle minacce, oltre al quadro operativo comune. La chiave per ottimizzare queste capacità è una combinazione di solidi collegamenti dati che consentono lo scambio di informazioni e l’accesso ai dati comuni della missione. Spesso descritti come il cervello dell’aereo, i file di dati della missione (Mission Data Files) sono estesi sistemi di dati di bordo che raccolgono informazioni dall’ambiente, determinando tutta la situazione nelle aree in cui si prevede che l’F-35 svolga operazioni di combattimento.

Infografiche: Lockheed Martin

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