Le compagnie aeree europee hanno subito un nuovo colpo quando gli USA hanno annunciato l’attuazione delle restrizioni ai voli dall’Europa verso gli Stati Uniti. Sono necessarie misure urgenti a breve termine per sostenere le compagnie aeree europee e favorire la ripresa economica del settore che hanno chiesto ai governi di allentare immediatamente le regole delle slot, rinviare le tasse e chiarire lo stato del risarcimento per i passeggeri per superare la crisi del Coronavirus COVID-19.

Il nuovo impatto dovuto alle nuove restrizioni ai viaggi è arrivato poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato un divieto di viaggio tra gli Stati Uniti e l’Europa continentale per 30 giorni a partire dal 13 marzo 2020 per i cittadini stranieri, una mossa per tutti molto controversa e volta a limitare la diffusione della pandemia, secondo il presidente USA.

Mentre le compagnie aeree europee stanno cercando di determinare in che modo il divieto statunitense, che potrebbe avere un impatto su 3.500 voli alla settimana e su 800.000 passeggeri, sarà applicato nella pratica e in che modo influenzerà le operazioni di volo già colpite duramente dalle cancellazioni dei voli e dalla diminuzione della domanda causata dalla crisi Coronavirus COVID-19, il presidente della Comunità Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel hanno criticato le restrizioni imposte da Trump. Le rotte verso gli Stati Uniti rappresentano tra il 20% e il 30% delle entrate dei grandi operatori europei e il danno economico potrebbe abbattersi sulle prossime settimane ma potenzialmente anche sulla prossima estate, poichè statisticamente le prenotazioni inizierebbero proprio in questo periodo dell’anno.

“Il Coronavirus è una crisi globale, non limitata a nessun continente e richiede cooperazione, piuttosto che un’azione unilaterale”

hanno dichiarato Von der Leyen e Michel in una dichiarazione congiunta.

“L’Unione Europea disapprova il fatto che la decisione degli Stati Uniti di imporre il divieto di viaggio sia stata presa unilateralmente e senza consultazione. L’Unione Europea sta prendendo provvedimenti per limitare la diffusione del virus”

Le restrizioni statunitensi sospendono l’ingresso della maggior parte dei cittadini stranieri che sono stati in determinati paesi europei in qualsiasi momento durante i 14 giorni precedenti il ​​loro arrivo previsto negli Stati Uniti, ma non ai residenti negli Stati Uniti o alle loro famiglie.

La situazione in Italia

In Italia, finora il paese europeo più colpito dalla COVID-19, l’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile in applicazione del decreto ministeriale numero 112 del 12 marzo 2020, con il quale a seguito dell’emergenza Covid-19 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha limitato l’operatività del sistema aeroportuale italiano, ha disposto che devono garantire l’operatività aeroportuale senza limitazioni le società di gestione degli aeroporti inclusi nell’art. 2 comma 1 del decreto: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera. Tessera e Roma Ciampino per i soli voli di stato, trasporti organi, canadair e servizi emergenziali.

Le società di gestione degli aeroporti non inclusi nell’art. 2 comma 1 del decreto, Milano Linate, Bergamo Orio al Serio, Verona, Firenze, Roma Ciampino, Reggio Calabria, Brindisi, Trieste e Treviso limiteranno la propria operatività a partire dal 14 marzo 2020, ad eccezione di Milano Linate che inizierà lo stop temporaneo da lunedì 16 marzo. In tutti gli aeroporti verranno comunque garantite alcune attività tra cui le esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo.

Aeroporti di Roma ha dichiarato che il 12 marzo sarebbe iniziato il ridimensionamento delle operazioni ai terminal passeggeri, decisione presa dopo che molte compagnie aeree hanno cancellato i voli in seguito alla mossa del governo di estendere il blocco a tutto il paese nel tentativo di rallentare la diffusione della malattia. Dal 17 marzo il Terminal 1 di Roma Fiumicino (FCO) sarà temporaneamente chiuso, mentre il Terminal 3 rimarrà in funzione. Anche Roma Ciampino (CIA) chiuderà il suo terminal per i voli di linea. I terminal passeggeri degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino riprenderanno le normali operazioni non appena lo stato di emergenza attuale sarà terminato.

Per Norwegian che aveva lanciato il lungo raggio low cost il rischio di uno stop alle operazioni è davvero concreto. La situazione per la compagnia aerea norvegese, che ha chiesto aiuto al proprio governo è improvvisamente precipitata a causa dell’emergenza Covid-19. Il progressivo rallentamento della domanda in Europa e le ultime restrizioni degli USA rischiano di lasciare la compagnia aerea senza liquidità a meno di un aiuto da parte del governo.

Air France ha dichiarato che i voli da e per gli Stati Uniti opereranno normalmente il 13 marzo 2020 e che prevede di proseguire le operazioni per Atlanta (ATL), Chicago, Detroit (DTW), Los Angeles (LAX), New York (JFK), San Francisco (OFS) e Washington dal 14 al 28 marzo 2020. La compagnia aerea è in attesa di chiarimenti da parte delle autorità statunitensi sulla possibilità di continuare il servizio per Boston (BOS), Houston (IAH) e Miami (MIA). Oltre il 28 marzo, Air France collaborerà con i suoi partner Delta Air Lines, KLM e Virgin Atlantic per implementare un piano per continuare il servizio negli Stati Uniti per i propri clienti. Le rotte statunitensi hanno rappresentato il 15% delle entrate dei passeggeri del gruppo nel 2019. Sul fronte europeo Air France ha ridotto, per il mese di marzo, del 25% la propria capacità ed ha cancellato tutti i voli per l’Italia dal 14 marzo al 3 aprile mantenendo un solo volo al giorno sulle sue destinazioni italiane.

Finnair ha affermato che potrebbe essere necessario ridurre ulteriormente la capacità a seguito della crisi COVID-19. Il vettore ha confermato la cancellazione di tutti i voli verso gli Stati Uniti tra il 19 marzo e il 12 aprile a causa del divieto di viaggio negli USA. La Finnair opera voli su Los Angeles, Miami e New York JFK.

Per la Lufthansa la rete verso gli Stati Uniti è il suo più importante mercato estero in termini di entrate. L’Italia, dove le compagnie aeree hanno cancellato i voli in massa dopo che il governo ha bloccato l’intero paese nel tentativo di rallentare la diffusione della pandemia, è anche un mercato significativo per Lufthansa. Il Gruppo Lufthansa manterrà alcuni collegamenti di traffico aereo dall’Europa agli Stati Uniti oltre il 14 marzo, operando voli da: Francoforte a Chicago O´Hare e Newark; da Zurigo a Chicago e Newark; da Vienna a Chicago; e da Bruxelles a Washington.

Il gruppo sta attualmente lavorando a un programma di volo alternativo con i passeggeri che sono ancora in grado di raggiungere tutte le destinazioni negli Stati Uniti tramite voli di collegamento serviti dal partner United Airlines. Tutti gli altri voli statunitensi saranno sospesi fino a nuovo avviso a seguito del divieto, comprese tutte le partenze da Monaco, Dusseldorf e Ginevra. Nei primi nove mesi del 2019, secondo il rapporto finanziario più recente del gruppo, il 4% della capacità totale di Lufthansa Network Airlines è stata utilizzata nelle Americhe, tra cui Messico e Sud America. I risultati per l’intero anno sono previsti per il 19 marzo. Nel frattempo le compagnie aeree del Gruppo Lufthansa – Lufthansa, SWISS, Austrian Airlines, Brussels Airlines e Air Dolomiti stanno ampliando le loro attuali opzioni di rebooking nell’interesse dei loro clienti.

Anche AEGEAN e Olympic Air apporteranno modifiche all’orario dei voli fino all’8 aprile incluso. Le modifiche saranno effettuate sia nella rete nazionale che internazionale e comporteranno principalmente l’unione di più voli o la riduzione delle frequenze.

Altre compagnie aeree europee stanno ancora cercando di interpretare i termini esatti del divieto, ad esempio come si applica ai servizi di collegamento e ai cittadini europei che viaggiano da aeroporti al di fuori dell’area di Schengen. Questo anche perchè l’elenco dei paesi non include l’Irlanda e il Regno Unito snodo importantissimo per il traffico aereo mondiale. Anche le compagnie aeree americane Delta e United vedranno calare il loro traffico, forse solo American Airlines potrebbe essere relativamente risparmiata grazie alla sua alleanza con British Airways.

IATA – International Air Transport Association

Sono tempi straordinari e i governi stanno adottando misure senza precedenti. La sicurezza, compresa la salute pubblica, è sempre una priorità assoluta. Le compagnie aeree stanno rispettando questi requisiti. I governi devono anche riconoscere che le compagnie aeree, che impiegano circa 2,7 milioni di persone, sono sottoposte a pressioni finanziarie e operative estreme. Hanno bisogno di sostegno“, ha dichiarato Alexandre de Juniac, direttore generale e CEO della IATA. A livello economico la IATA ha esortato i governi a prepararsi per l’impatto economico negativo che causeranno queste restrizioni. La IATA rappresenta circa 290 compagnie aeree che rappresentano l’82% del traffico aereo globale.

Nel 2019, c’erano in totale circa 200.000 voli in programma tra gli Stati Uniti e l’area Schengen, equivalenti a circa 550 voli al giorno con circa 46 milioni di passeggeri, equivalenti a 125.000 viaggiatori ogni giorno. Il 5 marzo 2020, la IATA aveva stimato che la crisi avrebbe potuto spazzare via circa 113 miliardi di dollari di entrate. Tale scenario non includeva misure così severe come gli Stati Uniti e altri governi hanno messo in atto da allora. Le misure statunitensi si aggiungeranno a questa pressione finanziaria. Il valore totale del mercato USA-Schengen nel 2019 è stato di 20,6 miliardi di dollari. I mercati di maggiore impatto sono Stati Uniti-Germania (4 miliardi di dollari), Stati Uniti-Francia (3,5 miliardi) e Stati Uniti-Italia (2,9 miliardi).

Gli Stati Uniti verso la Germania, la Francia e l’Italia sono i maggiori mercati di passeggeri per il traffico nell’area USA-Schengen. Nel 2019 vi sono stati 7,6 milioni, 7,6 milioni e 6,9 ​​milioni di viaggi di origine-destinazione (OD) rispettivamente tra questi mercati e gli Stati Uniti. I paesi che compongono l’area Schengen sono Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo , Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera. Il mercato USA-Regno Unito (che è esente dal divieto di viaggio) è significativo, con 17 milioni di passeggeri in totale nel 2019 (circa 47.000 al giorno, pari a oltre un terzo del mercato totale USA-Schengen)

Al blocco degli Stati Uniti, si aggiunge anche quello dell’India e quello di Singapore che dalle ore 23.59 del 15 marzo 2020, a tutti i nuovi visitatori che hanno viaggiato in Francia, Germania, Italia e Spagna negli ultimi 14 giorni non sarà consentito l’ingresso o il transito da Singapore. Ai cittadini di ritorno a Singapore, ai residenti e ai titolari di pass a lungo termine che hanno viaggiato in Francia, Germania, Italia e Spagna negli ultimi 14 giorni sarà consentito l’ingresso a Singapore per restare a casa per 14 giorni.

Print Friendly, PDF & Email
 

Rispondi